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Discorso Del Sindaco Di Muggia Dott. Nesladek A Kucibreg

DISCORSO DEL SINDACO DI MUGGIA,NERIO NESLADEK, ALLA COMMEMORAZIONE DI KUCIBREG, 5 NOVEMBRE 2006.

Sono onorato, molto onorato, di essere qui oggi, come Sindaco, per rappresentare tutta la mia città, Muggia, in questo importante incontro. Per ben dieci anni, pur essendo state sempre invitate, le due precedenti amministrazioni di destra della mia città, con un’unica eccezione, hanno regolarmente ignorato questa manifestazione. Così facendo, non solo è stato spezzato un solido legame tra la mia gente e questi luoghi, ma è stata anche offesa la memoria dei nostri concittadini caduti. Sono stati calpestati i sentimenti di chi è sopravvissuto e di tutti coloro che non hanno dimenticato in tutti questi anni. Sono stati ignorati, infine, i valori su cui poggia la nostra stessa Repubblica.
In verità, anche se sono mancati i rappresentanti ufficiali, la città di Muggia invece è sempre stata presente: con la sua Associazione dei partigiani, con i suoi partiti democratici ed antifascisti, con i molti consiglieri comunali e con i tanti, tantissimi cittadini qui presenti ogni anno.
Oggi commemoriamo un importantissimo fatto d’armi della lotta di liberazione dalla tirannia nazifascista: qui, 62 anni fa, sono caduti tanti partigiani croati, sloveni ed italiani. Essi sono morti semplicemente per darci la libertà di cui oggi noi tutti godiamo. La città di Muggia ha versato un pesante contributo di sangue in questa battaglia cui ha partecipato con il suo battaglione partigiano, che portava il nome di Alma Vivoda, la prima partigiana italiana caduta per gli ideali antifascisti, ancora nel 1943.
In questo luogo invece caddero sul campo 7 partigiani muggesani e ben 22 morirono successivamente nei campi di concentramento nazisti. Grande, quindi, è il significato di questo monumento attorno al quale, di anno in anno, ci ritroviamo per commemorare coloro che qui sono caduti. Rendiamo così un doveroso omaggio alla loro memoria, ma soprattutto ricordiamo, specialmente alle giovani generazioni, il grande valore della battaglia di Kucibreg: qui hanno combattuto e sono caduti tanti giovani di lingua, cultura e tradizioni diverse, uniti però da un comune, grande ideale: quello della libertà, della pace e dell’amicizia tra i popoli. Questi combattenti infatti rappresentavano tutte le etnie che, da secoli, su queste terre, in questa nostra Istria, hanno pacificamente convissuto.
Pacificamente convissuto anche quando la durissima politica di snazionalizzazione messa in atto dal fascismo ha cercato di mettere questi popoli l’un contro l’altro, togliendo ai croati e agli sloveni ogni diritto alla propria lingua e alla propria cultura. Ecco, Kucibreg, la battaglia, l’eroismo, il sacrificio: queste sono state forti ed inequivocabili risposte a quella politica. Qui tre popoli, hanno avuto l’orgoglio, assieme, di levare la testa e prendere le armi contro il sopruso e la sopraffazione. Qui assieme hanno combattuto contro un nemico che, in quei giorni, era ancora convinto di essere invincibile.
Molto si va parlando in questi tempi di pacificazione, della necessità che i capi delle tre repubbliche di Croazia, Slovenia ed Italia si incontrino e assieme rendano omaggio ai luoghi della memoria. Ebbene, i popoli di queste terre, per questa pacificazione, forse non hanno bisogno di aspettare questi incontri, spesso solo formali: la pacificazione l’hanno compiuta già allora, combattendo assieme per la libertà, la democrazia e il progresso sociale. E non solo qui, in questo o in altri luoghi dell’Istria: essi avevano già cominciato molti anni prima, assieme in terra di Spagna, per difendere quella Repubblica dall’attacco fascista.
Non mi stancherò di ripetere che è per me un grande onore, io che faccio parte della generazione che è venuta dopo, rappresentare in questo luogo la mia città.
Muggia decorata al valor Militare per attività partigiana, Muggia che vanta due medaglie d’oro per il contributo di lotta dato dai suoi partigiani e da grandi dirigenti politici del calibro di Natale Colarich e Luigi Frausin. Muggia che nella lotta di liberazione ha dato duecento caduti. Muggia che ha visto morire altri cento suoi figli per causa della guerra, in casa, sui campi di battaglia, sul mare. Per colpa di una guerra voluta dai fascisti, non certamente dalla nostra pacifica e operosa popolazione.
Essere qui oggi è un dovere e questa manifestazione in onore di coloro che hanno dato la loro vita per la nostra libertà non è (e non può essere) un puro atto di formale ricordo: deve essere invece una testimonianza dell\'impegno che ci assumiamo di non dimenticare e di portare avanti quelle idee per le quali tanti giovani sono caduti. Libertà, pace, amicizia, in antitesi alla dittatura, la guerra, la superiorità della razza: non dobbiamo stancarci di ripeterlo. Sappiamo che non c’è futuro senza la memoria. E sappiamo anche che chi non ha memoria del passato è condannato a ripeterlo. (...)

(testo tratto dal forum di
resistenza_partigiana@ yahoogroups.com)

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