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      Mučeniška Pot


Il caso della Stella Rossa

STELLE E MAGISTRATI.

È notizia di cronaca che a Trieste un giovane era stato denunciato per vilipendio alla bandiera italiana in quanto, nel corso della manifestazione svoltasi sotto la sede della Rai nel febbraio 2005, in concomitanza con la trasmissione della fiction “Il cuore nel pozzo”, sventolava un tricolore con al centro una stella rossa. Franco Bandelli, consigliere comunale di AN, aveva denunciato il fatto alla DIGOS, che, nel trasmettere gli atti alla Procura, come dovuto, aveva stigmatizzato che il tricolore con la stella rossa era il vessillo della brigata Garibaldi. Il pubblico ministero, dottor Milillo, aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’indagato sostenendo l’originale tesi che il tricolore con la stella rossa non costituirebbe solitamente vilipendio, però nel caso specifico il vilipendio c’era.
Tesi questa evidentemente non condivisa dal magistrato giudicante, che ha archiviato la posizione dell’indagato.
Non avendo preso visione degli atti istruttori (cosa che ci ripromettiamo fare prossimamente) non siamo in grado per ora di comprendere meglio l’iter giudiziario. Però questo argomento ci ispira ad affrontare un altro problema, cioè la questione della criminalizzazione della stella rossa, che fa parte, è vero, della simbologia comunista, ma non solo, infatti vorremmo invitarvi a visitare il sito del Quirinale (www.quirinale.it/simboli/emblema/emblema-aa.htm) per prendere visione dell’emblema nazionale, costituito da una ruota dentata, un ramo di quercia ed uno di olivo ed una stella ROSSA. Trascriviamo di seguito parte della “lettura dell’emblema”:
“La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell’iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese”.
Dunque la stella ROSSA appartiene all’emblema della nostra Repubblica, piaccia o no ai suoi detrattori. Quindi pensiamo sia il caso di smetterla di criminalizzare il simbolo in quanto tale e smettere di chiederne la messa al bando, come sta accadendo negli ultimi tempi.

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