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Il Caso di Vinicio Lago

IL CASO DI VINICIO LAGO.
Una delle varie “bufale” in ambito storiografico che vengono più spesso ribadite dai propagandisti di destra è quella che riguarda la morte dell’ufficiale del CLN Vinicio Lago, avvenuta vicino ad Udine il primo maggio 1945. Così scrive ad esempio il dottore (in biologia) Giorgio Rustia, quando tratta dei partigiani “bianchi” che sarebbero stati uccisi dai partigiani “rossi”:
“Si va dal caso del patriota Vinicio Lago, ufficiale del Regno del Sud, assassinato dai partigiani della Garibaldi Natisone il primo maggio 1945 alla periferia di Udine, che viene spacciato per ucciso dai cetnici, collaborazionisti dei nazifascisti”.
In effetti il testo curato dall’Istituto Friulano per la storia del movimento di liberazione “Caduti, dispersi e vittime civili dei comuni della regione Friuli-Venezia Giulia nella seconda guerra mondiale”, (Udine 1991) scrive che Lago fu ucciso da forze cetniche il primo maggio 1945, però se cerchiamo nel sito internet dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (anpi.it) leggiamo quanto segue.
Lago aveva l’incarico di “stabilire i contatti tra le formazioni partigiane operanti nella zona e il Comando alleato. Lago, che aveva assunto lo pseudonimo di Fabio, assolse brillantemente la sua missione ma, nei giorni della Liberazione, mentre con la sua radiotrasmittente si stava trasferendo a Trieste, incappò in una colonna tedesca in ritirata lungo la strada Udine-Palmanova. I tedeschi aprirono il fuoco contro l’automezzo sul quale viaggiava il giovane tenente e lo uccisero”.
Tale circostanza può trovare conferma in quanto scritto sulla rivista “Storia & battaglie” del dicembre 2003, che parla della ritirata della Panzerkompanie della Karstjäger da Cividale verso Udine, e furono coinvolti in scontri con partigiani presso il ponte sul torrente Torre.
Del resto, se andiamo a verificare i registri del cimitero triestino di S. Anna, troviamo che la salma di Lago fu traslata a Trieste per essere sepolta nel cimitero locale, e che la causa della morte fu indicata proprio come conseguenza delle ferite prodotte da una bomba anticarro.

Giugno 2006


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