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Complotto Rosacrociano nella Visita di Renzi negli USA.

COMPLOTTO ROSACROCIANO NELLA VISITA DI RENZI OSPITE DI OBAMA NEGLI STATI UNITI (dedicata a Paolo Franceschetti).

Studiosi dei Rosacroce per quanto ci permettano le nostre ancora scarse conoscenze, ma ispirati da Paolo Franceschetti che ha scritto pagine su pagine su questo argomento, diamo un’interpretazione complottarda (come direbbe qualcuno) della visita di Matteo Renzi negli USA.
Renzi ha portato con sé alcune persone rappresentanti “l’eccellenza italiana”, tra i quali il premio Oscar Roberto Benigni, la campionessa paraolimpionica Bebe Vio ed il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.
Benigni non è solo uno studioso di Dante (ha più volte recitato la Divina Commedia nei teatri e nelle piazze), poeta Templare assunto dai Rosacrociani come proprio simbolo, la cui “Commedia” è un’opera iniziatica di raggiungimento della conoscenza (su questo vi rimandiamo alle pagine di analisi del già citato Paolo Franceschetti): ma (sempre secondo Franceschetti) nel suo film “Il Mostro” (ispirato ai delitti del mostro di Firenze, nei quali sono riconoscibili segnali interpretabili come rosacrociani), non solo ridicolizza l’operato degli inquirenti dell’epoca, ma lancia anche diversi messaggi rosacrociani, arrivando a citare più volte il motto “ama Dio e fai ciò che vuoi”, che fu sì di S. Agostino ma anche del fondatore dell’Abbazia di Thelema, il rosacrociano nonché esponente della Rosa Rossa (la Golden Down) Alistair Crowley.
A Dante possiamo ricollegare anche la campionessa Bebe Vio, il cui vero nome è Beatrice: perché, com’è noto, nella Commedia è Beatrice che impersona la conoscenza e conduce il Poeta nel Paradiso affidandolo infine a San Bernardo, dei Templari. E forse non è un caso che Renzi abbia esordito, nella sua visita, citando Dante (“foste non fatti a viver come bruti”)?
Infine abbiamo Raffaele Cantone, le cui iniziali (R.C.) rimandano ai Rosa Croce, come direbbe ancora Franceschetti.
Bene, fin qui abbiamo giocato con le coincidenze dietrologiche e complottarde, ma sta di fatto che con questo incontro Renzi ha ricevuto il benestare del presidente degli USA per la sua politica, perché Obama, dopo avere esordito con il sibillino “patti chiari amicizia lunga”, ha dichiarato di approvare il lavoro di Renzi e che sarebbe il caso che vincesse il sì al referendum, perché ciò “aiuterebbe l’Italia”.

ottobre 2016

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