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      Mučeniška Pot


I Nove Italiani Nove.

Il 5 aprile scorso alla sede Rai di Genova è stata recapitata una busta contenente polvere nera (sembra esplosivo) ed una lettera di minacce. Stringatissimi i comunicati stampa, ma nel sito del quotidiano online
http://affaritaliani.libero.it/cronache/brigate-rosse-genova050412.html?... viene invece pubblicato il testo della lettera, inframezzato da alcuni commenti.
Il sito specifica che la nota è stata scritta con “una vecchia macchina da scrivere Olivetti, il modello utilizzato dai rivoluzionari degli anni ‘70, e i bigliettini hanno uno stile molto simile a quelli delle Brigate Rosse degli anni Settanta e Ottanta”, e che sia la busta sia i due “fogli dattiloscritti redatti in maniera fittissima” portano l’intestazione di una società con sede a Roma in via Aurelia, la Saber srl.
Prima di passare al testo facciamo un paio di osservazioni: si parla prima di “bigliettini” e poi di “fogli”: considerando che la carta intestata di solito non è in formato “bigliettini” e considerata pure la lunghezza del testo, non si comprende il senso di scrivere “bigliettini” in prima battuta; inoltre, come vedremo, lo stile del testo può ricordare tantissime cose, ma sicuramente non le risoluzioni strategiche delle Brigate Rosse. Poi, relativamente all’accenno al “modello” di macchina per scrivere “utilizzato dai rivoluzionari”: quali rivoluzionari, viene da chiedersi, le BR usavano una testina rotante, ma qui non si sa se la macchina era a testina rotante o manuale.
Infine un particolare oscuro: cercando la Saber srl a Roma si trova (http://it.nomao.com/15852391.html) un albergo in via della Stazione Aurelia 99, ma nelle Pagine bianche in via della Stazione Aurelia 99 si trova solo una “Cuore verde srl”.
In Italia vi sono svariate Saber srl: una a Pinerolo (TO), una a San Quirino (PN), una a Traona (SO)… dedite a svariate attività, dall’edilizia alle porte blindate, dai mobili alle pompe elettriche per refrigeratori.
Ciò detto, passiamo a leggere il testo della lettera, così come pubblicato su affaritaliani.

< Si annunciano nuovi atti dimostrativi: \"Farete la fine di Falcone e di sua moglie Francesca Morvillo\". Tra le righe molti gli attacchi ai partiti e alle banche: \"Affamate la gente. Bisogna eliminarvi\".
\"Non siamo sposati, non abbiamo figli, non abbiamo mutui da pagare, non abbiamo nulla da perdere. Siamo pronti a liberare l\'Italia da questa feccia dei partiti e dalle banche\". Nel testo si attacca tutta la grande imprenditoria, con una curiosa eccezione a favore di Tod\'s e Della Valle: \"Lui è uno dei pochi che fa gli interessi dei lavoratori\".
\"Se pensiamo che con circa 400 kg si possono distruggere 50 metri di autostrada compreso ciò che vi transita, fatevi i vostri calcoli sapendo che noi abbiamo 675 kg. Non siamo come coloro che negli anni Settanta seguivano le folli sentenze in nome del nulla e lasciavano volantini in cabine telefoniche. Noi ciò che andremo a fare lo anticipiamo sicuri di non pregiudicare il nostro programma. Non abbiamo nulla contro la magistratura e contro gli imprenditori, quelli grandi e che bene o male danno da mangiare al popolo: Della Valle, Benetton, Ferrero, Agnelli. Noi andremo a scremare quella classe che con il loro stipendio, bonus, ingaggio, pensione e soprattutto pseudocapacità di fare qualcosa per questo Paese per primo pensano al vile denaro, alla loro posizione e a quella delle loro generazioni future. E poi, infine e forse, anche al bene dell\'Italia\".
