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Il Maschilismo nella Canzone Italiana.

IL MASCHILISMO NELLA CANZONE ITALIANA.
Per una volta, lasciatemi affrontare un argomento leggero, voglio dedicarmi a sparare a zero contro alcuni cantautori nostrani che pure piacciono molto, anche alle donne.
Il primo che mi viene in mente è ovviamente Lucio Battisti, forse il più sessista e maschilista di tutti (ma bisogna ricordare che i testi glieli scriveva Mogol). Come scordare la scandalizzata fintamente spiritosa uscita di “ho scelto te una donna (corsivo nostro) per amico”? come si fa ad avere per amico (non amica, si badi) una donna? E difatti, alla fine, lei non sarà più un amico… perché diventano amanti, e fine.
In un’altra canzone, dato che “è facile incontrarsi anche in una grande città ed io potrei non essere più solo cerca (TU, cerca) di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu” emerge che, dato che LUI può avere un’altra deve essere LEI a togliersi di torno. E bravo Lucio!
Ancora Mogol, stavolta interpretato dall’ineffabile Mango, ci propone una variante della classica “pagherei di tutto per averti” (confrontare con l’altra battistiana Il tempo di morire, dove lui le offre anche la motocicletta tutta cromata se solo gli si concede per una notte, nonostante sia impegnata con un altro, o la matiabazariana Per un’ora d’amore (“non so cosa darei”). In Oro, Mango canta “per averti pagherei un milione anche più, anche l’ultima Marlboro darei”, perché lei è ORO, ma poi, cosa succede? Lei ci sta (magari anche a gratis…) e allora lui non la vuole più, perché lei ci sta. Ossia, per essere contento, il Nostro avrebbe dovuto arrivare al punto da violentarla, così oltretutto risparmiava anche il milione e la Marlboro?
Passiamo alla tanto apprezzata Sara di Antonello Venditti, dove Sara deve stare attenta quando va a scuola in motorino, perché aspetta un bambino, e lui, il padre, le dice che la porterebbe ogni giorno al mare ed a far l’amore, ma sposarla no, perché “mi devo laureare” (e che, se Sara va a scuola, lo dovrà prendere anche lei un diploma); ma tranquilla Sara, “non sei più sola”, ah ma allora anche se si deve laureare l’aiuterà a far nascere e crescere il bambino?, forse no, perché il laureando prosegue dicendo “il TUO amore gli basterà” (l’amore di Sara? e quello del padre, nisba?), quindi Sara mettiti il cuore in pace, “il TUO bambino se ci credi (se tu ci credi), nascerà”, perché il protagonista della canzone sostanzialmente la lascia a sbrigarsela da sola, salvo, forse un giorno (chissà quando e chissà come) sposarla (in chiesa per far contenta la mamma), ed intanto… tanti auguri, Sara!
La peggiore di tutti però è un’altra canzone che viene generalmente considerata come “capolavoro”, eseguita dagli Stadio (ma scritta assieme a Vasco Rossi), e che a noi menti diffidenti appare come un inno alla pedofilia, Acqua e sapone.
Ve ne riproponiamo ampi stralci perché ne vale la pena: “È strepitosa donna bambina, donna vedrai, bambina se lo sai.. .meravigliosa,stramaliziosa vieni e vedrai che cosa sentirai...”.
Ohibò: che Ruby Rubacuori abbia preso spunto da queste alate parole per iniziare la propria luminosa carriera? Perché poi il testo prosegue: “Di notte poi si trucca e lo sai, che tutta la città impazzisce, ormai si parla solo di lei... della bambina che stupisce, stupisce con la semplicità di una malizia che non nasce, non nasce dalla volgarità, ma da un’adolescenza che fiorisce”.
Il vecchio mito della Lolita, sta appena fiorendo la sua adolescenza e questa baby-prostituta se ne va in giro di notte truccata come una donna mentre invece è ancora poco più che una bambina. E i servizi sociali dove sono, in questi casi?
Ma il peggio deve ancora arrivare, perché al di là dell’esaltazione del sesso pedofilo troviamo le motivazioni psicologiche per preferire la “donna bambina”, cioè la prostituta minorenne, ad una donna adulta e “sicura di sé”, perché “una donna non ha più rispetto di te se è sicura di sé”, e se tu “prendi una donna, rendila bella”, poi succede che “non c’è una donna che ti perdona se tu la rendi più importante di te”.
Testo più maschilista nella maniera più violenta e deteriore non abbiamo trovato altrove. Eppure questa canzone, che secondo me andrebbe vietata per legge (a volte sono favorevole alla censura) perché incita alla pedofiilia ed alla violenza sulle donne, viene trasmessa regolarmente dalle radio, anche a trent’anni di distanza, senza problemi. Ma li seguite i testi delle canzoni che ascoltate?
Si è iniziato a parlare, in questi anni, del terribile fenomeno del femminicidio, dove le donne vengono uccise dagli uomini che hanno respinto, o dagli uomini che pensano di esprimere il loro amore (senso di possesso più che altro) a botte invece che in altri modi più normali, o anche solo perché si trovavano al posto sbagliato nel momento meno opportuno, in ogni caso uccise da uomini per il solo fatto di essere donne, donne che magari non vogliono piegarsi all’idea che l’uomo con cui vivono non sia “più importante” di loro.
E la mentalità di un popolo si crea attraverso le espressioni culturali dell’ambiente che lo circonda, i modelli sociali espressi dai giornali e dalle radio e le televisioni, ed anche le canzonette servono a fare cultura.
Così se ci piacciono le canzonette in cui si ribadisce il concetto che la donna non è uguale all’uomo, ma deve essere a sua disposizione in ogni senso, e l’uomo non ha alcun dovere di rispettarla… non domandiamoci perché c’è tanta violenza sulle donne.

Marzo 2013.

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