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La Politica della Ruspa.

METTERE AL BANDO... CHI?
Leggiamo una nota Ansa del 10 aprile scorso: “Mettere al bando tutti i partiti che in Italia si rifanno all’ideologia comunista”: ad avanzare la richiesta sono i consiglieri comunali di Milano, Luca Lepore e Massimiliano Bastoni, entrambi della Lega, che annunciano la presentazione di un ordine del giorno che invita il Parlamento a “legiferare la messa al bando di tutti i partiti che si ispirano a dottrine bolscevico-marxiste che hanno seminato terrore e morte nelle popolazioni di tutta la terra”.
Noi proponiamo, da parte nostra, di legiferare la messa al bando di tutti i partiti che si ispirano alla dottrina della ruspa come strumento di dirimere le questioni di convivenza civile.

LA POLITICA DELLA RUSPA.
A parlare di “dottrine” che avrebbero “seminato terrore e morte” in tutta la terra sono proprio i seguaci del partito della ruspa, coloro che si ispirano alle idee di tale Salvini Matteo, che dopo avere cantato in coro con altri agnellini par suo che i napoletani “puzzano” è sbarcato al Sud per raccogliere voti (e pare li stia raccogliendo), e che ha esternato, in modo del tutto pacifista, ovviamente, l’intenzione di radere al suolo con le ruspe i campi Rom. Ciò naturalmente non seminerebbe terrore nella popolazione interessata, che si trova peraltro sotto attacco da parte dei pacifici leghisti, quel movimento che ha una lunga tradizione non violenta, dall’antico slogan “forza Etna” dedicato alla popolazione della Sicilia, alla canzonetta che recitava “ha ragione la lega lombarda il terrone è una razza bastarda” (scusate, stiamo citando). E che ha avuto alcuni dirigenti con passato da ordinovisti, come Mario Borghezio (del quale ricordiamo alcune risse da treno contro gli immigrati e l’alato consiglio ai giovani leghisti “non dite alla gente che siete fascisti”, onde evitare di essere emarginati) ed anche Franco Rocchetta, che vent’anni prima di diventare sottosegretario nel governo Berlusconi andò a scuola di infiltrazione nella Grecia dei colonnelli ed è stato indagato nel maggio dell’anno scorso quale “ideologo” di quel movimento indipendentista veneto denominato “l’Alleanza”, che si prefiggeva, guarda un po’, di “radere al suolo” una sede di Equitalia mediante un trattore travestito da carro armato ed amorevolmente battezzato Tanko.
Rocchetta, per coincidenza, fu uno di coloro che espressero solidarietà al gruppo di Serenissimi che il 9 maggio 1997 presero d’assalto con un finto blindato (ma con armi vere) il campanile di San Marco a Venezia per proclamare l’indipendenza del Veneto; gruppo del quale, sempre per coincidenza, facevano parte anche due indagati per l’Alleanza, Luigi Faccia e Flavio Contin, con i quali, peraltro (ennesima coincidenza?), terrà una conferenza in questi giorni (della serie il leghista veneto perde il pelo e non il vizio?).

aprile 2015

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