L\'attacco alla classe dirigente è fortissimo: \"Questi sono il cancro, il disonore, la presa per il culo per circa 60 milioni di italiani, paurosi e pecoroni, incapaci di reazione alcuna. Terrorizzati dalla possibilità di perdere il loro niente col quale vanno avanti. Noi siamo nove che stanno fuori dal branco, che cantano fuori dal coro con una fortuna sola: la pensiamo tutti allo stesso modo fino alla fine del nostro programma. Niente cellulare, niente bancomat, niente carte di credito, nessun figlio a casa che patirà la fame e la vergogna a causa nostra, niente mutuo non pagato che ci fa perdere la tanto agognata casetta, nessun Capo, nessun servo. Siamo pronti al sacrificio. E non è presunzione ma contro di noi lo Stato arriverà sempre secondo come sempre è arrivato secondo\".
Il gruppo descrive un altro elemento della propria formazione: \"Noi non abbiamo nemici, questa è la nostra forza. Attenti a tutto quello che è successo negli anni, silenziosamente presenti. Abbiamo imparato ciò che si doveva dalla Renault 5 di via Caetani. Sempre solo pronti a imparare e mai a giudicare. La formula di colpirne quindici per educarne 1500 non l\'abbiamo inventata noi, ma è stata scritta duemila anni fa da italiani e molto, molto messa in pratica. Meditate, gente cara. Non è segno di arroganza e nemmeno una sfida alle forze dell\'ordine. Quattro di noi hanno indossato varie divise e hanno visto il film anche dalla cabina di proiezione, ma noi siamo sicuri che non riuscirete a proteggere coloro che abbiamo nel nostro mirino. Per un semplice motivo: non sapete né dove, né quando colpiremo\".
Le minacce si fanno più circostanziate: \"Non sprecheremo certo 675 chili di esplosivo piazzandolo in piazza Montecitorio. Ci verrebbe anche facile ma non siamo stragisti come lo Stato italiano dagli anni \'70 a oggi. Tutte operazioni chirurgiche le nostre, \"one by one\". E poi infine visto che non vogliamo essere catalogati come \"parolai\" e \"farneticatori\", non faremo ritrovare il volantino \"del caso\" in una cabina telefonica. Noi faremo semplicemente un bel botto umilmente da un chilogrammo e poi starà a voi moltiplicare per 675 volte\".
Il discorso passa poi in prima persona: \"C\'è voluto molto, temo troppo, tempo a mettere assieme dieci persone. Ci manca molto uno di noi, passato a miglior vita. E\' stato colui che ha dato un apporto importante per ciò che riguarda l\'approvvigionamento del materiale in nostro possesso. Era il nostro artificiere capo. Siamo rimasti in nove: un chimico, un tecnico elettronico, un informatico, un perito meccanico, tre militari, un campione di tiro e un esperto di armi. Non abbiamo timore di non esserci presentati prima. Quello che conta è il filo che ci sostiene e ci porta avanti. Siamo tutti anonimi cittadini seri, non iscritti a partiti, assolutamente anarchici al massimo livello in totale disaccordo con ciò che sono stati i vari gruppi armati che hanno calpestato la nostra penisola: Br, Nar eccetera eccetera. Schifati certamente dalle varie logge massoniche e contro perfino lo sventato e mai iniziato golpe borghese, da piazza Fontana al povero Marco Biagi. Noi non saremmo mai andati sui regionali a sparare a chi sta facendo il proprio dovere per 1550 euro o a sterminare ignari e innocenti viaggiatori sia sull\'Italicus sia alla stazione di Bologna\".
Ecco invece qual è l\'obiettivo: \"E\' molto più attuale, composto da emeriti delinquenti che si sono già mangiati pezzi d\'Italia e con il loro stipendio e i soldi che continuamente rubano si potrebbero certamente raddoppiare la pensione attuale a tutti gli italiani indigenti e ne avanzerebbe ancora. Emeriti delinquenti che veramente è provato da noi personalmente si accordano per non toccare assolutamente il loro stipendio e i loro privilegi ma poi pubblicamente fanno l\'altra parte di commedia, quella di pensare al popolo, ma non è così. Ricordatevi che tre di noi hanno visto il film dalla cabina della proiezione. Noi non leggiamo i giornali che tra le righe della cronaca cercano di inculcarci strane idee e tutte sbagliate\".
