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FERITE APERTE E CENSURE. Lettera aperta del Direttore Claudia Cernigoi Il 23 marzo 2010 sul Corriere della Sera è apparso un breve articolo dal titolo “Le ferite aperte del confine orientale”, nel quale vengono elencati una serie di testi che parlano delle vicende delle “foibe” e dell’esodo istriano. Dopo alcuni titoli considerati evidentemente “neutri”, vengono indicati due testi “che riflettono l’opinione degli esuli istriani” ed alla fine leggiamo: Vi sono anche opere che tendono a ridimensionare la portata degli eccidi jugoslavi: Joze Pirjevic, Foibe (Einaudi 2009), Claudia Cernigoi, Operazione foibe tra storia e mito (Kappa Vu 2005), Giacomo Scotti, Dossier foibe (Manni 2005), Giuseppe Aragno, Fascismo e foibe (La città del Sole, 2008). Contro di esse, considerate «negazioniste», le associazioni degli esuli hanno di recente chiesto un intervento delle pubbliche autorità. Parlo ora per fatto personale, ma penso che gli altri storici coinvolti possano riconoscersi in quanto dirò. Essere liquidati in questo modo su uno dei maggiori quotidiani nazionali non è cosa che possa far piacere a chi, come noi, ha studiato a lungo documenti e testimonianze prima di dare alle stampe cose che sappiamo possono essere soggette a critiche, più politiche che storiche, a dire il vero, ma in effetti quando si parla di questi argomenti spesso la storiografia viene lasciata da parte per dare spazio all’interpretazione politica dei fatti. E dato che le interpretazioni politiche “ufficiali” dei fatti sono diverse dalle conclusioni storiche cui noi si è arrivati, a questo punto scatta l’accusa di “negazionismo” nei nostri confronti, con tutto ciò che l’uso spropositato di questo termine comporta. A questa accusa ho già risposto svariate volte e non intendo annoiare chi legge ripetendomi (chi volesse approfondire può visionare gli articoli inseriti in questo sito), e lascio invece la parola a Giuseppe Aragno, che ha risposto nel seguente modo. A proposito de “Le ferite aperte del confine orientale” (Il Corriere della Sera 23-3-2010) Scriviamo a lei, direttore, di cui è nota l’onestà intellettuale, perché rifiutiamo, l’etichetta di “negazionisti” con cui un anonimo corsivo del “Corriere” liquida gli studi di storici onesti, che fanno ricerca nel modo più corretto, esplorando archivi e documentando ogni affermazione. Sarà un caso, ma dopo che l’on. Frassinetti, (Pdl) ha chiesto che sia la politica a decidere chi debba parlare nelle scuole, sembra che il suo giornale intenda “suggerire” cosa leggere e chi abilitare. Noi, non neghiamo nulla, direttore, noi disprezziamo i colpevoli di ogni sterminio e ci fa scudo Kant: “Sapere aude”! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza. Non le diremo col filosofo – sarebbe sin troppo facile - che ormai “da tutte le parti si ode gridare: non ragionate!”, ma ci duole, questo sì, che lei l’abbia consentito quest’invito a non ragionare. Ci duole che gli storici chiamati in causa, esclusi dall’index librorum prohibitorum, non si siano levati come un sol uomo per difendere la libertà di ricerca, di opinione e di parola. Ci duole che la “battaglia delle idee”, sia scaduta a simili livelli. E, come a noi, dovrebbe dolere a lei e ai profughi stessi dell’Istria martoriata per i quali nutriamo profondo rispetto. Ne siamo convinti: le tragedie del Novecento sono nate anche così, da parole apparentemente innocue e malaccorte uscite da una qualche penna fanatizzata per imporre una verità di parte che s’è fatta verità di Stato. Di qui gli odi covati, i propositi di vendetta e le mille tragedie che non ci rendono immuni i giorni di una “memoria” usata strumentalmente dalla politica, ma quelli dell’onestà intellettuale e dell’amore per la democrazia. In nome di questi giorni che - lo speriamo - dovranno venire, ci permettiamo di dire con Voltaire che solo gli imbecilli sono sicuri di quello che scrivono. Ci contiamo. Queste poche parole saranno per lei non solo una lettera aperta che ospiterà, ma un appello che vorrà sottoscrivere. E altri con lei. Di ciò la ringraziamo in anticipo. Questa lettera è stata sottoscritta da un consistente e qualificato numero di storici ed intellettuali: Nicola Tranfaglia, prof. emerito di Storia dell\'Europa e del Giornalismo - Università di Torino Michele Fatica, prof. emerito di Storia Moderna e contemporanea - Università di Napoli L’Orientale Angelo D’Orsi, prof. Pensiero politico contemporaneo - Università di Torino Ferdinando Cordova, prof. Storia Contemporanea - Università La Sapienza di Roma Giovanni Cerchia, prof. Storia Contemporanea - Università del Molise Luigi Parente, prof. Storia Contemporanea - Università Orientale Napoli Jože Pirjevec, prof. Storia dei popoli slavi - Università di Trieste Cristiana Fiamingo, prof. Storia e Istituzioni dell’Africa - Università degli Studi di Milano Piero Graglia, prof. Storia dell’integrazione europea - Università di Milano Marco Sioli, prof. Storia e Istituzioni delle Americhe - Università di Milano, Sandro Rinauro, prof. Geografia economico-politica - Università di Milano Alessandra Kersevan, Ricercatrice storica Giacomo Scotti, scrittore, storico e traduttore Andrea Catone, storico - Direttore de “L’Ernesto” Claudia Cernigoi, Giornalista – Ricercatrice storica Sandi Volk, storico – Sezione Storica della Biblioteca nazionale slovena Alexander Hobel, Storia contemporanea, Università Federico II di Napoli Fabio Gentile – prof. di Politica comparata - Università di San Paolo del Brasile Gigi Bettoli, Ricercatore storico Gaetano Colantuono - storico Cristina Accornero – Università di Torino. Alberto Gallo, storico, Università di Firenze Elisa Ada Giunchi, prof. Storia dell\'Asia, Università di Milano Nunzio Dell\'Erba, Ricercatore confermato Storia contemporanea Università di Torino Eros Francescangeli, Storia contemporanea, Università di Padova Giorgio Sacchetti, prof. Storia dei partiti e dei movimenti politici, università di Trieste Aldo Giannuli, prof. Storia Contemporanea – Università degli Srudi di Milano Vanni D\'Alessio, Ricercatore Storia Contemporanea – Università Federico II Napoli Giovanna Savant, Dottore di ricerca Studi politici europei ed euroamericani Università di Torino Redazione di “Fuoriregistro” Redazione del “Forum Insegnanti” Marco Albertaro, storico Silvio Antonini – ANPI Viterbo Giuseppe Aragno, Storia Contemporanea – Università Federico II Napoli Al momento in cui scrivo (8 maggio 2010) la lettera non è stata pubblicata dal Corriere della Sera, ma neanche dal Manifesto, che pure aveva dato la propria disponibilità ad Aragno; è stata invece pubblicata dal settimanale anarchico Umanità Nova e si può trovare ai seguenti link: http://www.foruminsegnanti.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1612 http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=1396 http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=16581 http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=13867 In attesa di ulteriori disponibilità, noi continueremo a resistere. Claudia Cernigoi
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