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      Mučeniška Pot


Forconi Neri: la Costante di Delle Chiaie.

FORCONI NERI?
Di che colore possono essere i forconi che si stanno agitando in questi giorni in tutta Italia? Rossi non sono di sicuro, dato che la parola d’ordine di base, quella dalla quale si diramano poi tutte le altre rivendicazioni, è che questa è una protesta di cittadini italiani, quindi i non italiani se ne stiano tranquillamente fuori.
Viste le forze politiche che finora hanno dato man forte ed adesione, da Forza Nuova a CasaPound e le loro svariate propaggini, oltre a fuoriusciti dalla Lega (ma la Lega, va ricordato, aveva un componente fuoriuscita dall’estrema destra ordinovista, soprattutto la parte esoterica), sembra di trovarci di fronte ad un nero profondo, ma probabilmente il tutto non è così semplice. Infatti abbiamo un Beppe Grillo che solidarizza invitando la polizia ad unirsi agli scontri, abbiamo collettivi dei centri sociali che partecipano ai presidi ed alle manifestazioni, abbiamo (e questo davvero spiace) un Ingroia che, ferma restando la discriminante antifascista, sostiene che le ragioni della protesta possono essere condivise. Brevemente vorrei commentare che le “ragioni” di questa protesta a me sembrano non condivisibili per chi ha una coscienza di classe e di sinistra, perché ribellarsi mettendo in atto scontri di piazze ed azioni violente per non pagare le tasse ed abbattere tutti i “politici” che guadagnano troppo, è solo l’evoluzione squadristica del già visto grillismo, qualunquista, populista, sedicente “né di destra né di sinistra” (che è in genere il modo di presentarsi di chi è di destra).
Torniamo indietro di qualche mese per ricordare un paio di notizie comparse sulla stampa: la prima è la dichiarazione di un ex missino doc, Tomaso Staiti di Cuddia, che ha dichiarato: "voto Grillo, senza alcuna speranza ma usandolo come si userebbe la dinamite contro questo sistema divenuto una casa fatiscente che è meglio abbattere perché non si può più restaurare essendo piena di topi e scarafaggi" (http://www.bresciatoday.it/politica/elezioni/politiche-2013/estrema-destra-beppe-grillo-tomaso-staiti.html ).
L’altra notizia è che l’avvocato milanese Vincenzo Forte, già dirigente dell’Msi e dell’Unione patriottica, elettore del M5S, ha dichiarato che ci sarebbero almeno quattro neofascisti tra gli eletti del Movimento alle ultime elezioni; non ne fa i nomi ma fa sapere che si tratta di un senatore, di due deputati e di un consigliere regionale in Lombardia. E che “tutti i quattro eletti avrebbero militato nella Fiamma tricolore di Pino Rauti fino al 2002 e poi, in seguito, avrebbero mantenuto i contatti con l’area della destra radicale, con gli ambienti culturali come il Centro studi Polaris di Gabriele Adinolfi, il Movimento Zero di Massimo Fini e il comitato Destra per Milano di Roberto Jonghi Lavarini (http://www.fanpage.it/quattro-neofascisti-tra-gli-eletti-del-movimento-5-stelle/).
Ed aggiunge: “Non si tratta affatto di singoli casi isolati ma di un fenomeno molto più ampio, profondo e radicato” dichiara l’esponente della destra lombarda, secondo il quale si tratta di “una precisa strategia di intrusione nel movimento grillino, attentamente studiata ed organizzata, a tavolino, e portata avanti, nella massima riservatezza e discrezione, da alcuni gruppi neofascisti locali, legati all’ex capo carismatico di Avanguardia nazionale, Stefano Delle Chiaie” (http://www.nuovaresistenza.org/2013/03/01/m5s-4-neofascisti-eletti-con-beppe-grillo-voceditalia-it/#ixzz2QSrs3p9B)
Toh, Stefano Delle Chiaie, il fondatore di Avanguardia Nazionale che nella sua autobiografia (“L’aquila e il condor”, Sperling & Kupfer 2012) a pag 19 aveva scritto: “Il nostro obiettivo era un’Europa estesa fino agli Urali, unita nella differenza dei suoi popoli e terza forza rispetto ai due blocchi imperialisti. Su questi presupposti, il 25 aprile 1960 (…) nacque Avanguardia Nazionale”.