Poi attaccano il finanziamento pubblico ai partiti: \"E\' uno dei primi cancri dell\'Italia, ma che tutti i partiti usano per la loro posizione. Ladri con titoli accademici dello Stato italiano. Crediamo che dopo il lavaggio, coloro che si avvicenderanno al posto dei mancanti siano così lungimiranti da pensare di imparare la lezione e ogni tanto meditare sul fatto che se il nostro gruppo rimanesse sempre attivo potremmo rimuoverli senza attendere elezioni di alcun tipo. Siamo sicuri che mentalmente qualcuno, qualche milione ci farà un elogio se non un virtuale monumento poiché se qualcuno non comincia mai non si cambierà mai. E non vorremmo mai che la compagnia si ingrossasse molto. Noi a Cuba siamo stati ma sempre a imparare, e soprattutto ad ascoltare le strazianti storie vere degli anziani e di questo abbiamo fatto tesoro\".
Il volantino si chiude con una vera e propria dichiarazione di guerra: \"Siamo schifati del momento politico italiano. Siamo convinti che serva un bel botto dimostrativo di quelli che serve molto tempo per poterlo dimenticare e e e e. Scagliamo la prima pietra, non perché siamo senza peccato ma perché i destinatari delle pietre sono colpevoli di essersi mangiati l\'Italia. I destinatari di questo scritto non sapranno mai il nome degli altri destinatari ma si spera che di ciò facciano l\'uso discrezionale che credono. Noi ci faremo sentire, in guerra tutto è lecito per noi. E\' guerra, vinca il migliore\" >.

E la firma sarebbe: “Gruppo dei Nove Italiani Nove”.
Dunque ci troviamo di fronte ad una lettera di mitomani o ad una lettera di provocatori? Posto che una cosa non esclude l’altra, ci troviamo di fronte ad un segnale di pericolo?
Consideriamo (e su queste pagine lo abbiamo scritto più volte) che il momento è difficile e potrebbe presentarsi una nuova strategia della tensione, come accade sempre in Italia quando la situazione politica non è stabile. Consideriamo il linguaggio, ricco di riferimenti esoterici più che non politici, e di strani messaggi nello stile del chi vuole intendere intenda.
Inseriamo a questo punto l’intervento dell’avvocato triestino, Marco Barone nel suo blog:
http://baronemarco.blogspot.it/2012/04/minacce-di-attentati-ai-politici-ecco.html.

< A volte le coincidenze lasciano riflettere.
Rientro a casa, dopo aver visto il film \"Romanzo di una Strage\", con tutte le critiche del caso, e leggo su indymedia , un comunicato pubblicato su affari italiani.it.
Si parla di minacce ai politici, si parla di esplosivo, si parla di una nuova possibile strategia della tensione.
La cosa che più mi ha sorpreso sono delle indicazioni chiare emerse all\'interno del comunicato.
Indicazioni che mi hanno spinto ad effettuare una ricerca attraverso la quale sono giunto a delle possibili conclusioni.
Andiamo per ordine, si per quell\'ordine che è caro a quei soggetti che si celano dietro quel comunicato.
1) In data 5 aprile viene spedita alla sede della Rai di Genova situata in Corso Europa, 125, una lettera, con polvere di esplosivo.
2) Si fa riferimento alla Strage di Capaci, accaduta il 23 maggio nonchè a quella di Borsellino, il 19 luglio,e Moro ucciso nel mese di maggio.
3) Si definiscono come i 9 italiani, anche se dicono che all\'inizio erano in 10, e di possedere 675 kg di esplosivo.
4) dicono che con 400 kg di esplosivo possono distruggere 50 metri di autostrada.
5) Affermano che Abbiamo imparato ciò che si doveva dalla Renault 5 di via Caetani. Sempre solo pronti a imparare e mai a giudicare. La formula di colpirne quindici per educarne 1500 non l\'abbiamo inventata noi.
6) Affermano che: Siamo rimasti in nove: un chimico, un tecnico elettronico, un informatico, un perito meccanico, tre militari, un campione di tiro e un esperto di armi.
