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Come la Chiesa Rubava i Bambini ai Comunisti.

FAMILY DAY? COSI' LA CHIESA COLLABORO' CON I FASCISTI PER DISTRUGGERE LE FAMIGLIE DEI "SOVVERSIVI".
Nell'ottimo libro di Federico Tulli, "Figli rubati. L'Italia, la Chiesa, i desaparecidos" (l'Asino d'oro 2015) viene analizzata anche la pratica di alcune gerarchie cattoliche di portare via i figli alle famiglie "sovversive" per "sradicare" il virus del marxismo dai bambini. Ciò che avvenne su scala industriale nell'Argentina dei generali: si parla di trecentomila (300.000!) bambini strappati alla nascita alle loro madri, arrestate per motivi politici e tenute in vita fino al parto, tra maltrattamenti e torture, assassinate dopo la nascita dei loro figli che venivano dati in adozione (con la complicità compiacente di suore e preti) a famiglie considerate "sane" in quanto favorevoli ai golpisti.
Ma questo furto di bambini non fu un'invenzione argentina, come da analisi dello psichiatra Domenico Fargnoli qui pubblicata
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80142&typeb=0 e dalla quale stralciamo alcuni passaggi.
Il "Processo di riorganizzazione nazionale" pianificato dalla giunta militare presieduta dai generali Videla e Massera sosteneva la superiorità dell'umanesimo cattolico e di un sistema di valori rispettosi dei dogmi della chiesa cattolica derivati dalla legge naturale, validi per tutti anche per i non credenti. Un uomo senza Dio, si diceva, cessa di essere un uomo. Un bambino battezzato è diverso da uno non battezzato ha ribadito recentemente papa Bergoglio. Di conseguenza i marxisti o supposti tali, cessano di essere uomini e si può fare di loro ciò che si vuole. (...)
Franco usò sistematicamente il terrore, la tortura, le esecuzioni collettive con sepoltura in fosse comuni e sopratutto "inventò" la pratica dei figli rubati e dei desaparecidos. (...)
Nella crociata antimarxista spagnola la psichiatria giocò un ruolo determinante grazie ad Antonio Vallejo Nagera, al quale tutt'oggi è dedicata una via di Madrid. Vallejo Nagera era un ufficiale medico africanista che dopo la guerra mondiale fu incaricato presso l'ambasciata di Berlino. (...)L'indagine storica ci consente di cogliere la motivazione originaria delle adozioni forzate, una pratica che verrà ripresa nell'operazione Condor e che in Spagna continuerà fino a oltre la metà degli anni novanta, gestita da istituzioni religiose.
La donna è un essere inferiore che fuori dal ruolo tradizionale nella famiglia cattolica non ha diritto e la capacità di essere madre: la sottrazione del bambino non solo è un abuso compiuto contro un essere indifeso ma è la privazione di una prerogativa la maternità, che può essere esercitata solo dentro il matrimonio religioso. La nascita senza il sacramenti o l'istituzione del matrimonio, scatena la percezione delirante e il giudizio di indegnità o di patologia mentale che si traduce nell'agire criminale di cancellare dalla vita del neonato la presenza della madre.
Il fenomeno delle adozioni forzate, che sono estremamente nocive sia per la madre che per il bambino, non è solo il risultato della sinergia fra integralismo cattolico e regimi totalitari per cui il crimine deriverebbe da una falsa interpretazione del cristianesimo di quest'ultimi. Negli stati terroristi totalitari la pratica dell'adozione forzata ha assunto un aspetto macabro e persecutorio ma si è realizzata anche in altri contesti. Secondo le stime dell'ex magistrato Baltazar Garzon si parla di circa 300mila bambini rubati in Spagna, di cui circa 270mila tra il 1975 e il 1996 quando cioè era già entrata in vigore la democrazia.

febbraio 2016

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