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      Mučeniška Pot


La Nuova Politica Della Vecchia Destra

Nel marzo 2005 il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, esponente di Alleanza Nazionale, è intervenuto a Trieste per presentare il suo ultimo libro, dal titolo “Ritorno all’occidente”, invitato da Azione Giovani. Mantovano ha esordito dicendo di sentirsi molto vicino ad Azione Giovani (ci avrebbe stupito il contrario, stante che si tratta dell’organizzazione giovanile del suo stesso partito), condividendo le tematiche delle loro battaglie, cioè la lotta alla droga, all’immigrazione clandestina e per il diritto alla vita (leggasi: contro il diritto di aborto sancito da una legge dello stato). Nel corso della presentazione del libro, Mantovano ha esposto le sue impostazioni politiche, che dovrebbero essere, se abbiamo ben capito il senso del tutto, le nuove idee del partito di Fini, che stanno provocando un forte dibattito all’interno di esso.
Dunque le nuove idee politiche di Alleanza Nazionale, stando a quanto esposto da Mantovano, non dovrebbero più richiamarsi al “vecchio” fascismo o post-fascismo, con il riferimento a Mussolini come più grande politico del Ventesimo secolo. Secondo Mantovano, i riferimenti politici del partito dovranno essere quelli del “conservatorismo americano” (noi diremmo “statunitense”, perché l’America non è soltanto gli Stati Uniti, anche se rientra nella vulgata generale definire “americano” tutto ciò che proviene dagli USA), dottrina alla quale si rifece poi Ronald Reagan negli anni ‘80 (con i risultati economici e sociali che ben conosciamo). Questa dottrina parte dall’idea che tutto ciò che di buono è stato fatto al mondo proviene dall’Europa, ma attenzione: dall’Europa che è derivata dalle civiltà di Gerusalemme, Atene, Roma e Londra. Dalla sintesi di queste quattro città, spiega Mantovano, è partita un’idea di civiltà europea che poi si è disseminata nel mondo, ha oltrepassato l’Oceano Atlantico ed ha avuto la sua migliore evoluzione negli Stati Uniti d’America.
Secondo Mantovano la destra cui fa riferimento (AN) deve liberarsi dal complesso antiamericano che s’è portata dentro per trent’anni, deve lasciare da parte i pregiudizi e rendersi conto che gli Stati Uniti non sono solo Las Vegas o Macdonald. Gli Stati Uniti mostrano come l’evoluzione della politica va in senso bipolarista, non esistono più di due partiti che contano, negli USA, e questo è anche il destino cui andiamo incontro in Europa. Inoltre Mantovano considera che negli Stati Uniti i “valori” di riferimento della sua destra (diritto alla vita, lotta ai matrimoni gay, alla droga ed all’immigrazione clandestina) sono trasversali ai due schieramenti, il che (stando a quanto abbiamo capito noi) dovrebbe dimostrare che sono valori assoluti dato che ambedue i partiti li portano avanti.
A nostro parere, però, ciò significa semplicemente che il bipolarismo porta all’appiattimento delle idee e delle distinzioni etiche e politiche, perché nessuno dei due schieramenti può permettersi di rinunciare ad una buona fetta dell’elettorato, quella conservatrice, anche se si autodefinisce “di sinistra”.
Ma queste sono considerazioni nostre, per cui torniamo a quanto esposto da Mantovano, che, parlando dell’estinzione degli stati nazione (confluiti in un’Europa unita che ha assunto la propria dignità di continente per ragioni religiose e culturali e quindi politiche) ha evidenziato la necessità che questo stato sovranazionale (l’Unione Europea) si dia una costituzione che si richiami appunto alle radici cristiane di questa Europa culla di tutte le civiltà (derivante dalle “quattro città”, come detto prima). Quindi è necessario dare un taglio netto al permissivismo in tutti i campi: in materia di immigrazione, nel campo sessuale, sulla droga; inoltre è fondamentale aprire un ampio dibattito in campo culturale per creare le basi di questo nuovo conservatorismo, e Mantovano ha citato come punti di riferimento per questo progetto politico riviste come “Liberal”, “Il Domenicale” ed “Il Foglio”.
Infine, riguardo all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, Mantovano ha invitato i propri commilitanti a “non chiudersi” nei confronti di questa realtà così massiccia che si trova alle nostre porte, che ha un’economia molto forte ed un’identità politica e culturale altrettanto forti. D’altra parte, ha aggiunto, il leader turco Erdogan ha fatto una “sorta di edizione turca di Fiuggi” con la sua svolta politica, quindi è necessario tenerne conto senza pregiudizi.

Ecco dunque le nuove idee che albergano nel vecchio partito storico della destra italiana. Non più camicia nera, ma edonismo reaganiano. In compenso, quando si tratta di celebrare il 25 aprile, vediamo che la nuova Alleanza Nazionale è rimasta coerente con le idee del vecchio MSI, e tutto sommato non ce ne spiace eccessivamente: preferiamo avere un nemico chiaro e limpido, coerentemente reazionario e fascista, piuttosto di un ambiguo ed accomodante “conservatore” che va alle celebrazioni in Risiera ma poi applica una politica sociale e di diritti civili retriva e repressiva. Infatti, quando l’assessore Lippi dice che non viene in Risiera il 25 aprile non per scelta politica ma perché deve tenere i figli dato che la moglie ha degli impegni (ma la famiglia del vicesindaco si trova in tale bolletta da non potersi permettere di pagare una baby sitter per un paio d’ore? potremmo offrirci di badare noi ai suoi bambini, portandoli a visitare la Risiera con una guida adatta, mentre papà adempie ai suoi doveri istituzionali), noi non ne facciamo sicuramente una malattia, anzi pensiamo che per rispetto alla memoria dei caduti in Risiera forse è preferibile l’assenza piuttosto che la presenza di taluni rappresentanti politici, che non hanno mai fatto ammenda ed autocritica rispetto a certi loro trascorsi e si permettono di accomunare i martiri della Risiera agli “infoibati”.
Però pensiamo anche che sarebbe più serio da parte di costoro non prendere in giro i cittadini che rappresentano, e dire chiaramente, come ha del resto fatto La Russa, che il 25 aprile preferiscono celebrare piuttosto i morti di Salò che non i caduti partigiani.
Quindi ci lascino celebrare in pace i nostri caduti e la nostra vittoria sul nazifascismo, se ne stiano a casa o nei loro sacrari e la smettano di cercare di mistificare la storia. I morti non sono tutti uguali: forse potrebbero esserlo al 2 novembre, ma sicuramente al 25 aprile non lo sono.

(Aprile 2005)

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