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Chi Ha Sdoganato CasaPound.

CHI HA SDOGANATO CASAPOUND?
Azioni squadristiche da parte di militanti di CasaPound sono ormai all’ordine del giorno (particolarmente grave l’aggressione di un paio di giorni fa nel palazzo comunale di Milano), ma se oggi CasaPound ha una forza ed un seguito, deve ringraziare per questo tutti coloro che negli anni hanno espresso solidarietà quando erano sotto accusa per svariati motivi.
Di seguito un po’ di persone che noi antifascisti dobbiamo ringraziare per avere contribuito alla crescita di questo movimento che non si vergogna a definirsi fascista.
Nel maggio 2010 il fu direttore di Liberazione Piero Sansonetti ha firmato un appello, su richiesta dei camerati di Blocco studentesco (filiazione di CasaPound), “a favore della libertà – per tutti – di manifestare e di sfilare in corteo”, ed egli aveva aderito affermando dimessamente: “Non so se davvero i ragazzi del Blocco siano particolarmente violenti”. Con lui firmarono alcune delle solite “anime belle” che spesso non comprendono a fondo le cose della vita, e che ritengono di dover difendere i diritti di persone che poi si guarderebbero bene dal difendere i diritti di coloro che li hanno difesi: i giornalisti Angela Azzaro (passata dal Secolo d’Italia a Liberazione e poi agli Altri dello stesso Sansonetti), Andrea Colombo (firma del Manifesto e de l’Unità e già portavoce di Rifondazione Comunista); l’ex giornalista di Liberazione e collaboratrice di Giuliano Ferrara a 8 e 1/2, Ritanna Armeni; l’ex Potere operaio poi approdato a La7, Lanfranco Pace; la deputata del PD Anna Paola Concia che, relatrice ad un dibattito a CasaPound, aveva asserito che su certi diritti CasaPound era meglio del suo stesso partito. (Chissà come l’onorevole Concia ha poi valutato l’epiteto “checcus istericus” rivolto tempo dopo a Nichi Vendola da Romano Amatiello, candidato di CasaPound per il terzo municipio di Roma, sulla propria pagina Facebook).
Nel dicembre 2011 dopo che il neofascista affiliato a CasaPound Gianluca Casseri andò al mercato di Firenze a sparare agli ambulanti, ammazzandone due e rendendo paraplegico un terzo (e dopo questo si tolse la vita), fu fatto girare in rete un documento con dei nomi (di “intellettuali” e “persone di cultura”) che si attivarono perché non fosse impedito a CasaPound di organizzare iniziative pubbliche.
Ritroviamo tra i firmatari Piero Sansonetti, Ritanna Armeni ed Andrea Colombo; e poi Ugo Maria Tassinari che a forza di studiare i fascisti se ne è invaghito, anzi affascinato; ma anche dei nomi coerentemente presenti.
“Mario Michele Merlino – poeta e autore teatrale”: (…) Si tratta del neofascista che si era infiltrato tra gli anarchici romani del Circolo 22 marzo dopo il “viaggio di studio” sulle tecniche di infiltrazione in Grecia nel 1968, e fu coinvolto nelle indagini su piazza Fontana.
“Maurizio Murelli – società editrice barbarossa”: Murelli fondò il circolo Barbarossa e l’omonima casa editrice, dopo avere scontato 11 anni di prigione per concorso nell’omicidio dell’agente di PS Antonio Marino avvenuto a Milano nel 1973 durante alcuni scontri provocati da attivisti del MSI (…); successivamente fondò la rivista Orion assieme a Marco Battarra, col quale aprì anche un negozio di fantasy, “La bottega del fantastico”. Chi era appassionato di fantasy? Casseri? Risposta esatta, ma si tratta sicuramente di una coincidenza (ma ricordiamo che Murelli nel febbraio scorso aveva così scritto sulla propria pagina FB
Nuntio vobis gaudium magnum: con altri compagni di strada ridaremo vita al: “Centro studi Ordine nuovo”.
Proseguiamo l’elenco con “Gabriele Adinolfi – Noreporter”, uno dei fondatori di Terza Posizione.
“Cristano De Eccher – senatore del Pdl”. (…) negli anni ’60 militante di estrema destra e sospettato addirittura di collusione con gli stragisti neri; nella primavera del 2011 ha presentato un disegno di legge costituzionale per abolire la XII norma transitoria della Costituzione, quella che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Il fatto che De Eccher sia stato condannato proprio per questo reato, da giovane, è puramente casuale, ovviamente.

Segnaliamo poi alcune iniziative bipartisan che hanno sicuramente contribuito ad accreditare CasaPound come un soggetto politico con cui confrontarsi: a Brescia si è svolta, il 25/6/11, una conferenza sul tema “Linea Rossa su Sfondo Nero: Il Fascismo Di Sinistra da Sorel a Salò”, con relatori Simone Di Stefano, vice-responsabile nazionale di Casa Pound Italia, il prof. Ivan Buttignon, dell’Università di Trieste, “già autore di due importanti saggi storici” (suo è “Compagno Duce” la cui tesi è che “nel fascismo italiano c’è sempre stata una componente di sinistra”), ed infine l’assessore per il Partito Democratico di Fossalta Portogruaro dott. Mirko Bortolusso, membro, per lo stesso partito, del comitato provinciale di Venezia.
È interessante la presenza di Buttignon, che assieme alla sezione ecologista di CasaPound La Foresta che avanza, ha presentato anche un altro suo libro “Il verde e il nero” (sottotitolo: “I fascisti che anticiparono l’ambientalismo”), che riesce a coniugare la militanza nell’Anpi e nella Lega Nazionale, e che si definisce “mazziniano” (probabilmente nel senso inteso dalla rivista post-fascista Rivolta ideale già alla fine degli anni ’40, rispetto allo sviluppo di “tematiche di sinistra, repubblicane e mazziniane (…) apertamente filo socialiste, individuando in una sinistra nazionale la collocazione del neofascismo unitariamente inteso”
Oltre a questi strani “sinistri”, anche il M5S ha contribuito allo sdoganamento del neofascismo di CasaPound, iniziando da Beppe Grillo, il quale ha convintamente affermato che “l’antifascismo non gli compete”, aggiungendo di condividere il programma di CasaPound (“non possiamo non essere d’accordo sui concetti”), concludendo che “se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel M5S e avesse i requisiti ci entra”. Per continuare con la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, che ha affermato che “da quello che conosco di CasaPound” essi hanno conservato del fascismo “solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola” (che non ci sembra comunque cosa da poco).
Però quando la deputata aggiunge che questa parte “non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”, vien dato da pensare che il motivo per cui non approva CasaPound è perché sarebbero dei “traditori” del fascismo della prima ora, ma anche che si riconosca nelle idee dei “fascisti di sinistra” e “mazziniani” che abbiamo esposto prima.
Infine, in ordine di tempo, la simpatia espressa dal “filosofo dagli occhi azzurri”, il teorico della “inutilità dell’antifascismo in assenza di fascismo” (tristo concetto purtroppo entrato nel comune sentire) Diego Fusaro, che era intenzionato a partecipare ad una iniziativa di CasaPound per parlare di Marx (rinunciò in quanto oggetto di contestazioni per questo progetto).

luglio 2017

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