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Giornata della memoria 2006

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA 2006.

È IL PRIMO MAGGIO DEL ’45…
di Ignazio UNIVERSO

viva la festa del lavoro,
viva i lavoratori di tutto il mondo!
Abbasso la guerra e chi la vuole,
abbasso i padroni di tutto il mondo!
Viva la pace, l’amore e la felicità,
viva le donne di tutto il mondo!
Arrivano i russi, la guerra è finita!
Verso lo Zoo tuona il cannone,
ma il suo rombo è come una musica
che rallegra i cuori.
Non lo capite?
La guerra è finita!
“Davai, davai”, i russi son qui con noi!
Hanno una stella rossa sul berretto
e sorridono festanti,
evviva il primo maggio
e l’internazionale.
Sono fuggito dal campo di lavoro
n. 599 di Berlino
e vado a zonzo per le vie della città
incendiata e devastata dalla guerra,
nessuno più bada a me
e sono libero, libero, libero,
protetto ormai dalla bandiera rossa
dell’internazionale.
Per lungo tempo ho fatto il guerrigliero,
per monti, valli e boschi
come se fossi un lupo,
finché fui preso, bastonato, tormentato, torturato e
offeso in mille modi
da quei cani di SS tedeschi,
e rinchiuso nel Lager
per lavorare come un dannato
e avere per compenso la buona morte.
Son partigiano e me ne vanto
pronto sempre a combattere
per la libertà!
Evviva il primo maggio e tutti i lavoratori
Di questo mondo!

Ecco di seguito le motivazioni addotte dal vicesindaco di Trieste Gilberto Paris Lippi, esponente di AN, per vietare al Coro Partigiano Triestino “Pinko Tomažič”, di concludere all’interno della Risiera di San Sabba la fiaccolata indetta in occasione della Giornata della memoria.

\"Alla luce dei manifesti che avete affisso qualche mese fa in città in occasione della ricorrenza della Vostra fondazione, che riportavano l\'immagine di truppe titine,comuniste, infoibatrici e criminali, portatrici di odio, di distruzione e di morte e che hanno riaperto nel cuore e nella mente della cittadinanza lo sgomento per il ricordo di quanto commesso, non si ritiene auspicabile la Vostra presenza in una simile ricorrenza e in un luogo sacro qual è la Risiera di San Sabba che testimonia a tutti e a ognuno il monito affinché l\'odio del passato,la sua istigazione e i crimini commessi non abbiano più a ripetersi\".

Ogni persona di buon senso e priva di preclusioni etniche ed ideologiche, che abbia visto la foto del manifesto in cui, secondo Paris Lippi, ci sarebbe l’immagine delle “truppe titine, comuniste, infoibatrici” eccetera, può constatare che si tratta di una semplice sfilata di persone sorridenti, vestite per l’occasione con i propri abiti migliori, che esprimono la propria gioia per essere finalmente libere. Non è un’immagine, a parer nostro, che richiama “sgomento”, e per quanto concerne i “ricordi” che avrebbe potuto richiamare alla cittadinanza, nulla avrebbero a che fare con i crimini nazifascisti di cui la Risiera è “monito”.
Sotto la foto abbiamo pensato di pubblicare nuovamente la bella poesia di Ignazio Universo dedicandola alla Giornata della memoria, che, dobbiamo ribadirlo, è stata istituita nella ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. E come ad Universo (prigioniero a Berlino e liberato soltanto al primo maggio) le stelle rosse erano apparse come simboli di libertà e di pace dopo gli orrori vissuti sotto il nazismo, così anche per i prigionieri di Auschwitz che erano sopravvissuti allo sterminio nazista, la visione delle stelle rosse significò liberazione e la fine di un incubo, non certo le cose che oggi Paris Lippi ed i suoi sodali ideologici intendono vedere in quel simbolo.

Ecco, vorremmo dire che siamo stufi di questa continua criminalizzazione della Resistenza e dei suoi appartenenti, criminalizzazione portata avanti da persone che da parte loro non si fanno problemi a partecipare ai raduni ed alle riunioni nostalgiche dei reduci di Salò e di quelli della Decima Mas, di coloro cioè che rastrellavano partigiani e civili per mandarli nei campi di sterminio e bruciavano per rappresaglia villaggi interi, massacrando vecchi donne e bambini. Gli stessi esponenti politici che non si pongono minimamente il problema che anche la bandiera dell’Italia fascista possa evocare ricordi di odio, morte e distruzione a qualcuno, mentre si lanciano in valutazioni del tutto fuori luogo riguardo alle bandiere partigiane, che portarono la libertà a Trieste e non l’odio; e che il “quanto commesso” descritto da Lippi non corrisponde ad alcun fatto storico realmente provato, perché se episodi di giustizia sommaria contro esponenti nazifascisti, spie o collaborazionisti avvennero a Trieste, ciò accadde in maniera molto minore che non nelle altre parti d’Europa; e le “truppe titine”, cioè l’Esercito di liberazione jugoslavo (del quale, lo ricordiamo, facevano parte anche moltissimi triestini, sloveni ed italiani) furono in realtà coloro che impedirono che a Trieste la situazione degenerasse come avvenne appunto in altre parti d’Italia e di tutta Europa.
E siamo anche stufi che i nostalgici dei cosiddetti “bei vecchi tempi”, che hanno preteso, dopo l’istituzione della Giornata della memoria per ricordare i crimini nazifascisti, che venisse istituita anche una “giornata del ricordo”, per la quale, per poterla sistemare a ridosso del 27 gennaio, si è scelta proprio la data della firma del trattato di pace, cioè una data che dovrebbe significare, nella memoria collettiva, un giorno fausto e non il “ricordo delle foibe e dell’esodo”.
Di conseguenza a questo atto di sciacallaggio politico, avallato purtroppo anche da esponenti del cosiddetto “centrosinistra”, a Trieste siamo costretti a subire nei giorni di fine gennaio una continua propaganda anticomunista ed antijugoslava, dove sedicenti “esperti” e critici letterari pretendono di fare divulgazione storica perpetuando la solita trita e ritrita propaganda di vecchie “mitologie” sulla storia locale, che non hanno alcun riscontro con la realtà, ignorando invece di fatto la prima ricorrenza, quella del 27 gennaio, come se a Trieste fossero esistiti solo i presunti “crimini” partigiani, come se il nazifascismo non avesse commesso atti nefandi anche qui da noi.

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