Stefano Delle Chiaie, che dopo avere attraversato indenne gli anni ed i processi della strategia della tensione, all’inizio degli anni ‘90 aveva partecipato a quel progetto di fondazione di movimenti leghisti meridionali che, scrive Vincenzo Vasile erano stati oggetto di indagine da parte dei giudici di Palermo che “hanno potuto accertare diverse circostanze inquietanti (...) i movimenti leghisti erano stati creati in Sicilia da pericolosi ambienti mafiosi, e in particolare dai sanguinari Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano e dai fratelli Graviano. E che in parallelo si muovevano in tutta Italia nella stessa direzione personaggi della stazza di Licio Gelli, Stefano Delle Chiaie e Giovanni di Stefano, il trafficante legato ad Arkan, fautori e finanziatori di una galassia di leghe locali” (“L’Unità”, “Le amicizie imbarazzanti di Bossi”, 31/7/01), che per la maggior parte scelsero come la stessa sede sociale, lo studio dell’avvocato Stefano Menicacci, già candidato per la Liga Veneta ma anche “il legale e il socio in attività import-export” di Delle Chiaie. I magistrati avevano ipotizzato la possibilità di una connessione tra questo leghismo variegato e la stagione delle stragi di mafia del 1992, e non sappiamo se questa inchiesta palermitana sia collegata a quella di cui si legge in un articolo del Piccolo del 1998 che coinvolgeva anche Trieste, perché due P.M. di Palermo, che stavano indagando “su una connection tra Cosa Nostra, settori della massoneria, personaggi politici e servizi segreti deviati” si erano imbattuti in una testimonianza (definita “autorevole” dal giornalista) che sosteneva che “settori della massoneria del Triveneto avevano deciso di esportare a Palermo” l’esperienza della “Lista per Trieste considerato un esempio di autonomismo precedente al fenomeno leghista”; e tira in ballo anche Delle Chiaie che era stato visto almeno un paio di volte nei pressi del Circolo studi indoeuropei che aveva sede in via Crispi 35” (“Il Piccolo”, “Un Melone esportato in Sicilia”, 26/5/98).
E la massoneria? Il 7 maggio 1991 si costituì a Roma “la Lega Italiana, con le firme di Gelli, di un suo ex confratello piduista, il prefetto in pensione Bruno Rozzera, l’ex senatore psi Domenico Pittella, l’ex missino Alfredo Esposito e il pubblicista Enrico Viciconte”. Il 31/1/92 Pittella e Viciconte fondarono la Lega italiana - Lega delle leghe, che fu da taluni considerata come una lista elettorale di “disturbo” (ad esempio a Trieste raccolse poco più di 800 voti, che furono però basilari per impedire al candidato di AN Roberto Menia di essere eletto alla Camera). Leader indiscusso il ben noto Stefano Delle Chiaie, che nel corso della campagna elettorale aveva sbandierato orgogliosamente il fatto di essere riuscito ad accomunare nelle proprie fila, oltre a persone chiaramente di destra anche fuoriusciti della sinistra (Su questo argomento si legga Ugo Maria Tassinari, “Fascisteria”, Castelvecchi 2001 da pag. 483 a pag. 486).
Tra i candidati triestini della Lega di Delle Chiaie c’erano, oltre al futuro leader di Forza Nuova Fabio Bellani, l’ex avanguardista nazionale Claudio Scarpa e la sua cognata Marina Marzi, che nel 1990 si trovava, assieme al suo primo marito Giampaolo Scarpa (fratello minore di Claudio e come lui in Avanguardia nazionale, pluridenunciato sia per atti di violenza politica che per tentata ricostituzione del partito fascista), nell’auto guidata da Stefano Delle Chiaie, quando essa fu coinvolta in un incidente nel quale perse la vita la convivente di Delle Chiaie, Leda Pagliuca Minetti.
Oggi ci tornano in mente tutte queste circostanze perché è uscita la notizia che il direttore dell’Aisi, il generale Arturo Esposito, ha esposto il rischio che la protesta dei forconi possa degenerare in nuovi atti di violenza, considerando che all’interno di questo movimento senza leader ben definiti c’è u po’ di tutto, dalle tifoserie ultras, ai forconi siciliani, alle organizzazioni della destra radicale organizzata come CasaPound; ma il lato più interessante è che “tra i nomi evidenziati dagli analisti c’è anche quello di Stefano Delle Chiaie” che “pur non avendo alcun ruolo attivo nelle mobilitazioni di queste giorni sarebbe ancora un punto di riferimento per quella parte di estrema destra che specie nel centro sud Italia prende parte alla mobilitazione (http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/forconi_servizi_allarme_estrema_destra_delle_chiaie/notizie/403990.shtml#)
Se non è una quadratura del cerchio, ci assomiglia molto.


Trieste, 12 dicembre 2013

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