Articolo

      Mučeniška Pot


Il Capitano Francesco Mori a Postumia dal 1940 al 1945.

IL CAPITANO DEI CARABINIERI FRANCESCO MORI.
Spesso si legge che il generale dei Carabinieri Mario Mori, giÓ al comando del Ros e poi al Sisde, ed oggi ancora in giudizio per la presunta trattativa tra Stato e mafia, Ŕ originario della provincia di Trieste, in quanto nato a Postumia Grotte (Postojna), oggi in Slovenia. Come dovrebbe essere noto, Postumia fece parte della provincia di Trieste dopo l'annessione di una buona fetta della Slovenia (giÓ territorio austroungarico) all'Italia in seguito al Trattato di Rapallo, nonostante nella zona non vi fosse all'epoca alcuna presenza italiana autoctona ma solo sloveni.
Inoltre Mario Mori Ŕ nato a Postumia nel 1939 in quanto suo padre, il capitano dei Regi Carabinieri Francesco Mori (originario di La Spezia), era di stanza in quella cittadina, e comand˛ la locale stazione dal 1940 fino all'aprile 1945, quindi fino a fine guerra. Il nome del capitano Mori si trova inserito nell'elenco compilato dalle autoritÓ jugoslave comprendente persone per le quali veniva chiesto alle Nazioni Unite che fossero aperti nei loro confronti procedimenti per crimini di guerra. A Mori venivano contestati questi capi d'accusa: 24 persone arrestate, 18 internate in campi di concentramento, 5 torturate, 3 inviati al lavoro coatto, 2 rapine.
Di fronte alle altre accuse che troviamo nei fascicoli inviati alle Nazioni Unite per crimini di guerra, dove si parla di migliaia di morti, interi villaggi dati alle fiamme e devastazioni di vario tipo, queste accuse possono sembrare poca cosa, ma vogliamo osservare che Mori rimase al suo posto non solo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 (ed avendo giurato fedeltÓ al Regno d'Italia avrebbe dovuto seguire le direttive del Re e di Badoglio, non servire la Repubblica Sociale, nÚ tanto meno l'ex alleato germanico), ma anche dopo il 25/7/44, giorno in cui le autoritÓ del Reich decretarono lo scioglimento dell'Arma dei Carabinieri nel territorio dell'Adriatisches KŘstenland. Di conseguenza, dopo quella data Mori non poteva pi¨ essere considerato ufficiale dell'Arma, ma doveva essere stato inquadrato in qualche reparto collaborazionista. La maggior parte dei carabinieri che rimasero a collaborare con il nemico (ricordiamo che molti altri preferirono farsi internare nei lager - e vi persero la vita - per non venire meno al proprio giuramento alla Patria, mentre altri si unirono ai partigiani) furono inquadrati nella Milizia Difesa Territoriale, il corrispettivo della Guardia Nazionale Repubblicana nei territori d'occupazione tedesca.
Quindi, anche se le accuse al capitano Mori possono sembrare non eccessivamente gravi, resta il fatto che l'ufficiale abbia continuato a prestare la sua opera agli occupatori, nemici dello Stato italiano cui lui avrebbe dovuto obbedire. E perci˛ riteniamo avrebbe dovuto essere epurato, e non proseguire la carriera nell'Arma come se nulla fosse accaduto.
(documenti in Arhiv Slovenje, Lubiana, fascicolo 0529, 504 P).

maggio 2017

Questo articolo Ŕ stato letto 263 volte.

Contatore Visite