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Ancora Martiri Delle Foibe.

ANCORA A PROPOSITO DI “MARTIRI DELLE FOIBE”.


Tra gli “infoibati” triestini troviamo anche Bruno Lubiana (inquadrato nella Brigata Nera “Tullio Cividino” ed autista del federale del fascio repubblicano di Trieste Edgardo Sambo) e Giuseppe Mungherli (maresciallo dell’MDT ma anch’egli brigatista nero e già nella Decima Mas). I due furono arrestati nel maggio 1945, il primo incarcerato a Lubiana e forse fucilato nel gennaio 1946, il secondo arrestato da partigiani di Longera ed incarcerato a Sesana, di lui si persero le tracce.
Mungherli e Lubiana, ai quali ogni 10 febbraio le autorità civili e militari porgono omaggio in quanto “martiri delle foibe”, avevano fatto parte, nella primavera del 1944, dei “Mai morti”, una sorta di squadrone della morte annesso alla Decima Mas e comandato dal capitano Beniamino Fumai, un triestino di origine barese, fascista della prima ora (“copertosi d’infamia” nel periodo repubblicano nelle zone d’Ivrea e Novara, scrisse il quotidiano del CLN giuliano la Voce Libera il 24/5/47), che aveva raccolto attorno a sé una quarantina di uomini “pronti a menar le mani” e “propensi alla più pura delinquenza”. Il gruppo era stato tenuto a battesimo da Christian Wirth (il comandante della Risiera di San Sabba detto der wilde Christian) che li definì il “primo nucleo che arrecherà alle forze armate italiane, con la fede fascista più pura, la possibilità vicinissima della ripresa a fianco delle armate germaniche”. Il comportamento criminale dei Mai Morti (estorsioni, rapine, assassinii) scatenò il disgusto degli stessi dirigenti del fascio, ed il gruppo fu sciolto in seguito all’intervento del segretario Pavolini. Parte di essi si riciclò nelle Brigate Nere, mentre Fumai fu inviato a comandare il battaglione Sagittario della Decima al confine orientale (si veda Ricciotti Lazzero, “La Decima Mas”, Rizzoli 1984).
Ricordiamoci anche di questi personaggi quando sentiamo parlare di “innocenti infoibati sol perché italiani”.

ottobre 2016

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