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      Mučeniška Pot


Giugno 2009: Aiuto!

IN FIN DEI CONTI…
Che gli ottimisti dicano che le elezioni europee in fin dei conti non sono andate tanto male perché in fin dei conti Berlusconi non ha avuto il plebiscito, perché in fin dei conti l’opposizione (non diciamo “sinistra”, che è un termine impegnativo) ancorché divisa, rappresenta una buona parte dell’elettorato (dimenticando che una gran parte dell’elettorato NON ha votato), non ci consola del fatto che comunque alle amministrative la stragrande maggioranza degli elettori ha scelto il popolo (sic) della libertà (com’era quella vecchia canzone? “libertà di esser sfruttati…”), e soprattutto del fatto che, se pure la lista del cavaliere tessera P2 1816 s’è mantenuta sui valori precedenti, chi ha vinto e stravinto è stata (quelle horreur, direbbero i nostri vicini d’Oltralpe) la Lega.
Già, la Lega. La Lega di Bossi (quello che aveva proposto impunemente di usare al cesso la bandiera italiana), di Calderoli (quello che dice che non sa che farsene della napoletana Noemi Letizia, dato che ci sono tante belle padane) , di Maroni (che da ministro dell’interno vuole le ronde e non stanzia fondi per la polizia di stato) e di Borghezio (quello che da giovane era in Ordine Nuovo ed oggi suggerisce ai giovani destrorsi francesi che il trucco per vincere in politica è di fare finta di non essere fascisti ma di puntare tutto sulla tradizione). La Lega che vent’anni fa voleva i terroni via dal ricco Nord e oggi vuole i negher e gli stranieri in generale via dall’Italia intera; la Lega che tanto voleva la secessione da Roma Ladrona e oggi siede al governo nazionale e detta legge su ogni cosa, da nord a sud; la Lega che è da anni che organizza le “ronde” come milizia di partito ed oggi sta realizzando questo progetto con il benestare governativo (quando mai Silvio dice di no ad Umberto?).
Ma non è dei vincitori che vogliamo parlare, bensì dei vinti, di quella tanto vituperata “sinistra radicale” (che orrida, nonché inesatta, definizione), che tanto per cambiare ha perso le elezioni.
Leggendo qua e là nei vari blog di commento ai risultati elettorali abbiamo letto un po’ di tutto: che è colpa di Ferrero che non ha voluto proseguire nella strada proposta da Vendola (dove ci si dimentica di dire che era la scelta della maggioranza del partito di non proseguire nel progetto Sinistra arcobaleno, visti gli esiti sconfortanti dell’anno scorso); oppure che è colpa di Vendola che ha creato una nuova formazione con altri che se fossero stati uniti alla lista anticapitalista si sarebbe raggiunto il quorum (senza considerare che il risultato elettorale sconfortante della sinistra arcobaleno di cui sopra); ed ancora che l’unica soluzione sarebbe di entrare tutti nel PD e costituire “un’ala sinistra” al suo interno (ciò ci ricorda il vecchio metodo “entrista” dei trotskisti nel PCI, però bisogna considerare che oggi il PCI non è il PD e neppure i “volontari dell’ala sinistra” hanno molto a che vedere con i trotskisti di una volta) ed abbandonare una volta per tutte il simbolo della falce e martello. Proposta indecente, anche perché portata avanti da personaggi politici che hanno passato gli ultimi dieci anni a dirigere un partito comunista facendo di tutto per cancellarne questa identità, praticamente per distruggerlo. Perché non sarebbe stato sufficiente l’uso spropositato del termine “comunista” che ne ha fatto ed ancora ne fa il cavaliere tessera P2 1816, la grossa responsabilità va a tutti i pentiti della sinistra che, con la scusa di volere “riconoscere i propri errori” si sono preoccupati più di demolire l’ideale comunista e progressista (resistenza antifascista compresa) che non di mantenere viva una coscienza di classe.
E qui secondo noi sta il clou del problema: dopo tanti anni di criminalizzazione di tutto ciò che è stato ed ha fatto il comunismo, di condanna e disprezzo della cultura di sinistra, il progetto DS (cioè Distruzione della Sinistra) è riuscito a fare in modo che la sinistra comunista non esista praticamente più perché anche i suoi militanti (i pochi rimasti) si vergognano di confessarsi tali.
Perché oggi ben pochi sanno cosa rappresenti il “comunismo”, cosa significhi essere o sentirsi “comunisti”, ma si è arrivati ad una situazione tale che chi ancora si riconosce o pensa di riconoscersi in certi ideali si trova di fronte ad interlocutori che pur non sapendo con esattezza cosa significhi “comunismo”, danno per scontato che è una cosa negativa, al punto da considerare il termine come un insulto.
Illuminante a questo proposito la registrazione di una trasmissione radiofonica (si trova in Youtube) con il dialogo tra il conduttore Fabio Volo ed un ascoltatore che gli aveva dato del “comunista”. Volo gli chiede: dato che io non sono comunista, cosa intendi tu per comunista, e l’ascoltatore dopo alcuni minuti di mmmahhh, bbbohhh, uuuuhhhh chiarificatori (della pochezza intellettuale della persona) gli spiega di avergli dato del “comunista” così come avrebbe detto “interista”: per insultarlo (si noti che questo tipo di ragionamento concepisce la diversità come un insulto: tu non sei come me quindi uso la tua identità per insultarti).
