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Neonazifascismo in Europa e la NSU tedesca.

NEONAZIFASCISMO IN EUROPA.
Per chi fosse convinto che destra e sinistra sono ormai categorie superate, e che non esiste più la necessità di essere antifascisti, vale la pena di ricordare che alcuni giorni fa, in Grecia, i nazifascisti hanno assassinato un giovane rapper, “colpevole”, si suppone, di essere un “rosso”. E rammentiamo che nel corso degli scontri seguiti a questo omicidio, a sparare contro gli antifascisti sarebbe stato un italiano, sulla cui presenza in loco sarebbe il caso di interrogarsi.
Forza Nuova ha organizzato quest’anno un raduno delle neodestre europee, svoltosi a Cantù dopo una serie di polemiche (anche se nel sito di Forza nuova milanese si legge un comunicato, piuttosto criptico, dal quale sembrerebbe che la scelta di Cantù non sarebbe stata di ripiego, ma che tutte le polemiche sul farlo a Milano o altrove sarebbero state una sorta di depistaggio), il Festival Boreal cui hanno partecipato movimenti dalla Svezia, dall'Ungheria, dalla Spagna, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dall'Ucraina.

Riprendiamo ora l’intervento del presidente dell’Anpi del Belgio, Roberto Galtieri, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo (http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-avanza_la_destra_populista_e_xenofoba..php), per fare una breve carrellata sui rapporti tra destre radicali e governi di destra “moderata” in Europa. Scrive Galtieri che “nella supposta democraticissima e libertaria Olanda, nella precedente legislatura conclusasi prematuramente, lo scorso anno, il governo minoritario democristiano e liberale (VVD e CDA) era sostenuto dai razzisti del PVV di Geert Wilders (che guarda caso si chiama partito della libertà)”, e che il PVV aveva “messo in minoranza il governo sull’applicazione delle politiche europee di austerità”. Passando alla Gran Bretagna, Galtieri ha evidenziato che “il Primo Ministro britannico Cameron e in generale i Tories subiscono l’influenza che l’UKIP di Nigel Farage”. Questo partito ha ottenuto il 23% alle ultime elezioni amministrative e propone, oltre all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, di tagliare il servizio sanitario nazionale agli immigrati (un discorso che sentiamo fare anche da noi). In seguito la stessa regina Elisabetta, nel discorso d’apertura della Camera dei Comuni, ha invitato il governo ad affrontare il problema dell’immigrazione, e Cameron ha elaborato un piano per la limitazione di nuova immigrazione, compresa quella comunitaria.
Ed ancora “in Danimarca, nel 2002, il Danske Folkpartei (partito popolare danese, di Pia Kjærsgaard) ha utilizzato la sua alleanza con la coalizione di governo per imporre severe leggi sull’immigrazione e, nel 2011, anche se temporaneamente, il blocco degli accordi di Schengen sulla libertà di circolazione dei cittadini”.
Andiamo in Belgio, nelle Fiandre, dove, “dopo la grande avanzata dell’N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga di Baart de Wever) con il 37,5% dei suffragi, il locale partito liberale (Open Vld) ha stretto alleanze con questo partito di estrema destra per stare in giunta comunale nella seconda città del Belgio e secondo porto d’Europa, come in molti altri comuni. Per capire la direzione di marcia che il sindaco e leader dell’N-VA ha dato alla città portuale basti un solo dato: uno dei primi atti della sua giunta è stato il decreto “groepering banden”, il divieto di assembramento a più di 3 “stranieri” dopo le dieci di sera”. E Galtieri rammenta che dal Belgio, negli ultimi tre anni, 250 famiglie ebree ogni anno hanno lasciato il Paese per andare in Israele.

Infine Galtieri ha accennato al fatto che in quei giorni (primi di giugno) si stava celebrando a Monaco di Baviera il processo alla NSU (NationalSozialistischer Untergrund), cellula terrorista nazista la cui storia è decisamente interessante.
Nella prima metà degli anni 90 tre giovani di Jena, Uwe Mundlos, Uwe Böhnhardt, e Beate Zschäpe (di estrazione sottoproletaria gli ultimi due) fondarono un gruppo neonazista, la Kameradschaft Jena, e dall’autunno del 1997 destarono l’interesse dei servizi segreti tedeschi per avere depositato ordigni esplosivi in varie zone della Turingia. Dal 1998 in clandestinità, tra il 2000 ed il 2007 si sarebbero resi responsabili della cosiddetta serie dei “delitti del Kebab”, nove esercenti (otto turchi ed un greco) uccisi a bruciapelo nei loro locali. Nel 2004 invece una bomba esplose a Colonia in un quartiere di immigrati, causando 22 feriti (alcuni in modo grave) e danni ad edifici ed automobili.
La responsabilità di questi delitti sarebbe stata attribuita al terzetto nel 2011, dopo che i corpi senza vita di Mundlos e Böhnhardt furono ritrovati in una roulotte incendiata. Secondo gli inquirenti i due, in fuga dopo una rapina, si sarebbero suicidati dando fuoco alla roulotte, e poche ore dopo la terza componente, Zschäpe, si consegnò alla polizia, dopo fatto esplodere l’appartamento che era stato la base dei terroristi, e dove gli inquirenti trovarono alcuni DVD di rivendicazione dei delitti, armi ed esplosivi tra cui la pistola che era appartenuta ad una poliziotta uccisa nel 2007 (omicidio fino allora insoluto).
Oltre ai tre fondatori, il gruppo si sarebbe avvalso della collaborazione di altri quattro attivisti, che avrebbero dato loro appoggio logistico e procurato le armi. Al momento in cui scriviamo il processo dovrebbe essere ancora in corso.

Il lato più grave di questa vicenda sta nel fatto che, secondo quando pubblicato sulla stampa tedesca i servizi segreti tedeschi non avrebbero fatto nulla per fermare questo gruppo terrorista. Infatti Der Spiegel pubblicò (gennaio 2012) un rapporto della Bundesamt für Verfassungsschutz (Ufficio federale per la sicurezza) nel quale venivano descritte le attività di intelligence sull’operato della NSU, i metodi di finanziamento e recupero di armi, i rapporti con gli altri gruppi neonazisti, specificando che tali informazioni erano in possesso delle autorità già nel 2001, cioè dall’inizio dell’attività terroristica della NSU, e quindi i tre avrebbero potuto essere fermati prima di fare tutti quei morti.
Inoltre sembra che nel novembre del 2011, il giorno dopo che la stampa pubblicò la notizia della possibile responsabilità di questo gruppo in merito ai “delitti del Kebab”, qualcuno dell’intelligence avrebbe distrutto i documenti relativi alla NSU.

Fonti sulla NSU:
http://www.ilpost.it/2013/05/02/processo-neonazisti-germania/ e
http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2011/11/14/germania_neonazisti_estremismo_destra_turingia.html

settembre 2013

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