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Futuristi E Fascisti.

FUTURISTI E FASCISTI.

Nello scorso ottobre un “buontempone” di pessimo gusto aveva gettato della vernice rossa nella fontana di Trevi, a Roma, fatto che a qualunque persona di buon senso poteva sembrare solo un vandalismo gratuito, ma che, tristemente, è stato quasi quasi elogiato come azione “creativa” sulle pagine di “Liberazione”. Pochi giorni dopo il responsabile fu identificato (tramite le solite telecamere posizionate nelle città, cosa che dovrebbe darci da pensare sul tipo di privacy cui abbiamo diritto andando in giro) come Graziano Cecchini, sedicente “artista” che, intervistato da “La Repubblica” negò di avere commesso il fatto, anzi di essere stato “incastrato” perché (citiamo dall’intervista del 22/10/07) “perché forse do fastidio. Stavo per pubblicare delle notizie che ancora non sono uscite. È stata un’intimazione a tacere”. Quali notizie, chiede il giornalista: “delle cose riguardanti una recente fiction sul generale Dalla Chiesa”, risponde Cecchini.
Strana risposta, ma la cosa sembrava finita lì. Invece a metà gennaio Graziano Cecchini si fa nuovamente vivo, con un’altra “azione futurista”, che è consistita nello scaricare una quantità di palline di plastica colorate lungo la scalinata di Trinità dei Monti. Questa azione, rivendicata con un volantino dal titolo “I fratelli d’Italia si son rotti le palle” e che scrive “Dal Rosso Trevi alla quadricromia” (il che dovrebbe costituire una rivendicazione anche del precedente inquinamento di Trevi), sarebbe costata, ha dichiarato Cecchini, 25.000 euro gentilmente forniti da un paio di sponsor.
Giustamente Cecchini ed i suoi adepti sono stati fermati dalla forza pubblica (qualcuno avrebbe anche potuto farsi male, inciampando nelle palline, per non parlare del costo della rimozione delle medesime: o forse si potrebbe andare a chiedere agli sponsor di sponsorizzare anche la pulizia della strada dopo averne sponsorizzato l’intasamento?) e qui iniziamo a trovare dei comunicati interessanti:
“Roma, 16/01/2008: Forza Nuova esprime piena solidarietà agli arrestati per l’Azione Futurista di Piazza di Spagna, fra i quali, oltre a Cecchini, Daniele Pinti dirigente di Forza Nuova e coordinatore romano di Lotta Studentesca”.
Del resto troviamo in svariati siti di destra messaggi di solidarietà e di encomio per queste “azioni”, c’è addirittura, curato dal sito Non nobis domine (stesso nome della band musicale dello scomparso concittadino Cristian Pertan) un video che documenta le varie fasi dello scarico delle palline, accompagnato da una canzone “futurista” che pare quasi scritta per l’occasione.
Così, dato questo profluvio di “camerati”, abbiamo dato un’occhiata in giro per saperne di più su Cecchini. Innanzitutto abbiamo trovato (articolo del Corriere della Sera 8/1/03) una sua intervista nell’anniversario del rogo in cui morirono i fratelli Mattei a Primavalle: “Erano una famiglia di proletari, e Virgilio era uno dei responsabili dei Volontari, un corpo scelto che stava attorno ad Almirante. Anch’io ne facevo parte”, ricorda Graziano Cecchini, 51 anni, ex Forza Nuova, pizzetto “littorio” e nostalgia ancora pulsante che l’ha spinto verso una vita irregolare, tuttora ricca di processi e pendenze, guasconate e scazzottate in una Roma (…) “Tre sere prima che l’ammazzassero ho visto Virgilio, parlavamo di come la situazione stava peggiorando, dai cazzotti alle revolverate. Poi l’ho rivisto lì, tra le macerie di casa sua. Da allora noi abbiamo dato la caccia ai compagni e i compagni a noi. In cinque, a piazza Primavalle, abbiamo deciso di creare un nucleo, segreto pure per i capi dei Volontari: siamo stati i primi cinque a girare con le pistole”.
Ma Cecchini non rimase a lungo il portavoce dell’Associazione Fratelli Mattei, come spiegò Giampaolo Mattei: “Sì, lo conosciamo perché aveva fatto parte della nostra associazione, ma tre giorni dopo l’inaugurazione della nuova sede, con il sindaco Veltroni, il 19 aprile, lo abbiamo allontanato per manifesta incompatibilità politica” (www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo384529.shtml).
Cecchini pare essere stato intervistato anche nel 1998 nella sede di Forza Nuova, quando questa organizzazione indisse una conferenza stampa per prendere le distanze dall’autore del (fortunatamente) fallito attentato alla sede del Manifesto, Andrea Insabato. Così leggiamo in un testo di U. M. Tassinari (“Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale”, edizioni Immaginapoli, pp. 223-240):
“Come spiega benissimo a un “giornalista borghese” “quello con più muscoli e tatuaggi”: “Certo che ce l’abbiamo, il servizio d’ordine – racconta [Graziano] Cecchini – A me piace lo scontro cavalleresco, uno contro uno. Io rispetto chi ha pagato: quand’ero in AN, prima di Fiuggi, nel nostro circolo abbiamo invitato Franceschini. Ma quando vedo passare l’ex ministro Ronchi, sai che voglia”.

gennaio 2008

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