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Giorgio Panto, l'uomo dei serramenti

Quando è sbarcato a Trieste, a fine maggio, per presentare il suo “Progetto Nordest”, per la maggior parte delle persone Giorgio Panto era semplicemente il proprietario di una delle più famose ditte di serramenti venete. Giorgio Panto è però anche proprietario del network televisivo Antenna 3 Nordest, del quale fa parte anche l’emittente locale Antenna 3 Trieste.
Noi ricordiamo che Giorgio Panto fece pubblicare (presumiamo come inserzione a pagamento, anche se ciò non è specificato) il 28/2/02, un paginone su “Libero”, nel quale prende posizione a proposito di “foibe” e dell’ingresso in Europa di Slovenia e Croazia, chiedendosi “se sia giusto cancellare la nostra storia in nome di una molto discutibile ragion di stato”. Nel paginone Panto propone il solito elenco di foibe (presumibilmente mutuato dal libro di padre Rocchi), dove, su 52 nomi di presunti “cimiteri” nei quali sarebbe stata “tolta barbaramente la vita a famiglie intere di italiani, bambini compresi”, troviamo varie cavità che sono indicate più di una volta con i loro diversi nomi (come la foiba di Vines che è anche detta “dei colombi” e l’abisso di Semich e quello di Semez e così via) più i soliti toponimi inesistenti, parlando di “pulizia etnica”, che sarebbe stata compiuta “nell’Istria e nelle regioni limitrofe da sempre venete”, e di “scempio fatto dei loro corpi come solo dei selvaggi sanno fare”. Un’ottima presentazione, quindi, per l’ultranazionalismo razzista triestino.
Poi, cercando notizie su Panto nella rete, abbiamo trovato (nel sito repubblica.org/governo/veneto), che il 7/4/02 si sarebbero tenute “in tutto il territorio nazionale veneto, quindi anche nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e le altre nuove province” le “elezioni per l’autogoverno nazionale veneto” (che avrebbero visto un totale di 76 schede votate, se non abbiamo capito male), alle quali elezioni avrebbe partecipato, per le seguenti cariche, anche Giorgio Panto (ottenendo un voto in ciascuna delle competizioni elettorali):
Comandante Regionale dei Carabinieri, Comandante Regionale della Polizia, Comandante Regionale della Forestale, Capo della Polizia Nazionale Veneta.
Panto avrebbe anche partecipato alle “elezioni area metropolitana di Venezia (Nord-est)” per le cariche di:
Direttore degli Uffici Finanziari, Comandante dei Carabinieri e Comandante della polizia, ottenendo anche in queste votazioni un unico voto (sorge un dubbio: sarà mica stato il suo?).
In ogni caso, non si può non tenere conto del fatto che la lista di Panto in Veneto ha recentemente ottenuto il 6% dei voti, quindi torniamo al presente e vediamo il programma di questo progetto Nordest e chi finora simpatizza con esso.
Panto intenderebbe innanzitutto creare una macroregione del Triveneto con 13 province autonome, nella quale Trieste sarebbe il porto più importante.
Nel programma del movimento, così come pubblicato in Internet, leggiamo anche che grande interesse viene posto sulle comunicazioni stradali, infatti viene prevista una “procedura speciale di esproprio equo e veloce per ampliamento autostrade e tangenziali”, e lo Sviluppo del Treno ad alta velocità (TAV).
Panto ripropone poi un suo “progetto 2001” di “Riconversione petrolchimico di Marghera”, dove “al posto dei veleni sulla città e sulla laguna, un polo fieristico come sta facendo Milano, per tutti i prodotti del NordEst, una grande università per la ricerca, una struttura integrata sportiva per poter ospitare un’olimpiade, una Disneyland per sviluppare e diversificare il turismo di Venezia e molte altre iniziative che coinvolgerebbero almeno il triplo di forza lavoro attuale”.
Inoltre Panto propone la “liberalizzazione e gestione privata per la costruzione di parcheggi sotterranei in ogni città”, e per quanto riguarda le questioni ambientali, il paragrafo relativo recita testualmente: “Pulizia della microspazzatura ai bordi strada; Cura e decoro dell'arredo urbano (segnaletica, marciapiedi, fermate bus, insegne, viali, aiuole, ecc. degne di un paese civile).
Dulcis in fundo, parliamo di sicurezza: vengono previste l’“estensione del diritto alla legittima difesa per la proprietà privata” e le “Ronde dell’Esercito per pattugliamento del territorio in ore notturne”.
Tra le persone che sembra abbiano finora simpatizzato con questo progetto di Panto, troviamo Diego Volpe Pasini, del quale ricordiamo le varie iniziative di SOS Europa contro gli zingari e gli immigrati; poi l’avvocato, già magistrato, Marcello Perna, che nel 1997 propose appello incidentale contro una sentenza della Pretura che condannava a 200.000 lire di ammenda (violazione dell’articolo 650 C.P., inosservanza di provvedimento emanato dall’Autorità) alcuni esponenti dell’associazione Edinost, con le seguenti motivazioni, che probabilmente non sarebbero state condivise da Cesare Beccaria.
“La pena appare inadeguata” sosteneva Perna, in quanto “il Pretore non tiene conto del fatto che gli imputati non hanno manifestato il benché minimo segno di resipiscenza o di pentimento (…), anzi, considerando il loro atteggiamento processuale negativo ed il loro impegno insistente per un’attività di provocazione e di contestazione continue nei confronti delle Autorità Amministrative Italiane in nome di una “battaglia” per il riconoscimento di diritti linguistici alla minoranza slovena che, allo stato, non solo non appare materialmente possibile, ma che non risulta avere eguali in nessuno Stato del mondo (…) è da prevedere senz’altro che gli imputati di cui sopra commetteranno ulteriori fatti illeciti analoghi (…) poiché la sanzione deve contenere (…) anche una funzione deterrente, si ritiene opportuno che la pena da infliggersi sia erogata in termini di detenzione (…)”.
Con questi presupposti, ci sembra davvero un’iniziativa politica da tenere in osservazione.

(giugno 2005)

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