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L'ora della verità

NERO E NON SOLO.

Domenica 27 novembre scorso, presso la sede della Lega Nazionale di Trieste, dovrebbe essersi svolto (usiamo il condizionale perché non siamo riusciti ad andarci di persona e la stampa locale non ha trattato l’avvenimento) un convegno sul tema della strage di Bologna, organizzato dal comitato “L’ora della verità”, che, come leggiamo nel sito omonimo, intende dimostrare l’estraneità a questa strage di Luigi Ciavardini, condannati per questo delitto ma non con sentenza definitiva. Nel sito non si trovano nomi di aderenti o simpatizzanti, a parte alcune “adesioni istituzionali” alla manifestazione nazionale indetta per il 3 dicembre (adesioni che sono quasi tutte di rappresentanti di Alleanza Nazionale, a parte qualcuno di Forza Italia). Però in Indymedia è apparso, su questo argomento, un articolo firmato da Giuseppe Scaliati (storico, studioso della destra italiana, autore di: “Trame nere”, Fratelli Frilli, Genova, 2005), ripreso dal sito di Rifondazione del Lazio. Lo pubblichiamo integralmente, così come l’abbiamo scaricato dal sito, con beneficio d’inventario, stante che non siamo in grado di verificare punto per punto le affermazioni che vengono fatte.

Ecco chi si nasconde dietro il comitato
“L’ora della verità”

Il prossimo 3 dicembre si terrà a Roma una fiaccolata organizzata da un fantomatico Comitato “L’ora della verità”. Un’associazione che si prefigge di “scoprire” i veri colpevoli della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980. Secondo il comitato i colpevoli non sono Luigi Ciavardini - in attesa del giudizio definitivo della Suprema Corte di Cassazione - e gli altri due imputati Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti da tempo condannati e con la sentenza passata in giudicato.

“L’ora della verità” non è altro che l’ennesimo tentativo di attribuire la strage del 2 agosto 1980 ad ambienti non riconducili all’estrema destra neofascista bensì a quelli del terrorismo internazionale. Tesi tornata molto in voga negli ultimi tempi dopo che la destra neofascista e quella al governo ha puntato decisamente verso un certo revisionismo storico.
Secondo il portavoce del comitato, l’avvocato Valerio Cutonilli, attualmente l’organizzazione può contare già su decine di migliaia di consensi in tutta Italia. Consensi espressi da cittadini, “distinti dalle idee politiche ma accomunati dalla volontà di non accettare passivamente la condanna - morale prima ancora che giuridica - di persone ritenute assolutamente innocenti”.
Numerosi sono stati finora i convegni tenuti da ”L’ora della verità” ai quali hanno preso la parola non certo esponenti trasversali, ma noti personaggi degli “anni della tensione”. A cominciare da Maurizio Murelli ex missino condannato a 18 anni di carcere per il concorso nell’omicidio Antonio Marino, un’agente di polizia colpito da una bomba a mano, a Milano durante una manifestazione del MSI. Oggi Murelli è a capo della rivista Orion, vero e proprio punto di riferimento della “destra rivoluzionaria” e milanese. Inoltre, attorno alla rivista si è sviluppata la Società Editrice Barbarossa ed una libreria la Bottega del Fantastico. Per qualche tempo Orion ha anche cercato di costituire una propria organizzazione politica (Nuova Azione), intessendo rapporti per una rete a livello internazionale (Sinergie Europee), ma senza risultati significativi.
Un altro relatore ai convegni de ”L’ora della verità” è Marcello De Angelis cantante dei 270Bis (nome del gruppo ha come riferimento l\'articolo del codice penale sull\'associazione sovversiva), direttore di Area, la rivista politica della destra sociale la corrente interna ad Alleanza Nazionale, per intenderci quella meno refrattaria a tagliare i legami con la tradizione missina. L’ex militante di Terza Posizione dopo la latitanza all’estero è rientrato in Italia per scontare la condanna per associazione sovversiva.
Infine, troviamo Gabriele Adinolfi, vero e proprio ideologo della destra radicale romana nonché ispiratore delle occupazioni da parte dei giovani neofascisti. L’ex militante di Terza Posizione è tra i promotori di una Guardia d\'Onore alla tomba di Mussolini a Predappio.
Un quadretto niente male per chi si definisce trasversale, ma soprattutto per chi vuole cambiare la storia cancellando ogni responsabilità fascista sulla terribile strage alla stazione di Bologna.
Non desta stupore l’adesione alla fiaccolata, con tanto di comunicato stampa da parte della segreteria nazionale, di Forza Nuova. D’altronde il segretario, Roberto Fiore, ha militato anch’egli in Terza Posizione fianco a fianco con i vari Adinolfi e De Angelis. A conferma della vera natura del fantomatico comitato ”L’ora della verità”.

Articolo pubblicato su
www.rifondazionelazio.it/content/view/3461/1

Fin qui l’articolo, ma noi aggiungiamo che Murelli e la rivista “Orion” fanno parte di quella galassia di destra detta “nazionalcomunista”, che si definisce “erede” di Jean Thiriart e “una fazione dell’estrema destra che, attraverso il neofascismo si è evoluta verso il nazionalismo rivoluzionario e l’estrema sinistra anti-sionista, libertaria e non dogmatica” (dal “Manifesto del Partigiano europeo” pubblicato dalla rivista nel n. 10 del 1989), ed auspicano una “unione di intenti con le forze nazional-comuniste tradizionaliste ed integraliste dell’ex impero sovietico e della sfera islamica” (Mario Coglitore, “La memoria tradita”, ZIC 2002); ricordiamo che questo tipo di destra collabora spesso, in funzione anti-USA, con altri settori “anti-imperialisti”, però “di sinistra”, come il Campo antimperialista di Moreno Pasquinelli e Leonardo Mazzei. Di Sinergie europee, inoltre, aveva parlato il sito misteriditalia.it, affermando che l’idea di Morelli era di creare un unico partito europeo fondato sul coordinamento di forze antiamericane ed antimondialiste, con una certa simpatia per l’islamismo, ed a questo progetto aveva aderito, tra gli altri, anche Gabriele Adinolfi.
Aggiungiamo infine che proprio in un recente numero della rivista “Area Online” (versione informatica di quella diretta da De Angelis?), è stato pubblicato un articolo, firmato da Gian Paolo Pelizzaro, proprio sull’argomento della responsabilità della strage di Bologna, che andrebbe cercata, secondo l’autore del testo, in una “ritorsione” contro l’Italia, voluta dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina, per la condanna del suo rappresentante in Italia, il giordano Abu Anzeh Saleh, accusato di traffici d’armi in collegamento con alcuni militanti dell’Autonomia romana. Gli esecutori materiali della strage sarebbero, sempre secondo questo articolo, appartenenti alla rete del fantomatico terrorista internazionale Carlos (che però, chiamato in causa, ha ribadito la propria estraneità alla vicenda, almeno da quanto si legge nella rassegna stampa del sito del comitato “L’ora della verità”.
Un insieme di affermazioni, dunque, che, lungi dal fare chiarezza, creano ulteriore confusione. Il problema è cercare di capire lo scopo a cui tendono queste confusioni e queste manovre politico-mediatiche.

dicembre 2005

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