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      Mučeniška Pot


Avanza la Destra Populista e Xenofoba.

L’AVANZATA DELLA DESTRA POPULISTA E XENOFOBA.
Nel prossimo autunno dovrebbe svolgersi a Milano un incontro internazionale della destra radicale, populista e xenofoba (praticamente i neonazisti), destra che sta prendendo piede in tutta Europa, come bene ci hanno spiegato, in due distinte relazioni, Roberto Galtieri e Claudio Vercelli, che abbiamo seguito un paio di mesi fa.
Dalla relazione di Galtieri, segretario dell’Anpi del Belgio, intervenuto in un convegno a Gorizia l’8/6/13, stralciamo alcuni passi particolarmente significativi.

Siamo in presenza di una crescente egemonia dell’ideologia nazionalista, populista, xenofoba, razzista e antisemita in tutti i paesi del nostro vecchio continente.
La crisi economica con l’immenso impoverimento sociale che la caratterizza è la base sulla quale cresce l’ideologia populista e nazionalista che sta egemonizzando l’Europa. Egemonia che vediamo non solo nell’affermarsi di formazioni politiche dichiaratamente nazi-fasciste e/o populiste/nazionaliste, ma in modo più ampio nell’influenza che tale ideologia è penetrata nella mente e nel cuore delle persone e nelle loro rappresentanze conservatrici politiche di riferimento.
Assistiamo, infatti, non solo all’affermazione elettorale delle formazioni politiche di estrema destra dovunque in Europa, dal sud al nord del “mitico” modello socialdemocratico scandinavo; ma, soprattutto, all’influenza delle loro parole d’ordine populiste, nazionaliste, razziste e xenofobe su tutti i partiti conservatori dei paesi corrispondenti.
Se fino a poco tempo fa, nei paesi dove era fortissima l’affermazione dell’estrema destra, le forze politiche di sinistra e della destra liberale hanno formato alleanze governative al fine di creare quello che è stato chiamato un “cordone sanitario” contro queste forze, dobbiamo purtroppo oggi registrare che questo fronte democratico è saltato. (…)
Xenofobia non solo come rivolta contro gli extracomunitari, ma anche contro gli stessi cittadini comunitari, siano essi provenienti dai paesi dell’est che da paesi che fondarono la CE, come gli italiani. Tutti questi partiti di destra basano la loro politica sull’ideologia della destra sociale mussoliniana. Per esempio, nei paesi scandinavi, l’attacco dei fascisti è diretto contro l’immigrazione e le forze progressiste (Brevick insegna) per difendere lo stato sociale. (…)
Questa destra nazionalista e xenofoba non si nasconde, a volte è apertamente fascista ed antisemita. Cavalca l’insicurezza sociale prodotta dalla crisi indirizzandola contro “il Palazzo”; in primis i Palazzi dell’Ue dove affermano, tutto viene gestito dagli eurocrati. Europa unita che nella loro ideologia è nemica poiché, in quanto cosmopolita, tradisce i valori nazionali.
Non euroscetticismo, dunque, nato nei Paesi del nord tre decadi or sono prevalentemente dalle costole dei locali partiti comunisti. Euroscetticismo che ha trovato terreno fertile nell’armonizzazione legislativa Europea come livellamento verso il basso del loro standard di vita quotidiano più elevato rispetto agli altri Paesi europei. Un euroscetticismo, dunque, contro quel modello d’Europa che si stava formando, non contro l’unificazione dell’Europa in quanto tale.
Il fascismo di oggi non è euroscettico, ed è un errore definirlo tale, odia l’Europa poiché priva le nazioni della loro sovranità.
É stato un grave errore politico quello di non aver costruito un’Europa politica a favore, come volevano gli anglo americani di Londra, di un’Europa dei mercati. Il collante odierno dei fascisti europei è l’avversione “all’Europa dell’omologazione e degli affaristi”:
Il pericolo vero non è l’euroscetticismo in quanto tale ma il suo trasformarsi in rifiuto dell’unità Europa poiché le tramite le istituzioni europee vengono imposte le politiche economiche di austerità e recessive che conducono all’impoverimento generale delle popolazioni. (…)
I partiti populistici cui stiamo parlando sono la rappresentazione della destra sociale del fascismo proletario di Mussolini. E l’esperienza sul territorio di Casa Pound, che a quell’esperienza fa riferimento, è presa a modello da tutte le omologhe formazioni in Europa le quali giungono in Italia per verificare, per copiare, de visu l’esperienza del gruppo. Ancora una volta, come negli anni ’20, e come con il berlusconismo, l’Italia è modello.

