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Antifascismo 2013

ANTIFASCISMO 2013.

Delle tante cose orrende che sono uscite dall’ultima tornata elettorale vogliamo parlare, in questa sede, di un problema che non avremmo pensato avrebbe potuto ripresentarsi, quantomeno non a livello di massa, e cioè l’idea generalizzata che il fascismo non era poi così male e che l’antifascismo è un valore anacronistico.
Ora, se il fascismo (e con questo termine intendiamo definire non solo il movimento politico ma anche la “cultura” che gli sta dietro e che gli permette di avere spazio nella vita di ogni giorno) fosse scomparso dalla faccia della terra, anche l’antifascismo non avrebbe più scopo di esistere. Ma quando vediamo che, dei tre schieramenti che si sono divisi il Parlamento, il PDL non ha mai fatto professione di antifascismo, il PD dialoga con CasaPound ed il leader del M5S Beppe Grillo dapprima dice che l’antifascismo “non gli compete”, poi, a proposito del programma di CasaPound afferma che “non possiamo non essere d’accordo sui concetti” e che “se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel M5S e avesse i requisiti ci entra”.
Da parte sua, la capogruppo grilletta alla Camera, Roberta Lombardi, ha affermato che “da quello che conosce di CasaPound” essi hanno conservato del fascismo “solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola”. Che non ci sembra cosa da poco, osserviamo, ma Lombardi aggiunge che questa parte “non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”.
Certo, il fascismo aveva tanto senso dello stato che se ne è appropriato completamente, e quanto alla tutela della famiglia, non possiamo fare a meno di ricordare tutte le famiglie degli oppositori smembrate perché qualcuno veniva mandato al confino e qualcun altro in galera… per non parlare della sorte riservata alle famiglie ebraiche, che venivano in massa inviate nei lager ad un certo punto della “degenerazione” del fascismo.
Ma queste sono cose vecchie, quindi torniamo ai “folcloristici” dialoghi di esponenti napoletani di CasaPound, così come intercettati (15/12/11) nel corso di indagini che poi hanno portato all’arresto di diversi giovani che possono a buon diritto rientrare nella categoria di “razzisti e sprangaioli” come da parole di Lombardi, anche se definirli “folcloristici” non ce la facciamo proprio.
-“Da me in facoltà - esordisce Angelo D’Alterio - ci sta una che non la tocca nessuno, non la guardano nessuno perché non so di quale tribù fa parte. Tribù ebraica”. Si inserisce Andrea Coppola, leader di “Blocco studentesco”: “Se tu vedi, questa passa e tu vedi tutti gli israeliani, pure i palestinesi, cioè i palestinesi... Gli arabi che la salutano con rispetto proprio... La cosa infatti mi sta facendo stizzire troppo. Infatti io a questa la devo vattere (picchiare, n.d.r.). O la picchio o me la chiavo e gli faccio uscire il sangue dal c... Però davanti a tutta la facoltà”-. (la citazione dell’intercettazione si trova qui: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/01/24/news/arrestati_estremisti_di_destra_c_anche_la_figlia_di_un_ex_senatore-51175878/)
Osiamo sperare che non tutti gli 8.689.458 votanti (voti validi, s’intende) M5S alla Camera condividano la possibilità di apertura di Grillo a costoro, che se non venivano intercettati ed indagati ed arrestati avrebbero potuto avere “i requisiti” per entrare nelle loro liste. D’altra parte, da un movimento politico che s’è fatto strada a suon di “vaffa” non ci aspettiamo granché di rispetto per l’altrui persona.

Per tornare alle cose locali, ricordate lo scandalo che suscitò da parte dei “benpensanti” il fatto che un esponente di Rifondazione comunista avesse partecipato al funerale del brigatista Prospero Gallinari? Nessuno scandalo invece che il “Piccolo” del 2 aprile abbia dedicato, tra le “Segnalazioni”, uno spazio con tanto di foto, alla “pasionaria istriana”, la Maria Pasquinelli che assassinò a sangue freddo il generale inglese Robin de Winton il 10/2/47, in quanto simbolo sia pure incolpevole della miope insipienza etica e politica con cui i Quattro Grandi ed i loro alleati avevano cancellato le residue speranze italiane come da definizione di tale Laura Brussi “esule da Pola” (http://www.livegubbio.it/2013/03/Una-donna-coraggiosa-che-scelse-di-lottare-per-il-suo-popolo).
Dopo un silenzio di alcuni decenni, quando Maria Pasquinelli veniva indicata come eroina solo dalla parte più revanscista della destra italiana, negli ultimi anni sono usciti alcuni libri sulla sua figura, che ad un primo esame appaiono critici del suo operato (del resto costituirebbe apologia di reato dire apertamente che la signora aveva fatto bene ad ammazzare il malcapitato de Winton, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale per cadere sotto i colpi di una fanatica nazionalista armata non si sa da chi). In realtà, con la scusa di analizzare, capire, comprendere e spiegare, alla fine la figura di Maria Pasquinelli viene presentata in modo quasi positivo (la donna che per una fede ha ucciso, distruggendo anche la propria vita…). Ora, vorremmo vedere come reagirebbero l’opinione pubblica, ma soprattutto le istituzioni, se qualcuno si sognasse di scrivere che Nadia Desdemona Lioce era “animata da alti ideali” quando partecipò agli omicidi D’Antona e Biagi e “sacrificò la propria vita” per “lottare per il suo popolo”.
Sempre la stessa storia di pesi e misure…

aprile 2013

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