7) Ed ancora: Noi non saremmo mai andati sui regionali a sparare a chi sta facendo il proprio dovere per 1550 euro.
8) concludono con E\' guerra, vinca il migliore.
Cosa notate di strano?
Il 5.
Sì, il numero cinque si ripete sempre, sia come multiplo che non, sia come riferimento al mese vedi maggio, o come somma numerica(23 maggio Falcone, 19 luglio Borsellino, 9 maggio Moro) ecc.
Anche nell\'errore voluto della Reanult 5 dove venne trovato Moro che in realtà era la Renault 4.
Esiste una legge, a cui si richiama un movimento, la c.d Legge dei Cinque
La Legge dei Cinque è riassunta a pagina 00016 del Principia Discordia:
«La Legge dei Cinque dice semplicemente che: Tutte le cose succedono a cinquine, sono divisibili per o multiple di cinque, oppure sono in qualche modo diretto o indiretto riconducibili al numero cinque. La Legge dei Cinque non è mai sbagliata. »
Mi riferisco al discordianesimo.
Dicono di essere i 9 italiani in sostanza anonimi, quindi sconosciuti.
E guarda caso esiste un romanzo, I nove sconosciuti o I nove ignoti (titolo originale The Nine Unknown) del 1923 dello scrittore fantasy Talbot Mundy, che sono una immaginaria società segreta ed è,quel libro, riferimento proprio per questo tipo di movimento.
Altra coincidenza, se così vogliamo chiamarla, è uno dei principi, ben applicati, ovvero: “Un Discordiano Deve Sempre usare il Sistema Discordiano Ufficiale di Numerazione dei Documenti.”
Così è stato, con la ripetizione del 5 nelle sue varie connotazioni.
Altro elemento sono le figure: Secondo i Principia Discordia è una tribù di filosofi, teologi, maghi, scienziati, artisti, pagliacci e simili maniaci, intrigati dalla dea della confusione Eris e dalle sue azioni.
E loro dicono di essere: un chimico, un tecnico elettronico, un informatico, un perito meccanico, tre militari, un campione di tiro e un esperto di armi.
Tanto detto, siamo innanzi ad un nuovo gioco pericoloso, maniacale, oppure si rischia veramente qualche attentato?Oppure lanciano qualche messaggio? Vista la strana coincidenza che ha riguardato, a livello temporale, l\'omicidio di Falcone, Borsellino, Moro? Il 5 ritorna sempre.
Cosa ci vogliono comunicare?
Ovviamente sono il primo ad augurarmi di aver compreso male il tutto, ma le indicazioni sono queste e se ci sono arrivato io, visto che in sostanza si sono firmati con tutte le indicazioni emerse e che ho evidenziato, probabilmente ci arriveranno anche le autorità di questo Paese.
L\'esplosivo contenuto nella lettera sembra di capire che era reale e non astratto.
Il tempo risponderà >.

L’interessantissimo e puntuale intervento di Barone ci fornisce qui alcune tracce su cui proseguire le indagini.
Cominciamo con il romanzo di Talbot Mundy (che non sembra essere stato tradotto in italiano), The nine unknown.
In http://it.wikipedia.org/wiki/I_nove_sconosciuti leggiamo che il romanzo fa riferimento ad una immaginaria società segreta, che peraltro viene citata in svariate opere sull’occultismo, e della quale è stato scritto che “tale leggendaria società segreta sarebbe antica di due millenni e sarebbe stata istituita dall’imperatore indiano Ashoka verso il 270 a.C.” (così Pauwels e Bergier ne “Il mattino dei maghi”, Mondadori 1988).
Wikipedia prosegue scrivendo che i “teorici del complotto” considerano i “Nove sconosciuti la più antica e potente società segreta del mondo”, mentre “sostenitori della teosofia” credono che “siano una organizzazione reale che lavora per il bene del mondo”.
Ed ancora leggiamo che “nella finzione letteraria si suppone che ognuno dei Nove sia responsabile della custodia e della valorizzazione di un singolo libro”, ciascuno dei quali copre “uno specifico argomento di una conoscenza potenzialmente pericolosa”.
