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Grillo, Giù Le Mani Dal 25 Aprile!

GRILLO, GIÙ LE MANI DAL 25 APRILE!

Il noto comico autoproclamatosi santone del neo-qualunquismo italiano Grillo Giuseppe in arte Beppe ha deciso di impadronirsi, “sputtanandola”, di un’altra data storica (dopo avere usato quella dell’8 settembre) per la sua politica di distruzione del senso civico della cittadinanza: ha infatti dichiarato che il 25 aprile sarà un altro “vaffa” day, cioè il giorno della “liberazione” dai giornalisti (veramente lui dice il giorno della “libera informazione in libero stato”, ma tant’è).
In sostanza l’idea di Grillo è la proposta di tre referendum abrogativi: per abolire i finanziamenti pubblici all’editoria, l’Ordine dei giornalisti e la legge Gasparri. I primi due sono vecchi cavalli di battaglia dei radicali, fautori dell’ultraliberismo sfrenato e della deregulation totale: ma dobbiamo ricordare ai vari Grilli squittenti che il referendum per abrogare l’Ordine dei giornalisti, oltre ad essere appunto un’idea vecchia è anche sempre stato bocciato dalla magistratura al momento della valutazione della sua legittimità.
Ma, al di là del fatto che non si comprende perché gente che non pratica il giornalismo, non si occupa di informazione e non sa cosa significhi essere giornalisti debba decidere dell’esistenza o meno di un ordine professionale che non li riguarda (se qualcuno proponesse di abrogare, ad esempio, la Confartigianato, come reagirebbero i diretti interessati, cioè gli artigiani, e la stessa opinione pubblica?), questa idea rappresenta la classica demagogia stracciona di coloro che, convinti che la professionalità non significhi nulla perché tutti possono fare di tutto, ritengono che una categoria di lavoratori è una “casta” e come tale vada combattuta, senza considerare che cosa significhi in realtà un ordine professionale.
Vi sono professionisti che devono rispettare, oltre le leggi dello Stato, anche dei codici deontologici: così per i medici e per gli avvocati, ed anche per i giornalisti, che, se iscritti all’Ordine, sono tenuti a rispettare il codice deontologico professionale. Se non lo fanno vanno incontro a sanzioni ed anche all’espulsione; perché, anche se non sempre il comportamento irrispettoso del codice deontologico configura un reato penalmente perseguibile, dato che alcuni argomenti andrebbero trattati con una certa delicatezza visto che coinvolgono soggetti particolarmente deboli (minori, persone sofferenti…) il comportamento irregolare di un giornalista può provocare anche dei danni molto gravi. È giusto quindi che vi siano dei paletti da far rispettare a chi fa questa professione.
Cosa vuole Grillo, rincorrendo la già vista demagogia radicale? Vuole una totale deregulation della professione giornalistica, che significa sia il mancato controllo su quanto e come viene pubblicato, sia la fine delle garanzie che tutelano la professione del giornalista (quante volte un reporter rischia anche in proprio per fare una buona informazione? e non solo in zone di guerra).
Perché, a quanto sembra, l’informazione che piace a Grillo ed ai suoi sodali è quella che si trova in rete: la bramosia di protagonismo che si esprime nei filmini più o meno cretini messi su Youtube perché tutti abbiamo la possibilità di filmarci col telefonino mentre facciamo di tutto, dal picchiare i compagni di scuola a quando votiamo; oppure la partecipazione ai blog dove tutti, anche se non capiscono niente di quello di cui parlano, pontificano ugualmente, con la pretesa di fare informazione ed opinione, strafregandosene se il tutto si limita ad uno sproloquio ignorante ed aggressivo, spesso con estremi toni di volgarità gratuita, con la scusa che “abbiamo tutti il diritto di dire la nostra opinione”.
Del resto che cosa ci si può aspettare da un Grillo, il cui messaggio politico è “vaffanculo”, i cui seguaci scendono in piazza con l’eloquente striscione “vaffanculo” e vengono istigati alla “lotta” al grido di “vaffanculo” tirando su le mani a “V” nel senso di “vaffanculo”. Questo il significato dei “V day”, questo il “rinnovamento” di Beppe Grillo.
Al di là di ogni giudizio di merito, cioè che spronare la gente ad essere incolta, volgare ed aggressiva non può che portare del male alla società, la cosa che ci dà più fastidio è che Grillo abbia scelto la data del 25 aprile per queste sue porcate. Il 25 aprile ha un significato preciso, è la ricorrenza di tutti coloro che scelsero, anche a prezzo della propria vita, il rinnovamento, la democrazia, la liberazione dal fascismo e dalla sua cultura di prevaricazione. Nulla a che fare con Grillo ed i suoi “vaffa”: esterni pure Grillo, “vaffino” pure i suoi pecoroni. Ma lo facciano in un altro giorno, non nel giorno in cui si ricordano i martiri antifascisti, caduti per colpa di persone che, come i grillisti oggi, ritenevano allora che la prevaricazione aggressiva ed impolitica sia l’unica dialettica possibile. Perché noi il 25 aprile lo celebreremo, come sempre, nei luoghi della memoria, e non ci piace vedere gente “vaffare” a destra e a manca proprio in questo giorno.

Aprile 2008













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