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      Mučeniška Pot


Battisti, Brasile, Italia.

RIFLESSIONI SUL CASO BATTISTI.
Prima di entrare nel merito delle motivazioni che hanno spinto l’ormai ex presidente del Brasile Lula a non concedere l\'estradizione in Italia per Cesare Battisti, bisogna dire che per fortuna c’è stato questo “incidente” internazionale su Battisti tra Italia e Brasile, per fare sì che in Italia si parlasse della nuova presidente brasiliana Dilma Rousseff, del suo passato di guerrigliera, del fatto che fu incarcerata e torturata dalla dittatura che oppresse il Brasile dal 1965 per una ventina di anni, che oggi il Brasile è uno stato democratico ma non lo è stato nel suo passato recente ed il ritorno alla democrazia è stato lento e difficile. Mentre in Italia avevano un enorme successo le canzoni di Chico Buarque de Hollanda del grande poeta Vinicius de Moraes (cantate addirittura da Patty Pravo) e del suo allievo Toquinho, così come Sergio Mendes ebbe un trionfo internazionale con la sua Mas que nada, chi sapeva che tutti questi artisti erano usciti dal Brasile non per avere successo musicale all’estero ma per scampare alla dittatura? Dei generali golpisti che abbatterono il governo socialdemocratico di Joao Goulart e gettarono il Brasile in un incubo nazista non sì è parlato in Italia quanto delle dittature cilena ed argentina; nell’immaginario nazionale degli anni ‘70 il Brasile era quello di Pelè e del Carnevale di Rio, delle scuole di samba e delle spiagge dove le ragazze erano praticamente nude e disponibilissime (?).
Perché per l\'opinione pubblica italiana il resto del mondo non esiste se non in rapporto all\'Italia.
Oggi che finalmente per parlare del “caso Battisti” ci si ricorda che la presidente Rousseff è stata una guerrigliera, possiamo suggerire ai nostri connazionali di leggere, per conoscere il Brasile di quegli anni, quantomeno gli scritti del teologo della liberazione Frei Betto,.
Ma torniamo a Battisti. Deve essere estradato Battisti? Innanzitutto la decisione spetta al governo brasiliano, punto. Secondo punto: ha avuto un processo giusto Battisti? Quanti conoscono la vera storia del processo ai PAC di cui Battisti faceva parte? Su questo punto vi rimandiamo alle puntuali note scritte dalla Redazione di Carmillaonline:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002924.html
Di come fu condotta l’inchiesta, di come furono effettivamente torturati (sì, come in Brasile ed in Argentina, anche in Italia si torturava, vi fu persino una denuncia di Amnesty International in merito) gli arrestati dei PAC ha scritto anche Laura Grimaldi, il cui figlio fu coinvolto nella vicenda (“Processo all’istruttoria”, Milano libri edizioni, 1981).
Dell’immagine che si è fatto questo Paese all’estero per come vivono (anzi, muoiono) i detenuti nelle prigioni, si dovrebbe anche tenere conto, prima di criminalizzare un Paese sovrano perché non vuole estradare un “politico”.
Sul fatto che in fin dei conti il governo italiano non ha mai fatto un dramma per le mancate estradizioni di terroristi neri accusati di stragi, o per quella di Licio Gelli, che avrebbe pur dovuto chiarire alcune cose in Italia, bisognerebbe anche fare qualche riflessione.
Gridare allo scandalo, all’impunità dei terroristi, richiamare ambasciatori, minacciare boicottaggi, arrivare insomma ad un incidente diplomatico con il Brasile è cosa che non giova invece a nessuno, considerando anche la bassa opinione di cui gode, di questi tempi, il governo italiano a livello internazionale.
Si pensi a fare giustizia e non giustizialismo in questo Paese, e poi parliamo di chi debba rientrare in Italia a scontare una pena.

gennaio 2011

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