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Fenomenologia di Lorenzo Salimbeni.

Fenomenologia di Lorenzo Salimbeni.

Il 15 novembre scorso la Lega nazionale di Trieste ha presentato il libro di uno storico fiumano (ora a Gorizia), William Klinger, “Il terrore del popolo: storia dell’Ozna, la polizia politica di Tito”, Italo Svevo. Erano presenti, oltre all’avvocato Paolo Sardos Albertini (che in storia non è proprio ferrato, spiace doverlo dire), lo storico Lorenzo Salimbeni ed il giornalista inviato di guerra Fausto Biloslavo, ambedue con un passato nelle organizzazioni giovanili di estrema destra, Fronte della gioventù per Biloslavo ed Azione giovani (era uno degli attivisti della fazione “Riva destra”) per Salimbeni.
A dimostrazione che Klinger non sia uno storico attendibile è dimostrato da quanto espresso da Lorenzo Salimbeni, che ha riferito (avallandola) la tesi di Klinger che gli Inglesi avevano coperto i crimini commessi dagli Jugoslavi nei “quaranta giorni di stragi e massacri”, in quanto non avevano protestato per i tre soldati neozelandesi fatti sparire.
Ecco una perfetta dimostrazione di come si può arrivare ad una interpretazione storico-politica sbagliata partendo da un fatto storico non vero: come dire che una bufala può partorire solo altre bufale.
È dimostrato (anche se gli “storici” accademici tendono a non tenerne conto, e non solo quelli di destra come Salimbeni) che nei “quaranta giorni” a Trieste non vi furono né stragi, né massacri; e che nessun soldato neozelandese sia “sparito” in quel periodo a Trieste è dimostrato da un documento del Ministero della guerra neozelandese, reso pubblico nel 2006 e più volte riproposto. Ma c’è modo e modo di fare storia, evidentemente, e quello di Klinger e Salimbeni non sembra il modo corretto di lavorare.
Lorenzo Salimbeni è molto attivo da un po’ di tempo in qua. Lo abbiamo visto, come animatore dell’associazione Strade d’Europa, che pubblica la rivista web “Stato e potenza” (area comunitarista, i cosiddetti “rosso bruni” eredi delle teorie nazimaoiste di Jean Thiriart), presenziare ad un convegno dal titolo Socialismo e spiritualità, dove il relatore Ivan Buttignon sosteneva che la “sinistra primigenia” è nata non marxista né comunista, ma mazziniana, non internazionalista ma nazionalista.
A tale iniziativa avrebbe dovuto partecipare, ma era assente per motivi istituzionali, l’assessore emiliano Marco Costa, espulso da Rifondazione comunista dopo avere pubblicato un libro per la casa editrice All’insegna del Veltro.
Che tale espulsione non sia del tutto peregrina si comprende quando si fa mente locale che l’editore è il veronese Claudio Mutti, che fu tra i fondatori di Ordine nuovo assieme a Franco Freda e presenziò alla riunione di Cattolica del febbraio 1974 che vide riuniti, dopo lo scioglimento coatto di Ordine nuovo dichiarato fuorilegge, esponenti di ON e di Avanguardia nazionale, e che viene considerata come l’atto fondativo di Ordine Nero. Oggi Mutti, convertito all’islamismo è editore della rivista Eurasia, anch’essa facente riferimento all’area comunitari sta di cui sopra; e qui torniamo a Salimbeni, che in qualità di collaboratore della rivista ha presentato un libro (patrocinato dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo) su Hezbollah scritto da Alì Mansour ed Emanuele Bossi (“Nel cuore di Hezbollah”, Anteo Edizioni). E due giorni dopo abbiamo visto Salimbeni entrare nella sala dove Stefano Delle Chiaie presentava il suo libro, sala preclusa alla sottoscritta in quanto “non gradita”: evidentemente Salimbeni invece è persona gradita agli organizzatori dell’evento.
Tutto quadra, solo una cosa non abbiamo capito, e cioè perché mai il Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste abbia commissionato proprio a Salimbeni, tra tutti gli storici che ci sono a Trieste, il capitolo relativo alla storia dell’Arma nel periodo 1936-1944, considerando oltretutto che il lavoro di Salimbeni non è una ricerca ma si è limitato a citare brani di libri già pubblicati ed ha infilato una serie di errori davvero pacchiani (l’UNPA, ad esempio, viene identificata come Unione provinciale protezione aerea anziché antiaerea).

dicembre 2012

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