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      Mučeniška Pot


Nozze Gay Pericolose per la Pace?

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE.
La Pace, la cosa più importante per l’umanità. Ed il Pontefice, papa Benedetto XVI, al secolo Josef Ratzinger, ha esternato nei giorni scorsi sui pericoli che, secondo lui, minacciano la pace nel mondo.
L’escalation di tensione nel Medio Oriente? L’imperialismo che minaccia i Paesi più poveri che vogliono trovare una propria via allo sviluppo ? La miseria che può portare le popolazioni disperate ad atti di violenza indiscriminata? Il crescendo di intolleranze religiose nel mondo? Il disastro ambientale sempre più diffuso?
Oppure la cultura di morte e di sopraffazione che la nostra evoluta società occidentale continua a diffondere tra i giovani, la violenza contro i bambini, la pedofilia, la violenza contro le donne, il femminicidio, la violenza contro i diversi, il razzismo…
No, signori, vi state sbagliando. Nulla di tutto questo. Secondo il Papa, al primo posto come pericolo per la pace nel mondo vi sono i matrimoni gay che rappresentano, ha detto, una “ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.
Ora, a prescindere dal fatto che, da quanto ci consta, nel Vangelo Gesù non parla contro l’omosessualità, né ritiene la famiglia, quella cosiddetta “tradizionale”, un pilastro per la società (anzi, ad un certo punto, a chi gli dice che fuori ci sono sua madre ed i suoi fratelli che lo aspettano risponde che gli sono madre e fratelli tutti coloro che fanno la volontà di Dio, il che può far pensare ad un concetto di società basato sulla comunità e non sulla famiglia), non ci sembra che l’omosessualità porti alla violenza più dell’eterosessualità, anzi.
Vi sono più omicidi passionali da parte di eterosessuali (pensiamo a tutti gli uomini che uccidono la donna che ha osato lasciarli, perché non accettano che ella abbia una vita indipendente da loro), che non tra omosessuali; è vero che Hitler, che ha provocato il più atroce dei conflitti, era sospettato di omosessualità, così come molti nazisti (Eric Rohm e Rudolf Hess solo per fare due nomi) erano omosessuali, ma da qui a criminalizzare tutta la categoria ce ne corre; e del resto la maggior parte degli statisti che nei secoli hanno scatenato guerre non erano (e non sono) omosessuali.
Lasciando da parte le facili ironie, vorremmo stigmatizzare alcuni punti. In altri tempi gli omosessuali venivano repressi pesantemente, bruciati vivi nel Medioevo, incarcerati in tempi più recenti (ricordate il caso dello scrittore Oscar Wilde?); circa 7.000 di essi trovarono la morte nei lager nazisti. Ed ancora oggi, nell’ambito di una omofobia sempre più diffusa, le parole del Papa (che non è una persona qualunque, ma la guida spirituale di tutti i cattolici, cifra stimata in un miliardo circa di persone) sono particolarmente gravi, perché vanno ad avallare la persecuzioni degli omosessuali; ed ancora più grave il fatto di avere ricevuto con tutti gli onori in Vaticano i rappresentanti del governo ugandese, uno dei 37 Paesi in cui l’omosessualità è un reato e dove il governo vuole prevedere la pena di morte per gli omosessuali. Ma anche nel nostro sempre meno civile Occidente, dove le aggressioni ai gay sono diventate sempre più frequenti, le parole del Pontefice possono essere viste come un incitamento a continuare con comportamenti aggressivi e violenti, che dovrebbero invece essere condannati dalla Chiesa, dato che, sempre secondo i dettami di Gesù che noi abbiamo imparato, qualsivoglia tipo di violenza non è un comportamento cristiano.
Senza voler arrivare ad accusare papa Ratzinger di istigazione a delinquere, ci limitiamo a dire che è irrispettoso dell’art. 10 della Risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa, che “condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli”.
Oltretutto riteniamo che farebbe meglio il Santo Padre a fare chiarezza sugli episodi di pedofilia commessi da ministri del suo culto, considerando che fanno molti meno danni gli omosessuali che si vogliono bene e decidono di stare assieme vivendo la propria sessualità serenamente ed alla luce del sole piuttosto che altre persone che vivono male le proprie tendenze sessuali e fanno violenza ai bambini, magari approfittando del loro status di religiosi.
Farebbe meglio inoltre il Papa a condannare gli episodi di violenza commessi contro le donne, considerate ancora oggi come persone di categoria inferiore e sulle quali il maschio può esercitare il proprio potere, fino al punto da ucciderle se non fanno quello che vuole lui, come sostiene in sintesi anche un religioso, don Piero Corsi, parroco di San Terenzio, a Lerici (SP), che ha affisso alla porta della chiesa parte di un articolo di Bruno Volpe che afferma che le donne “si credono autosufficienti” e “provocano” gli uomini, trascurano i figli ed i lavori di casa ed è questo che porta alla violenza tra le mura domestiche, assolvendo di fatto gli uomini che uccidono le “proprie” compagne od ex. Così come la violenza sessuale sarebbe causata dal fatto che le donne (anche qui) “provocano” gli uomini vestendosi in maniera “succinta”. Ma come la mettiamo con le donne che vengono violentate anche quando vestono in modo del tutto “casto”? e potremmo anche rispondere che non abbiamo mai sentito di uomini che andavano in giro in bermuda o a torso nudo che sono stati violentati da donne che si sono ritenute “provocate” dal loro abbigliamento. Che sia una questione di cultura? Anche perché queste interpretazioni non rendono giustizia neppure ai maschi, considerati esseri privi di raziocinio, che ragionano (ci si passi l’espressione) col membro sessuale e non col cervello, dato che sarebbe il primo a comandare al secondo nei comportamenti quotidiani.

dicembre 2012

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