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      Mučeniška Pot


Forza Nuova Impicca Manichini.

FORZA NUOVA E GLI IMPICCATI.
(lettera antifascista da un’impiegata dell’Agenzia delle Entrate).

15 gennaio 2012: davanti alle sedi di Equitalia a Brescia sono stati trovati appesi dei manichini impiccati con dei cartelli “esplicativi”, a cura di Forza Nuova, tipo “Impiccato per mano di Equitalia” o “Ucciso una rata alla volta”.
Forza Nuova non è nuova (passateci il gioco di parole…) a queste impiccagioni, già il 3 aprile 2009, sulle pareti dello stabilimento Safilo di Martignacco (UD), Forza Nuova aveva impiccato quattro manichini che portavano cartelli contro politici, industriali e sindacati.
Come tipo di protesta mi pare di pessimo gusto, se non addirittura intimidatoria, ma queste sono impressioni personali.
Se invece, da addetta ai lavori (come ben sanno tutti coloro che nei blog sostengono che io non sono qualificata a parlare di foibe, perché il mio lavoro è un altro, in quanto sono impiegata presso l’Agenzia delle entrate), mi è consentito di dare un’opinione tecnica sulla questione di Equitalia, posso dire questo.
Un contribuente “normale”, prima di finire a dover pagare le cartelle di Equitalia, ce ne mette un bel po’ (naturalmente qui parlo solo per quanto riguarda le pretese erariali, per quanto concerne il resto delle riscossioni affidate ad Equitalia, dall’Inps all’Inail, dalle spese di giustizia alle multe e contravvenzioni per violazioni del codice della strada non ho competenza tale da potermi esprimere). Il contribuente che ha prodotto un reddito tale da dover pagare un saldo nella dichiarazione dei redditi (in quanto non ha subito ritenute alla fonte) può comunque rateizzare l’imposta dovuta; oppure, se ha commesso degli errori nella compilazione della dichiarazione e deve restituire una certa cifra all’erario riceve una comunicazione “bonaria” con riduzione delle sanzioni, che può rateizzare anch’essa; e solo quando non paga neppure questa comunicazione gli viene recapitata una cartella esattoriale, aumentata dei compensi, è vero, ma anch’essa rateizzabile.
In ogni caso, va da sé che la pretesa tributaria solitamente è motivata, quindi mi rendo conto di trattare un argomento poco piacevole, però è un dato di fatto che le imposte in Italia le pagano in pochi, solitamente i lavoratori dipendenti che non hanno scelta, mentre gli autonomi, i negozianti, gli artigiani e gli imprenditori, che dovrebbero procedere all’autotassazione, se non lo fanno nei tempi e termini dovuti, finiscono nelle cosiddette “grinfie” di Equitalia.
Ma a fronte, nella stragrande maggioranza dei casi, di debito dovuto nei confronti dello Stato.
Dunque, questo tipo di proteste, molto populiste ma anche demagogiche e classiste, personalmente non le trovo condivisibili. A nessuno piace pagare le tasse, però bisogna mettersi il cuore in pace ed accettare di farlo: poi è giusto e sacrosanto pretendere che i soldi che versiamo all’erario vengano spesi per il bene comune e non sprecati (ad esempio per comprare aerei militari), ma questo è un altro discorso.

gennaio 2012

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