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La Rivoluzione Italiana di Forza Nuova.

LA RIVOLUZIONE ITALIANA DI FORZA NUOVA.
Il 29 settembre (che oltre ad essere il genetliaco di Silvio Berlusconi è anche il giorno di San Michele Arcangelo, protettore delle forze dell’ordine, della Val Susa, ma anche della legione del fascista romeno Codreanu) è giornata cara al neofascismo internazionale. Infatti nell’ormai lontano 1997 sia Forza Nuova che il ricostituito Fronte nazionale di Adriano Tilgher annunciarono la loro fondazione in quel giorno.
Nel giorno del suo quindicesimo compleanno Forza nuova ha indetto manifestazioni in diverse città italiane, da Cuneo a Brescia, da Palermo a Bari ed altre. A Udine, per motivi di concomitanza con una manifestazione animalista, il corteo si è svolto il 28 (meno di 50 i partecipanti, per la cronaca).
Nota di colore: uno striscione recitava "giovani comunisti uniamoci", però il giorno dopo, nello spazio Facebook, si poteva leggere un commento relativo alla presenza di una "contromanifestazione delle zecche (una cinquantina tra tossici, immigrati e froci)".
Tornando a bomba (metaforica, ovviamente): lo scopo di tali manifestazioni? La “Rivoluzione italiana” (con la R maiuscola), dove a Palermo gli oratori hanno stigmatizzato l’importanza della presenza di Forza nuova alla “operazione Rivoluzione siciliana”, e Roberto Fiore ha concluso il proprio comunicato in merito parlando della “certezza mistica di essere coinvolti in qualcosa di più grande: in una battaglia non solo terrena, che trova la sua sintesi nella volontà di dare Dio all’Italia e l’Italia a Dio”.
Come sempre, quando sentiamo questi discorsi, ci domandiamo dove diamine voglia arrivare Forza nuova. Il misticismo in politica non ha mai fatto del bene a nessuno, e chi crede in Dio, considerando che Dio è dappertutto, non si pone il problema di dargli il proprio Paese. Nel frattempo, dopo la propaganda contro Equitalia ed i manichini impiccati davanti alle loro sedi, dopo le notizie di campi paramilitari nel veronese, un ordigno (vero) è stato posto alla sede Equitalia di Verona. È esploso senza fare vittime: questa volta.
Nel 1974 la sede dell’Esattoria di Milano fu oggetto di un attentato dinamitardo rivendicato da Ordine nuovo (che pure si dedicava all’organizzazione di campi paramilitari).
La storia a volte si ripete. Pensiamo a quanto oggi si legge a proposito dell’infame golpe di Pinochet in Cile, che causò migliaia di morti, togliendo ogni libertà democratica per vent’anni. La vulgata divenuta di moda è che il golpe fu necessario per togliere il Paese dalla crisi economica in cui era stato precipitato dal governo di Unidad popular. Nessuno dice però che la crisi economica fosse stata pilotata dall’esterno, così come lo furono le manovre che portarono Pinochet a prendere il potere, dato che le multinazionali minerarie non potevano tollerare che la ricchezza che estraevano dal terreno cileno fosse distribuita a tutto il popolo, come fece il governo socialista di Allende.
Anche questa crisi è pilotata dall’esterno (come tutte le crisi del sistema capitalista), ma non vorremo si risolvesse con una soluzione cilena…

ottobre 2012

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