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Le Foibe e le Tette: Lettera Aperta a Giorgio Rustia

LETTERA APERTA A GIORGIO RUSTIA.

Navigando in rete ho scoperto che il dottore (in biologia) Giorgio Rustia, deve avere davvero un debole per la mia figura, dopo tanti anni che spara a zero (metaforicamente, ovvio) contro di me, facendo ogni volta delle figure piuttosto meschinelle, dato che dimostra di non avere compreso quanto da me scritto (forse perché ha la poco produttiva abitudine di non leggere tutto il brano che intende commentare, ma solo le parti che vuole sputtanare, lasciando fuori pezzi fondamentali per la comprensione del testi).
Insomma ho scoperto che in un profilo face book
http://www.facebook.com/media/set/?set=o.148484055178736&type=1#!/photo.php?fbid=1425871639088&set=o.148484055178736&type=1&theater
egli si distingue sia per la consueta abitudine di riportare solo una frase di quelle da me scritto su un preciso argomento, sia per l’abituale signorilità con cui affronta questi argomenti (che dovrebbero essere storici), in buona compagnia di tale Adriana Defilippi (che non mi sento di definire signora, per cui se ha un titolo accademico lo faccia valere) che così commenta della sottoscritta:

Adriana Defilippi Non è l\'unica negazionista, minimizzatrice e giustificazionista. Ma lei essendo una tritettuta, lo fa come un toro, o meglio una vacca, a testa bassa.
22 agosto 2010 alle ore 9.28

Battuta tanto divertente da eccitare anche il dottor Rustia che così replica:

Brava Adriana, mi hai fatto ricordare che Giovannino Guareschi raffigurava i compagni comunisti con tre \"busi del naso\" e le compagne con tre tettone !!!
22 agosto 2010 alle ore 9.32

Prima di entrare nel merito vorrei chiedere, cortesemente, al dottor Rustia e ad Adriana Defilippi di lasciare in pace le mie tette, perché altrimenti potrei pensare di essere oggetto di molestie di tipo sessuale da parte loro.
Ora che abbiamo chiarito che ciascuno si faccia le tette proprie posso entrare nel merito del discorso.
Scrive Rustia che io avrei “cappellato” del 1270% perché ho scritto che dalle foibe della zona di Trieste “furono recuperate 42 salme di persone gettate in varie cavità”, mentre la relazione del SEF (Squadra Esplorazioni Foibe) che io cito parla di 575 salme.
Detta così effettivamente faccio la figura dell’incompetente. Però se il dottor Rustia, invece di pensare alle mie tette, leggesse (o riportasse, perché magari legge e poi falsifica) tutto quello che scrivo potrebbe vedere che io parlo di “42 salme di persone gettate in varie cavità dopo essere state uccise: e qui va precisato questo, perché nell’immaginario generale si evoca l’immagine del disgraziato gettato vivo nella voragine e lasciato morire lentamente, magari incatenato al corpo senza vita di un’altra persona”. E che un paragrafo più avanti cito lo “specchietto” del SEF dal quale risultano 464 (il documento pubblicato da Rustia con 575 salme non so da dove l’abbia tratto, dato che non lo dice) recuperi, dove specifico (abbastanza chiaramente, se uno si dà la briga di leggere): che “Non tutte queste esplorazioni si riferiscono alla provincia di Trieste: De Giorgi si spinse fino a Travesio (attuale provincia di Pordenone), dove da due fosse furono riesumati 12 corpi di persone uccise nel corso del conflitto; altri corpi furono recuperati da sommarie sepolture in fosse (non “foibe”) nella bassa friulana e nel monfalconese (una decina circa, alcuni risultarono essere stati vittime di rapinatori), ed altri (per lo più militari) nella zona corrispondente alla vecchia provincia di Gorizia passata sotto l’amministrazione jugoslava; il maggior numero di salme (156) corrisponde a quelle (quasi tutte di militari) recuperate dalla Jelenca Jama presso Comeno, nell’attuale Slovenia. In realtà, quindi, stando a questi documenti, nella provincia di Trieste furono riesumate una cinquantina di salme di presunti “infoibati” (però va anche rilevato che questo specchietto riporta delle incongruenze: ad esempio dall’abisso Plutone risultano recuperate 21 salme, cosa che non corrisponde agli atti processuali che parlano della riesumazione di 18 corpi). Inoltre una salma, recuperata dalla Grotta di San Lorenzo, apparteneva ad un giovane ex partigiano che fu ucciso nel 1946 molto probabilmente da fascisti, sicuramente non dai suoi compagni di lotta”.

Fosse la prima volta che Rustia mi “sputtana” in questo modo, non mi volterei neppure indietro. Ma dato che sono quindici anni che va avanti così, mi viene da pensare che abbia dei problemi nei miei confronti, il che può portare a delle monomanie poco produttive per lo stato psicofisico di una persona, oltretutto abbastanza anziana. Mi spiace davvero che egli si debba rovinare la salute per causa mia, ma non si preoccupi, non gliene serbo rancore.

ottobre 2011

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