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Differenza tra Antisionismo ed Antisemitismo.

C’È DIFFERENZA TRA ANTISIONISMO ED ANTISEMITISMO.
Oltre la grave ingerenza dell’ambasciata israeliana nell’attività istituzionale del Comune di Trieste (di cui abbiamo parlato qui http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-ingerenze_israeliane_nel_comune_di_trieste..php ),dobbiamo segnalare un’altra preoccupante notizia. Ai primi di dicembre l’Anpi di Roma ha cancellato l’iniziativa della presentazione del libro “Il sionismo. Il vero nemico degli ebrei”, di Alan Hart, che si sarebbe dovuta svolgere il 7 dicembre presso una sede dell’Anpi. A questa presentazione avrebbero dovuto partecipare Giorgio Gomel (Ebrei per la pace), Marco Ramazzotti Stockel (Rete ebrei contro l’occupazione), Carlo Tagliacozzo (studioso della Shoa) ed il professor Diego Siragusa, che ha tradotto e scritto la prefazione del libro.
Il motivo del “veto” è stato motivato dal presidente dell’Anpi di Roma, Ernesto Nassi, in questi termini:
“Siamo vicini alla comunità ebraica (…) abbiamo immediatamente stabilito di non dare seguito all’iniziativa in accordo con la sezione Anpi don Pappagallo perché non in linea con i valori ed i principi dell’Anpi che rifiutano qualsiasi forma di razzismo ed antisemitismo”.
Di fronte a questa censura è doveroso spendere alcune parole di chiarimento.
Il sionismo è una dottrina politica, come il comunismo, il fascismo, il nazismo; banalizzando lo si potrebbe definire una sorta di nazionalismo ebraico (come vi sono nazionalismi italiani e nazionalismi tedeschi e via di seguito).
Scriveva Fred Uhlman (ebreo ma non sionista) che suo padre negli anni Venti così definiva il sionista (citiamo a memoria): un ebreo che con i soldi di un altro ebreo manda un terzo ebreo in Palestina. In seguito il sionismo, con la sua politica imperialista in Palestina, provocò i danni che sappiamo e cui stiamo assistendo tuttora.
Essere antisionisti è come essere antifascisti o anticomunisti: si è contrari ad una dottrina politica ma non si è “razzisti”. Chi mai definirebbe “anti-italiani” gli antifascisti, o “anti-cubani” gli anticomunisti?
Vi sono anche molti ebrei non sionisti o addirittura anti-sionisti (nella stessa presentazione del libro di Hart erano previsti interventi di ebrei): grottesco quindi (anche se purtroppo frequente, come testimonia anche Moni Ovadia) definire “antisemita” un ebreo (d’altra parte anche gli arabi sono semiti, e definire “antisemiti” arabi ed ebrei che si oppongono alla politica sionista di Israele è ancora più raccapricciante, come se gli italiani antifascisti sotto il fascismo fossero stati definiti “anti-italiani”… in effetti, venivano visti come tali dal regime).
Molto grave è quindi la posizione dell’Anpi di Roma, i cui dirigenti evidentemente non conoscono il significato delle parole che usano. Questa carenza, che non è solo culturale, è inaccettabile soprattutto in un’organizzazione che ha una posizione storica specifica nella vita politica italiana e rappresenta un punto di riferimento per gli antifascisti.

dicembre 2015

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