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Giornata Della Memoria 2009: La Storia Di Lojze Bratuž e Ljubka Šorli.

LA STORIA DI LOJZE BRATUŽ E LJUBKA ŠORLI.
Nella notte di Natale del 1936, a Podgora di Gorizia, i fascisti volevano impedire che la messa fosse cantata in sloveno. La sorveglianza della polizia permise che la messa si concludesse senza incidenti, ma all’uscita dalla chiesa una squadra di fascisti sequestrň l’organista Lojze Bratuž ed altri quattro coristi, che furono costretti a bere una considerevole quantitŕ di olio di macchina al quale era stato aggiunto del benzolo. I coristi riuscirono a salvarsi ma Bratuž morě dopo sei settimane di terribile agonia. Le autoritŕ obbligarono i medici a firmare un certificato di morte per polmonite e nel corso del processo, che si svolse a Gorizia nel novembre 1937, fu impedito alla vedova, Ljubomira (Ljubka) Šorli, di mostrare alla Corte il certificato di un medico di Padova che aveva visitato Bratuž e diagnosticato il grave avvelenamento. Il processo si concluse con due sole condanne a dieci mesi di arresto, gli altri imputati vennero assolti.
Dopo la morte del marito, Ljubka Šorli era tornata a vivere a Gorizia e viveva affittando camere a studenti: tra questi, nel 1943, c’erano due fratelli di Janko Premrl (il leggendario comandante Vojko, proclamato eroe nazionale) e Franc Mervič di Santa Lucia di Tolmino (Most na Soči). Nel 1976, quando iniziň a Trieste il processo per i crimini della Risiera, Ljubka Šorli inviň una propria testimonianza al presidente del Tribunale di Trieste, testimonianza che fu pubblicata in un articolo nel numero 6, anno 2001, del periodico sloveno “Rodoljub”, e che riassumiamo .
Il 1° aprile 1943 (un mese dopo che la madre e la sorella di Ljubka erano state arrestate ed internate nel campo di Fraschette di Alatri) alle due di notte, un camion di agenti dell’Ispettorato Speciale di PS circondň la casa e vi fece irruzione, probabilmente perché pensavano di trovare dei partigiani e forse lo stesso Janko Premrl, che perň non aveva mai abitato lě. I poliziotti perquisirono la casa e trovarono un sacco contenente armi che erano state lasciate da Mervič, presumibilmente per essere usate per un attentato alla ferrovia presso Trbiž, ma della cui presenza gli altri abitanti della casa erano del tutto ignari. Ljubka Šorli fu arrestata assieme alla domestica Cecilia Kovač e condotta a Trieste in via Bellosguardo (la sede dell’Ispettorato), mentre i suoi due bambini, Lojžka e Andrej, di 7 e 9 anni, rimasero nella casa con i poliziotti. Furono poi accolti da alcuni parenti.
Nella Villa Triste di via Bellosguardo Ljubka Šorli trovň due conoscenti che erano giŕ state torturate, Silvia Bait e Dora Filli Ahametova (attivista del Fronte di Liberazione – Osvobodilna Fronta della zona di Tolmino). Poi fu il suo turno, fu picchiata e torturata per una settimana e nel corso della detenzione vide che i prigionieri venivano torturati gli uni davanti agli altri per terrorizzarli e quando venne portata nelle soffitte, le trovň piene di partigiani ridotti in fin di vita dalle torture e dei quali non seppe mai chi fosse sopravvissuto.
Il commissario Gaetano Collotti voleva farle confessare cose che non sapeva: dove fosse Janko Premrl, chi avesse portato le armi ed a cosa fossero destinate. Visto che la donna non parlava, dopo una settimana di torture fisiche Collotti tentň con la tortura psicologica: telefonň a Gorizia per farsi mandare a Trieste i due bambini per torturarli davanti alla madre per farla parlare. Fortunatamente la cosa non gli riuscě, perché il piccolo Andrej era malato e non poteva essere trasportato. Di conseguenza Collotti si accaně ancora di piů contro Ljubka, e la picchiň selvaggiamente, al punto da romperle sette costole.
Dopo tre settimane di detenzione e torture in Villa Triste, Ljubka Šorli fu portata al carcere dei Gesuiti, dove trovň la sorella Marica, che era stata riportata a Trieste dal campo di Alatri. Successivamente le due donne furono internate: Ljubka nel campo di Zdravščina (Poggio Terza Armata) e Marica in quello di Kostanjevica, dove rimasero fino all’8 settembre, quando i campi furono svuotati.

gennaio 2009

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