Quali sono questi argomenti? Già il primo è tutto un programma: “propaganda e guerra psicologica”, seguono “fisiologia” con le istruzioni di come eseguire il “tocco della morte”, microbiologia, alchimia, comunicazione (anche con gli extraterrestri), gravitazione (con istruzioni per costruire “oggetti volanti non identificati”), cosmologia (viaggiare nello spazio, nel tempo, in universi paralleli), luce (come variare la velocità della luce e come utilizzarla a fini militari), sociologia (regole sull’evoluzione delle società e previsione della loro caduta).
La terminologia “Nove Italiani Nove” ci ha richiamato alla mente un romanzo giallo, il “Nove volte nove” di Anthony Boucher, pubblicato negli Stati Uniti nel 1940 (Classici del Giallo Mondadori n. 652, 1992), che descrive una immaginaria setta esoterica filonazista (considerate il momento storico in cui è stato scritto), il cui capo sostiene di essere l’Ebreo errante, ma quando deve lanciare un anatema dice di “scagliare il Nove volte nove”, dove i Nove sono Gesù, Gautama (cioè Buddha), Confucio, Elia, Daniele, San Germano, Giuseppe, Platone e Krishna.
In una nota all’inizio del racconto l’autore scrive che “non esisteva, al momento in cui scrivevo, alcun culto a Los Angeles denominato il Tempio della Luce, anche se sa Dio cosa potrebbe esserci prima che il libro venga pubblicato”. Ricordiamo che durante la Seconda guerra mondiale negli Stati Uniti vi era un grosso movimento d’opinione favorevole alla Germania nazista.
Vi sono alcuni romanzi che citano i Nove sconosciuti, romanzi di “riferimento” per il “movimento discordiano”. E qui passiamo ad un altro link: http://www.anticorpi.info/2012/01/la-realta-e-il-rorschach-originario-il.html dove scopriamo che questo “movimento”sarebbe “una religione satirica o parodistica incentrata sul culto di Eris, dea Greca del caos nota ai latini come Discordia, e fondata nel 1957 da Greg Hill. La religione parte dall’idea che il caos sia tutto ciò che esiste, e che sia il disordine che l’ordine siano illusioni imposte su di esso”, ed avrebbe come “libro sacro” i “Principia discordia” sempre redatti da Hill.
Ancorché presentata come una faccenda goliardica e sostanzialmente ironica, vediamo che i membri di questa “religione” si dividono in legionari e sacerdoti, di vario grado, ed al vertice hanno un papa. Il loro operare deve sempre seguire la Legge del Cinque, quella di cui ha parlato Barone, dove tutte le cose succedono a cinquine. E pertanto la Renault da 4 diventa 5 ed il motto colpirne 1 per educarne 100 diventa colpirne 15 per educarne 1500; ed alla fine si legge “dimenticare e e e e”: 5 e.
Paranoia? Monomania? Complottismo? Come ogni volta in cui abbiamo a che fare con questioni esoteriche ci domandiamo fino a dove arriva lo scherzo, la goliardia, e dove inizia il fanatismo, e quindi il pericolo. Barone ha sviscerato la questione del 5 nel documento dei misteriosi Nove sconosciuti, ma dobbiamo ricordare che il numero 9 è il quadrato di 3 e 3 è numero massonico per eccellenza, così come il concetto dell’ordine che nasce dal caos è un principio basilare della massoneria.
I Nove si dicono anarchici, ma l’anarchismo è un’altra cosa. Forse potrebbero inserirsi in quel movimento detto anarcocapitalismo, che prevede sì l’estinzione dello stato ma allo scopo di affidare la gestione della cosa pubblica al padronato e non al popolo.
Vediamo poi ancora un particolare: “noi faremo un botto da un chilogrammo” e poi saranno i destinatari del messaggio a “moltiplicare per 675 volte”. Come dire: noi ti colpiamo, Stato, una volta, e tu colpirai 675 volte tanto?
