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Blood And Honour 2010

BLOOD AND HONOUR 2010.

Giorni fa, navigando, abbiamo trovato su Youtube a questo link (http://www.youtube.com/watch?v=EA0ZTOWEWtE) un video a dir poco agghiacciante, dove un gruppo di individui in passamontagna, con addosso i simboli di “Blood and Honour” mostravano le proprie esercitazioni paramilitari con armi di vario tipo, in nome dell’eliminazione delle razze inferiori, “negri” prima di tutto.
Per capire che cos’è questa associazione facciamo qualche passo indietro nel tempo, al febbraio 2001, quando in un autogrill tra Trento e Bolzano due marocchini furono aggrediti brutalmente da nove skinhead del Friuli Venezia Giulia, tra cui furono riconosciuti due triestini: Matteo Apollonio e sua moglie Imma Medvescek, della quale Silvio Maranzana ha scritto che era vedova di Holger Richter, “il tedesco che nel 1993 ha fondato la cellula naziskin di Trieste. L’uomo, assieme a due complici, un triestino e un bavarese, aveva picchiato un allievo poliziotto (...) e poi aveva tentato di appiccare il fuoco ad un bar ... Solo sei mesi più tardi (...) Imma Medvescek aveva trovato il marito morto, stroncato da un’overdose di eroina” (“Il Piccolo”, 7/2/01).
A fine mese a Bolzano, come prosecuzione di queste indagini furono arrestati tredici naziskin della zona di Merano con l’accusa di violazione della legge Mancino, e la “Repubblica” del 21/2/01 scrisse che questo gruppo venne definito “la costola italiana dell’organizzazione neonazista Blood and Honour”.
Sul “Piccolo” del 21/2/01 leggiamo che Blood and Honour è stata fondata nel 1988 a Londra dal “fanatico nazista Ian Donalson (alias Ian Stuart) che, dopo essere stato espulso dal partito di estrema destra inglese Fronte Nazionale, è diventato leader della band musicale Skrewdriver”. Ben presto l’associazione si espanse in numerosi stati europei, soprattutto nordici, ma anche Grecia, Spagna, Bulgaria e Serbia. Dopo la riunificazione tedesca le associazioni neonaziste trovarono terreno fertile nell’ex Germania Orientale e tra il Blood and Honour e la NPD (il partito neonazista tedesco, il cui leader Horst Mahler, già attivista della Baader-Meinhof è uno dei referenti internazionali di Forza Nuova) nacque una “alleanza organizzativa”; loro roccaforte la Sassonia. Donalson, nel suo “testamento morale”, scrive ancora il “Piccolo”, “chiede di operare al fine di proteggere la razza bianca costituendo una vera e propria armata di skinheads”.
Praticamente ciò che abbiamo visto nel video dal quale siamo partiti.
“Blood and Honour” è la traduzione inglese del motto della Gioventù hitleriana, “Blut und Ehre” (cioè “Sangue ed onore”): ma in Germania fu messa fuorilegge poco prima degli eventi sopra descritti, infatti “alti ufficiali dell’Ufficio federale per la difesa della Costituzione, il SISDE tedesco” dicono che “avvelenano i cervelli ed i cuori della nostra gioventù, sono sporchi sovversivi, nemici dichiarati della democrazia occidentale. Da noi in Germania sono al bando da settembre. E i loro collegamenti con la NPD, il più forte partito nostalgico di cui il governo ha chiesto lo scioglimento, sono evidenti”. Ed ancora: “l’organizzazione è nata nel mondo anglosassone e scandinavo. Là i neonazisti approfittano di leggi ultraliberali per stampare o diffondere online la propaganda proibita in Germania. Blood and Honour-Sektion Deutschland è nata negli anni ‘80. E dall’inizio ha puntato agli ambienti della sottocultura skinhead. Soprattutto grazie al rock neonazista, una moda che ha diffuso senza bisogno di strutture organizzative” (“La Repubblica” 21/2/01).

Il 23/5/09, quando un gruppo di persone guidate dall’Unione degli istriani si recò a Lokev (Corgnale) in Slovenia per “onorare gli infoibati della Golobivnica”, tra gli intervenuti c’era anche un giovane che indossava una maglietta con il logo di Blood and Honour ed aveva lo stesso logo tatuato su un polpaccio. Non sappiamo se l’identificazione di questi come Stefano Odorico, responsabile della Fiamma tricolore di Muggia, sia corretta, ma auspichiamo che, chiunque sia questo giovane, non abbia contezza del messaggio che si porta tatuato addosso, e provveda a rimuoverlo una volta saputo cosa significa esattamente quella scritta.

novembre 2010


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