Interrompiamo qui la lettura di Galtieri e passiamo all’intervento dello storico piemontese Claudio Vercelli (Trieste, 29/5/13). In sintesi, Vercelli ha fatto più o meno la stessa analisi di Galtieri e sostenuto le sue stesse tesi, innanzitutto che il fascismo sfrutta le crisi della democrazia oggi come un tempo, e che l’interpretazione di questa crisi economica, vista come voluta dalla massoneria internazionale e dalle banche, dal signoraggio, identificati anche con l’ebraismo, apre nei confronti delle formazioni politiche nazionaliste xenofobe.
Il substrato fascista radicato in Europa riemerge nei tempi di crisi, quando anche altre posizioni politiche si appoggiano a movimenti che danno loro un senso di appartenenza. In momenti di crisi economica il ruolo del fascismo sociale che aiuta le persone in difficoltà distribuendo alimentari e facendo da scorta ai pensionati che vanno a ritirare la pensione rivolgendosi ad una collettività rappresentata dalle persone etnicamente “giuste”, non gli immigrati, gli stranieri, gli ebrei e gli zingari, che vengono visti come i “nemici”, coloro che portano via al “vero popolo costruito su basi etniche” le poche risorse rimanenti in tempo di crisi. Chi odia in realtà crede di amare quelli che sono come lui e di conseguenza odia i diversi perché li vede come concorrenti, e per creare questa unità etnica fittizia si costruisce una mitologia per tenere compatte delle comunità che altrimenti si sfalderebbero: si usa in questo modo l’antisemitismo ed il razzismo in generale, che sono miti, ma come tali funzionano benissimo in politica nei momenti di crisi economica. Non è il vecchio fascismo che torna ma un nuovo tipo di fascismo che si impone, un tipo di neofascismo che si rivolge al popolo tradito dalle elites liberaldemocratiche, in un momento in cui l’Unione europea è affaticata, il liberalismo in declino, l’appello agli individui cade nel vuoto per lasciare lo spazio ad una collettività che si unifica non in senso sociale ma etnico.
Fenomeno europeo, il nazionalpopulismo dice che la democrazia è una fregatura, che il voto non vale niente, a cosa serve la democrazia se non c’è il cibo, ci si appella al popolo, quello di appartenenza, quello Eletto, creando miti, false feste e pseudo tradizioni. In tal modo il nazionalpopulista non vota e non delega, ma preferisce dare un mandato assoluto ai rappresentanti del popolo, che non vengono eletti ma nominati, con un mandato spesso irreversibile.
Nel corso della stessa conferenza è stato approfondito il caso ungherese, grazie anche alle testimonianze dirette di Eva Palmieri ed Eva Horvàth. Dal 2010 il governo Urban di centrodestra, in seguito alle problematiche economiche poste dall’Unione europea, si è spostato su posizioni nazionaliste o populiste, usando l’estrema destra e l’antisemitismo come capro espiatorio per la crisi, individuando nell’“eterno ebreo” (la finanza che domina l’UE) il responsabile di questa crisi.
Nel frattempo è stato inventato il termine di “paese dei magiari”, con conseguenze culturali che vanno dall’insegnamento obbligatorio della religione, alla lettura obbligatoria di autori antisemiti, per dimostrare che ebrei, rom, ed altre minoranze non sono “ungheresi”.
Inoltre dal 2012 è in funzione un organo di autogoverno degli studenti universitari, incaricato di decidere in merito all’assegnazione di borse di studio e di posti nelle case dello studente, organo che compila liste di studenti in base a posizioni religiose e politiche, orientamento sessuale, “razza”. E su come colpire chi non si vuole omologare, Vercelli ha citato il caso di Agnes Heller, filosofa marxista eterodossa ottantenne ancora attiva in ambito universitario, che è stata accusata di avere speso troppo per ricerche ritenute inutili in quanto non coerenti con lo “spirito magiaro”, e quindi le è stato chiesto di restituire, con il proprio stipendio, l’importo speso dallo Stato.
Anche Galtieri ha descritto la situazione ungherese e di altri Paesi europei, Belgio, Olanda, Germania… ma per motivi di spazio vi rinviamo al prossimo numero di questo periodico. Aggiungiamo soltanto questo appunto di Galtieri, relativo alle attività culturali degli italiani all’estero, purtroppo spesso sostenuti ed approvati dalle nostre istituzioni diplomatiche, che dimostra come si stia riscrivendo la storia in senso fascista:
L’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, per esempio, ha organizzato un seminario, il 30 gennaio scorso, in onore di Giovanni Gentile. La presentazione recita: “il filosofo dell’idealismo che fu teorico dell’atto puro, rifondatore del liceo italiano e che finì tragicamente i suoi giorni, vittima della guerra civile del 1944, assassinato a Firenze da una banda di partigiani".

agosto 2013

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