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In Morte di William Klinger.

WILLIAM KLINGER E GLI SCOPRITORI DELL’ACQUA STANTIA.
La tragica sorte toccata a William Klinger (definirlo “storico” ci sembra un po’ azzardato), ucciso negli Stati Uniti da un “amico” con cui sarebbe stato in affari, ha portato con sé un effetto collaterale: un personaggio che dal punto di vista storiografico fino al giorno prima non se lo filava nessuno (tranne esponenti della destra comunitarista e della Lega nazionale) è divenuto improvvisamente un “giovane” (42 anni, ma tant’è) e “promettente” (?) storico che stava per rivelare segreti nascosti sulla vita di Tito e sull’Ozna.
Ma cos’aveva scoperto di tanto fondamentale il povero Klinger? Noi abbiamo assistito ad un paio di presentazioni del suo libro (“Il terrore dell’Ozna”, promosso dalla Lega nazionale) e non ne abbiamo tratto una grande opinione, ma vediamo un passo del suo libro che i suoi ammiratori ritengono “fondamentale”: «In conclusione, agli jugoslavi furono dati quaranta giorni a Trieste dopodiché gli angloamericani ebbero l’arma propagandistica con la quale poterono allontanare lo spettro del comunismo dall’Italia. Le operazioni di recupero dei resti umani dalle foibe, vennero ampiamente documentate delle autorità militari alleate in Italia che le diffusero su tutti i media nazionali».
Ora, in queste frasi non c’è nulla di vero, come dovrebbero sapere coloro che si occupano di storia. Ma se si comprende come a neofascisti e nazionalisti possa piacere che uno “storico” confermi le fandonie che hanno sentito in passato e di cui sono convinti assertori e diffusori, meno comprensibile è un articolo apparso sul Corriere della Sera del 3 febbraio scorso, a firma Antonio Carioti, che sembra avere scoperto l’acqua stantia. Egli infatti scrive che «La sigla dell’Ozna non è famosa come quelle del Kgb o della Stasi. Ma il giovane storico fiumano William Klinger, assassinato a New York, aveva dimostrato che per il regime comunista jugoslavo la polizia segreta era altrettanto importante di quanto non lo fosse per quelli dell’Unione Sovietica e della Germania orientale».
A prescindere che l’Ozna non era un polizia “segreta” più di quanto lo sia oggi la Digos, ma una “normale” polizia politica, da che mondo è mondo le polizie politiche ed i servizi sono “importanti” per i “regimi” (o governi, termine forse più appropriato); anche la Cia per gli Usa e Aise ed Aisi per l’Italia: Cariati aveva bisogno che glielo dicesse Klinger?
Altra “scoperta” dello storico, citata da Cariati, è che «La stessa tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani dall’Istria (…) era collocata da Klinger nel più ampio contesto di una presa del potere che vide in ogni parte della Jugoslavia l’Ozna esercitare un terrore spietato su qualunque potenziale oppositore del nuovo regime». Anche qui, oltre a non essere vero quanto scritto, va detto che Raoul Pupo è almeno dieci anni che sostiene questa teoria, quindi Klinger non ha detto proprio niente di nuovo.
Ma il lato più grottesco della vicenda ci viene dall’ineffabile Ivan Buttignon (politologo che considera sé stesso tanto di sinistra che ha fatto il giro completo ed è finito a destra a collaborare con CasaPound), che riteneva “di sinistra” anche Klinger, smentito in questo da un suo collaboratore nel gruppo interno alla Lega nazionale di Gorizia, la “Giovane storia”, Diego Redivo, che descrisse Klinger con un “aspetto da rivoluzionario bolscevico (…) esattamente all’opposto” del suo sentire. Buttignon ha dichiarato in un’intervista pubblicata sul Piccolo del 3 febbraio scorso che «William aveva scoperto scomode verità su Tito. C’è una grossa influenza ancora oggi nel mondo dei nostalgici di quel regime. Specie gli ex poliziotti dell’Ozna. Non sono passati molti anni del resto». Considerando che l’Ozna è stata sciolta nel 1946 (effettivamente sono passati “solo” 69 anni), un “ex poliziotto dell’Ozna” dovrebbe avere oggi circa una novantina di anni, quindi possiamo comprendere la sensazione di pericolo provata da Buttignon, al quale consigliamo la proficua lettura dei “vecchietti” di Lunari, le strisce che hanno come protagonista il terribile pensionato Eritreo Cazzulati.

febbraio 2015

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