Articolo

      Mučeniška Pot


Il Caso di Luca De Biasio su Presunto Recupero Infoibati nel 1998.

PRESUNTO RINVENIMENTO DI INFOIBATI PRESSO REDIPUGLIA NEL 1998!

In uno dei vari forum di Indymedia dedicato alle foibe è apparso, datato 3 maggio 2004, il seguente messaggio che riproduciamo integralmente (e con tutti gli errori di battitura, sorry), a firma “Luca de Biasio”.

per quello sopra: sono speleologo e lavoro per il comune di gorizia:quando capita che alcuni cavi o alcune tubature scoppiano nelle cavita\'carsiche ci inviano a riparare il tutto.
Vista la nosta conoscenza degli anfratti carsici e dei suoi pericoli siamo stati piu\'volte mandati ad assistere truppe di soccorso alpino dei carabinieri quando veniva richiesto il loro intervento nei casi di \"rinvenimenti di cadaveri\".
il 17 maggio 1998 ci siamo calati con i carabinieri in un anfratto a 8 km dalla strada che conduce a Redipuglia:un cane di un cacciatore era spuntato da un anfratto riportando una tibia umana invece che il fagiano appena ucciso dal suo padrone.
in seguito ad una piu\'approfonita esplorazione degli anfratti attigui scoprimmo nelle seguenti 16 ore una cava foibica contenente 11 militari italiani,alcuni con insegne della RSI ma anche sanitari e un cappellano militare(questo fu\'il rapporto del comando dei carabinieri):la quasi totalita dei militari morti riportava le mani torte dietro la schiena e legate tramite filo spinato alle mani di un altro militare messo nella stessa posizione.Stessa metodolgoia era stata usata per legare le teste dei militari le une alle altre.
Ora essendo io un antifascista, da sempre di sinistra con genitori di sinistra posso solo dire che tale rinvenimento ha scioccato me ed i miei collaboratori.
Senza voler fare revisionismo alcuno mi preme far sapere al signore sopra che affermare che tutto cio\'sia solo\"una fregnaccia antibolscevica di pavolini\"sia come privarsi di una qualsiasi connotazione umana,cosa che infatti in un elemento che afferma cose del genere non puo\'che essere latente.
per concludere:se solo potessi a questo signore vorrei far vedere lo strazio impresso dalla calce carsica sulle facce mummificate dei torturati e far odorare il disgustoso odore di \"arancia in putrefazione\"che emanavano quei corpi.
chi vuole puo\'verificare il tutto negli atti depositati presso la caserma dei carabinieri di gorizia.
Luca de Biasio - Ente Monitoriaggio Cave e Anfratti Carsici

Ora, se nel maggio del 1998, quando era ben viva la campagna mediatica sui “processi agli infoibatori” e sui “crimini dei titini”, ci fosse stato effettivamente un recupero di tale genere da una “foiba” presso Redipuglia, si presume che la stampa ne avrebbe dato largo spazio (cosa che non è avvenuta). Inoltre, da quel poco di patologia che conosciamo, non ci risulta che un corpo “mummificato” possa odorare di “arancia in putrefazione”, dato oltretutto che a più di quarant’anni di distanza la putrefazione di un corpo è ben conclusa.
Dopo avere fatto alcune ricerche minimali (Internet e guide telefoniche…) e non avendo trovato traccia di alcun “Ente monitoraggio Cave e Anfratti Carsici”, abbiamo cercato Luca De Biasio per chiedergli chiarimenti, ma neppure qui abbiamo avuto fortuna: non conoscendo la residenza di questo signore non abbiamo potuto che andare a tentativi nell’Info 412, perché in un vecchio CD Rom con gli elenchi telefonici di tutta Italia del 1997, non abbiamo trovato alcuna utenza telefonica a nome Luca de Biasio.
In Internet abbiamo trovato un Luca de Biasio rappresentante dei Radicali friulani, ma senza altri dati che ci permettessero di contattarlo per chiedergli se è l’autore della missiva o no (qualora ci leggesse, gli saremmo grati se ci rispondesse, anche se solo per dirci che non ha nulla a che fare con la lettera sopra riportata). Quindi, vista l’impossibilità di raggiungere la fonte della notizia, abbiamo seguito un’altra strada e chiesto conferma, come indicato da de Biasio, ai Carabinieri di Gorizia.
Ecco il testo della lettera inviata nel novembre 2006.

Ho trovato nel sito di Indymedia una lettera firmata da un sedicente Luca De Biasio (nominativo che non ho trovato negli elenchi telefonici della regione), che sostiene di rappresentare un “Ente monitoraggio cave e anfratti carsici” (del quale neppure ho trovato recapiti o tracce), il quale De Biasio racconta un fatto riguardante il ritrovamento di corpi di militari della RSI che sarebbe avvenuto il 17 maggio 1998. Dato che non ricordo di avere letto a suo tempo una notizia del genere sulla stampa ed inoltre la ricostruzione del De Biasio non mi convince (egli parla di < disgustoso odore di “arancia in putrefazione” che emanavano quei corpi > che precedentemente ha definito “mummificati”, ma, da quanto mi consta, quando un corpo è in stato di mummificazione non emana più odore di putrefazione), e considerando che ha concluso la propria lettera (che allego alla presente) con le seguenti parole:
< chi vuole può verificare il tutto negli atti depositati presso la caserma dei carabinieri di Gorizia >,
chiedo cortesemente di avere conferma o smentita di quanto asserito dal sedicente signor De Biasio.

Questa la risposta che è pervenuta dal Comando dei Carabinieri di Gorizia.

in relazione alla Sua pregressa corrispondenza elettronica ed ordinaria, facente riferimento ad un presunto recupero di salme di militari italiani in un anfratto carsico asseritamente avvenuto nel 1998, Le comunico che la disamina degli archivi documentali, custoditi sia presso questo Comando che presso le unità organizzative dipendenti, non ha fornito alcun riscontro.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Gorizia

A questo punto possiamo trarre alcune conclusioni. Che il signor Luca de Biasio (ammesso che questo sia il suo vero nome) ha raccontato una quantità di fandonie, ma non solo: che nel suo sparare frottole a raffica si è permesso, per avvalorare le proprie bugie, di coinvolgere addirittura l’Arma dei Carabinieri quali garanti delle sue invenzioni, fatto questo che ci sembra particolarmente grave. Molto facile diffondere notizie false a questo modo, contando sul fatto che la maggior parte dei lettori dei forum di Indymedia non avrebbero cercato veramente conferma dai Carabinieri di Gorizia; abbiamo così visto come sia possibile, con scarsa fatica, creare ulteriori “leggende metropolitane” su un argomento, come quello delle “foibe”, che ha visto talmente tante invenzioni passate per verità storica che, nonostante gli sforzi di pochi ricercatori volonterosi, continuano a passare per oro colato.
E soprattutto ha tenuto a precisare, come ha fatto il sedicente de Biasio, di essere “di sinistra e con genitori di sinistra”, frase che è diventata una di quelle più in voga nei blog sulla questione delle foibe, evidentemente per mettere le mani avanti sulle castronerie che sta per dire in materia.

Febbraio 2007

Questo articolo è stato letto 2030 volte.

Contatore Visite