Dicevamo prima che la situazione non è tranquilla, il potere non si sente sicuro, il malcontento cresce e non esiste la sicurezza di mantenere il controllo del territorio. Dalle manifestazioni e scioperi spontanei in difesa dell’articolo 18, alla lotta popolare della Val Susa, esiste un movimento, anche se non ancora bene organizzato che sta creando opposizione, quindi pericolo per l’operazione in corso di riassestamento dell’economia in senso più feudale che non capitalista.
D’altra parte in questo movimento d’opposizione che non ha ancora una propria identità definita si inseriscono organizzazioni e persone che non sono sicuramente di sinistra o progressiste, come Forza Nuova che si schiera contro la Tav e contro le banche, e così pure CasaPound, e tutti quei gruppi “comunitaristi” che mettono l’Europa dei popoli al di sopra di tutto e cercano alleanze con l’estrema sinistra.
E tra i firmatari a sostegno dell’appello a Monti di ripensare il progetto dell’alta velocità troviamo due dei fondatori della setta Ananda Marga di Verona, associazione che secondo un rapporto del ROS dei Carabinieri del 1996 (lo trovate anche a questo link: http://casarrubea.files.wordpress.com/2009/04/indagini-sulleversione-in-italia.pdf ) è descritta come una “struttura con estensione in vari Paesi ed obiettivi non soltanto filosofici e religiosi, ma anche rivoluzionari, con una struttura formata non soltanto di monaci ed adepti, ma anche da un servizio d’ordine e da regole molto rigide, di carattere quasi militare, cui erano costretti a sottoporsi gli adepti, con una simbologia nazista ed una partecipazione molto vasta di ex appartenenti all’organizzazione neo fascista di carattere eversivo, denominata Ordine Nuovo”. Ananda Marga, la cui organizzazione madre ha sede in India (in sanscrito significa “sentiero della beatitudine) è stata fondata nel 1955 da Prabhat Ranjan Sarkar noto come Shrii Shrii Anandamurti, ed avrebbe scelto, secondo un collaboratore di giustizia già inserito nell’ambiente dell’estrema destra eversiva, di basarsi su quell’ambiente per diffondersi nel territorio italiano, in quanto “la destra aveva sempre avuto una particolare attenzione per il mondo dell’esoterismo”. In Ordine Nuovo militava Elio Massagrande, per anni latitante in Sudamerica, il quale avrebbe fatto, sempre secondo il collaboratore di giustizia di cui sopra, da tramite per l’insediamento di Ananda Marga a Verona, ed avrebbe parlato dei suoi rapporti con il generale Adriano Giulio Cesare Magi Braschi, che fu addetto militare italiano in India tra il 1971 ed il 1975, “ cioè proprio nel periodo in cui Ananda Marga veniva esportata in Italia e, proprio nel veronese, ove il Magi Braschi aveva degli interessi”.
Per chi non lo ricordasse, Magi Braschi (uno dei pochi italiani decorati con la Croce di ferro germanica durante la Seconda guerra mondiale) è considerato l’ideatore della “guerra non ortodossa”, e fu tra i relatori del convegno organizzato dall’Istituto Pollio a Roma nel maggio (mese contraddistinto dal numero 5, se vogliamo tornare alla concezione discordiana) 1965, convegno ormai riconosciuto come il punto di partenza di quella che fu successivamente identificata come “strategia della tensione”.
A questo punto torniamo un attimo indietro, al primo libro dei nove libri dei nove sconosciuti, libro che tratta della guerra psicologica.
Forse saremo anche noi presi dalle “teorie del complotto”, però siamo d’accordo (unica cosa!) con Andreotti quando dice che a pensare male si fa peccato ma raramente si sbaglia, e pensiamo che a volte è meglio essere considerati allarmisti ma lanciare un segnale d’allarme ed in tal modo fare opera di prevenzione, che sottovalutare fatti che poi possono svilupparsi in modo irreparabile.
Non intendiamo quindi criminalizzare nessuno, ma vorremmo invitare tutti a tenere gli occhi aperti.

Aprile 2012 (dove, se sommiamo le cifre di 2012 otteniamo… 5!).

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