Tornando al problema della sconfitta della sinistra, il fatto è, secondo noi, che non solo si è persa la cultura di sinistra, ma si perso anche l’orgoglio di essere di sinistra. Ci si vergogna di dire che essere comunisti significa difendere i diritti dei lavoratori, garantire a tutti un lavoro sicuro, giustamente retribuito e dignitoso; significa lottare per eliminare le disuguaglianze, garantire a tutti, anche ai meno abbienti, il diritto all’istruzione, alla casa, alla sanità ed all’assistenza; significa impedire che vengano prevaricati i diritti di tutti per garantire l’interesse economico di una minoranza; significa essere contro le guerre ed anche difendere il pianeta in cui viviamo, perché l’inquinamento e la devastazione ambientale sono frutti del capitalismo e dell’imperialismo e non del comunismo.
Cosa c’è da vergognarsi nel volere tutto questo? Come se fosse più eticamente valido discriminare le persone, sfruttare i lavoratori facendoli morire perché non vengono rispettate le minime norme di sicurezza, saccheggiare i paesi extraeuropei sbattendo in faccia agli sfruttati le “bellezze” del nostro Occidente civilizzato cosicché costoro si convincono che la cosa migliore che possono fare è venire allo sbaraglio a cercare fortuna nei nostri paesi, dove se vengono accolti (e non ributtati a mare) cadono nelle braccia della criminalità organizzata o vengono nuovamente sfruttati come lavoratori sotto pagati, merce di scambio per mantenere l’iniquità sui posti di lavoro e per tenere alta la tensione sociale che vede gli immigrati come criminali.
Perché è questa la nostra società del benessere, la libertà auspicata dal Cavaliere tessera P2 1812, lo status quo che stanno difendendo coloro che ci governano e quelli che li sostengono, dalla leader di Confindustria che dice che adesso abbiamo smesso di giocare ed è giunto il momento di fare sul serio, fino al presidente del consiglio che parla di progetti eversivi contro di lui ed invita al boicottaggio pubblicitario contro gli organi di stampa che lo criticano.
Ecco, quello che per noi non è comprensibile è come sia possibile in questa situazione di emergenza democratica, vergognarsi di essere comunisti, dato che da sempre i comunisti sono stati coloro che hanno lottato contro il fascismo ed a volte sono anche riusciti a sconfiggerlo.
Dove sono finiti? Forse sarebbe il momento di recuperare i vecchi manifesti con lo slogan “orgogliosamente comunisti”, invece di tirare i remi in barca, afflosciarsi e lasciare l’opposizione a Di Pietro e Franceschini o, peggio, a qualunquisti prevaricatori come i seguaci di Beppe Grillo.
AIUTO!
Facile da dire, ma in pratica a chi possiamo chiedere aiuto, noi ultimo residuato di cittadini italiani ancora inclini alla democrazia ed al buon senso?
(Vi avvisiamo a questo punto che quanto state leggendo, se lo leggete sul nostro sito, potrà venire distrutto in qualsivoglia momento, stante quanto previsto dalla nuova legge in materia di “sicurezza”:
articolo 50 bis: \"Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet\". “Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell´interno, in seguito a comunicazione dell´autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l´interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine”).
Per le migliori battute del Cavaliere tessera P2 1816 vi rimandiamo al nostro inserto cabarettistico, qui non parleremo dell’esteriorità, che si può tranquillamente accantonare come lo specchietto per le allodole che vengono distratte con questo sistema da ciò che è effettivamente importante e che richiederebbe una riflessione più approfondita. Qui vogliamo appunto parlare della “polpa” politica, di ciò che veramente accade e dei rischi che effettivamente corriamo.
Dunque, al momento in cui andiamo in stampa la situazione (che è in evoluzione continua) è la seguente: il Cavaliere tessera eccetera ha denunciato che è in atto un progetto eversivo contro di lui, che bisogna far tacere l’opposizione (gratta gratta questo è il senso dei suoi attacchi a Franceschini e alla “Repubblica”), che l’elettorato gli ha dato ragione alle amministrative e che la scarsa partecipazione al voto europeo è motivata dal fatto che gli italiani hanno capito che l’Europa è una gabbia che opprime la libertà dei cittadini.
Nel frattempo si è deciso che in concomitanza con il G8 si ripristinano i controlli alle frontiere (per evitare rischi con i terroristi internazionali, ovviamente, mettete che arrivi Bin Laden con il suo passaporto arabo al confine italo-sloveno), per circa un mese in cui i cittadini non saranno più liberi di circolare nell’Unione europea e tanto per dimostrare che il pericolo “terrorista” c’è, sono stati condannati a pene decisamente pesanti, per non avere commesso sostanzialmente alcun crimine, salvo una non ben dimostrata associazione sovversiva, i “neobrigatisti” arrestati alcuni anni fa, poco prima delle elezioni, e sono anche stati “colti sul fatto” altri “brigatisti” che avrebbero avuto in previsione di fare non si sa cosa ma che comunque avevano in dotazione armi che, dalle foto diffuse in rete, sembravano più pezzi da museo che un pericolo per l’incolumità pubblica.
A questo punto diamo la parola a Paolo Dorigo:
Perché hanno fatto coincidere la sentenza di Milano, il \"blitz\" di Roma e Genova con le armi arrugginite, e le esternazioni di Berlusconi sull\' \"attacco eversivo\" alla sua persona ?
Perché NEL TEATRINO VIRTUALE E FALSO degli scienziati Goebbelsiani della mafia al potere, occorreva legittimare il tentativo di instaurare in Italia (ridicolo:internet è mondiale) la \"censura\".
Forse il linguaggio di Dorigo è un po’ colorito, ma pensiamo che nell’insieme ci abbia azzeccato.

giugno 2009

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