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Autodeterminazione E Moderazione In Serbia E Kosovo.

AUTODETERMINAZIONE E MODERAZIONE IN SERBIA E KOSOVO.

Su www.corriere.it del 17 febbraio, giorno della dichiarazione d’indipendenza del Kosovo, abbiamo letto quanto segue (le virgolettature sono nostre):
“A Mitrovica vivono 40mila serbi che \'occupano\' la zona nord della città, mentre nella parte sud \'risiedono\' 80mila albanesi. Proprio nella zona meridionale si trovano diverse chiese e monasteri serbo-ortodossi che i nazionalisti di Belgrado usano come pretesto per giustificare il richiamo al Kosovo come il cuore della Serbia”.
Bastano due paroline usate nel modo giusto per instillare nel lettore il concetto che i serbi sono gli \"occupatori\" di una zona dove \"risiedono\" gli albanesi, ed il fatto che nella zona dove risiedono gli albanesi vi siano chiese e monasteri serbo-ortodossi, lungi dal dimostrare la storica presenza serba nel territorio, viene indicato come “pretesto” per gli “occupatori” a non voler cedere la zona agli albanesi “residenti”.
È ammirevole come certi giornalisti riescano a mettere tanto bene in pratica le tecniche di indottrinamento e di persuasione più o meno occulta usando così poche parole.
Intanto l’escalation continua e tra poco saremo tutti convinti che bisognerà agire a tutti i costi contro i serbi cattivi che non vogliono lasciare il Kosovo ai legittimi residenti. È a questo che mirano articoli come quello sopra; ed è una campagna antiserba che va avanti da anni, nell’assoluta indifferenza della maggior parte dell’opinione pubblica.
Perché se gli albanesi kosovari decidono di staccarsi dallo Stato cui appartengono sono nel loro buon diritto ed i nazionalisti sono i serbi e non loro?
Come accetterebbe il governo di Roma, ed anche l’opinione pubblica italiana, una dichiarazione unilaterale di indipendenza della Padania? Oppure una della Provincia autonoma di Bolzano, popolata per la maggior parte da persone di etnia tedesca? Diventerebbero stati indipendenti immediatamente riconosciuti da mezza Europa, più gli USA, oppure ci sarebbe qualche problemino? Perché per il Kosovo dovrebbe essere diverso?
E perché Paesi Baschi e Kurdistan (tanto per fare due nomi eclatanti) non dovrebbero avere gli stessi diritti degli albanesi kosovari di dichiarare e vedere riconosciuta la propria indipendenza? Non è un caso che la Spagna si è ben guardata dal riconoscere l’indipendenza del Kosovo (e delle implicazioni della questione si è reso conto pure l’onorevole Menia, che ha fatto delle dichiarazioni in aperto contrasto con quelle ufficiali del suo partito).
Inoltre è decisamente scandaloso che nello stesso tempo in cui tutte le voci dei benpensanti europei si sono levate contro la Serbia che ha permesso le manifestazioni a Belgrado (manifestazioni del tutto prevedibili, a parer nostro), richiedendo “moderazione” (!) da parte del governo serbo (dichiarare unilateralmente l’indipendenza come ha fatto il parlamento di Pristina è un agire “moderato”, invece?), nessuna di queste voci ha detto alcunché al governo turco che ha oltrepassato i confini con l’Iraq per poter meglio agire contro il movimento di liberazione del popolo curdo, un popolo che sembra non avere alcun diritto secondo gli osservatori internazionali che riconoscono il diritto all’autodeterminazione solo per alcuni popoli.

22 febbraio 2008
(nota redazionale: stante la gravità della situazione internazionale, l\'analisi contenuta in questo articolo può apparire superata già dal giorno successivo la pubblicazione. vi preghiamo pertanto di tenere conto della data di inserimento al momento della lettura)

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