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      Mučeniška Pot


Avaaz e la Marcia per il Clima.

LA MARCIA PER IL CLIMA DI AVAAZ.
Il 29 novembre scorso si è svolta la giornata internazionale per il clima indetta dall’associazione Avaaz a livello mondiale. Ma leggiamo cosa scrive di Avaaz un articolo del 18/2/12 (http://www.sinistra.ch/?p=1627).

L’associazione non governativa “Avaaz” sta spopolando su internet e nei circoli della sinistra liberal occidentale in nome della difesa dei diritti umani. Pochi conoscono però chi si cela dietro questa organizzazione che di umanitario ha solo l’apparenza e che è stata creata per “coprire a sinistra” gli interessi geopolitici ed economici dei poteri forti occidentali, soprattutto americani. La tattica è molto semplice: si promuovono decina se non centinaia di petizioni su temi umanitari, democratici, anti-corruzione che trovano immediato consenso fra il pubblico di sentimenti progressisti (ad esempio la lotta contro la censura su internet oppure il riconoscimento della Palestina). Fra di essi vi sono anche attacchi ai governi occidentali e contro lo strapotere delle banche, così da convincere questo pubblico particolare della bontà della ONG. Fra tutti questi temi – che poi non sortiranno in gran parte comunque nessun risultato – si inseriscono invece questioni strategiche per i padroni nascosti di “Avaaz” (governi, multinazionali, eserciti) che così potranno più facilmente superare la diffidenza da parte della popolazione genericamente di “sinistra”, che non sospetterà mai che dietro a questi presunti critici degli USA è nascosto proprio il Partito Democratico del presidente Obama e dell’ex-presidente Cliton, attraverso l’organizzazione “MoveOn” che sta alla base di “Avaaz”, e che ha ricevuto un finanziamento di 1,46 milioni di dollari da George Soros per utilizzarla nella battaglia elettorale contro il Partito Repubblicano.
“Avaaz” collabora strettamente con la famosa Fondazione Soros, una struttura vicina all’attuale governo statunitense e ai suoi servizi segreti che viene utilizzata per organizzare disordini e golpe nei paesi che in qualche modo non ubbidiscono ai diktat di Washington oppure che non autorizzano le grandi aziende occidentali a entrare nel loro mercato nazionale.
E l’articolo prosegue con alcuni esempi, di cui riportiamo quello più inquietante:
Di fronte alle rivolte di alcune tribù feudali contro il governo della Libia Popolare, “Avaaz” – sempre con la scusa dei diritti umani – ha sostenuto e diffuso la rivendicazione di una “Non-Fly-Zone” contro la Libia, la quale altro non era che il primo passo per l’invasione militare del paese nordafricano da parte delle truppe della NATO che, con bombardamenti a tappeto, hanno ucciso migliaia di civili e hanno permesso ai rivoltosi di assumere il controllo del Paese e di uccidere Muammar Gheddafi.
Andrebbero anche tenuti presente gli interventi delle organizzazioni di Soros nelle varie “rivoluzioni arancioni” dell’Europa dell’est, come quello che ha portato, di fatto, al potere in Ucraina una coalizione filo-nazista.
Così nella Parigi ancora blindata dopo gli attentati di due settimane prima, l’iniziativa di Avaaz di voler manifestare a tutti i costi per la presenza del vertice sulle emissioni ha portato a scontri tra manifestanti e polizia…
Sarà mica che dove c’è Soros c’è strategia della tensione?

dicembre 2015

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