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Pattuglie Acrobatiche E Fondi Pubblici

A PROPOSITO DI PARATE MILITARI E DI PATTUGLIE ACROBATICHE.

Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa degli Amici della Terra di Trieste, comunicato che non ci sembra essere stato recepito dai “media” locali.

Il Comunicato Stampa degli Amici della Terra
di Trieste sulle Frecce Tricolori
Trieste 1.06.2006

Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro della Difesa
Al Presidente della Regione F.V.G.
Al Presidente della Provincia di Trieste
Al Prefetto di Trieste
e p.c. ai media

Oggetto: Richiesta urgentissima di divieto immediato e permanente di manifestazioni aeree inquinanti e pericolose sulla città e sulla fascia costiera tutelata di Trieste.

Gli Amici della Terra - Friends of the Earth di Trieste sono da sempre contrari per ovvie ragioni ambientali, di sicurezza e sociali alle esibizioni di qualsiasi “circo aereo” sulla riviera e sulla città, inclusa l’esibizione militare delle Frecce Tricolori prevista per il 25 giugno.
I sorvoli e le acrobazie a bassa quota bruciano infatti tonnellate di carburante irrorandone i residui tossici inquinanti direttamente sull’ambiente urbano già compromesso e su quello costiero tutelato a livello nazionale ed europeo ed usato per la balneazione, la nautica e la pesca. Il rombo dei velivoli atterisce inoltre la fauna della fascia costiera, danneggiando in questo periodo anche la nidificazione e lo
svezzamento delle specie avicole protette, ed in particolare del falco pellegrino.
Vi sono anche tutti i gravi rischi per la sicurezza delle persone e delle cose testimoniati purtroppo dalla tragedia di Ramstein, che su un centro urbano avrebbe avuto conseguenze ancor più catastrofiche.
Le esibizioni di velivoli militari, di qualsiasi nazionalità, non alimentano, infine, la cultura della pace, ma passioni il cui infantilismo non è sempre innocuo, viene troppo spesso strumentalizzato da cultori politici della violenza di vario segno ed è ancor più indesiderabile in quest’area confinaria e di collaborazione internazionale.
Finanziare queste manifestazioni dannose era ed è soltanto uno spreco assurdo e demagogico di fondi pubblici e privati che dovrebbero essere invece impiegati prioritariamente per aiutare il numero crescente di cittadini in stato di povertà, risanare l’ambiente e sostenere la cultura.
Si chiede pertanto alle Autorità intestate di annullare e vietare, ovvero non autorizzare, permanentemente e con decorrenza immediata per motivi ambientali e di sicurezza pubblica tutti i sorvoli con aereomobili a bassa quota della città e della costa di Trieste che non abbiano carattere di necessità sanitaria, ambientale, antincendio, di pubblica sicurezza, o di rilevamento, ricognizione e difesa civili e militari.
AMICI DELLA TERRA TRIESTE

Prendiamo spunto da questo comunicato (che condividiamo in pieno, sia dal punto di vista ambientale, sia da quello etico), per fare delle riflessioni sull’argomento.
Negli stessi giorni in cui la presidente della Provincia di Trieste Bassa Poropat ha detto che non c’erano soldi per fare il sorvolo delle Frecce tricolori, e quindi lo “spettacolo” (per chi lo considera tale…) sarebbe saltato, anche il sindaco di Trieste, Di Piazza, di opposta fazione politica, ha annunciato che, per mancanza di fondi, non si sarebbe fatto quest’anno il tradizionale Festival dell’operetta, che è, per gli amanti del genere, praticamente un’istituzione dell’estate triestina.
Di fronte a questi due annunci, abbiamo assistito a due tipi di reazioni: da una parte la Regione (il governatore Illy appartiene allo stesso schieramento della giunta provinciale), ma anche l’ex presidente della provincia Scoccimarro, di AN, hanno subito detto “se non ci sono i soldi per le Frecce tricolori, ce li mettiamo noi”, però non hanno detto altrettanto per il Festival dell’operetta, che rimane quindi ancora senza fondi e non si farà.
Ecco, riflettiamo un po’ su queste cose. Piaccia o non piaccia, l’operetta è comunque un fenomeno culturale, è divertimento piacevole ed innocuo (non inquina, non spaventa gli animali, non crea rischi per nessuno, non blocca il divertimento altrui, come la balneazione nel giorno in cui si svolge), è una risorsa per i lavoratori dello spettacolo (non solo il direttore d’orchestra, ma tutti i cantanti, i musicisti, il corpo di ballo, i tecnici e tutto il personale di contorno). Un festival crea posti di lavoro, ha un rientro economico tramite sponsor e vendita di biglietti, cosa che non si può invece dire per un’esibizione delle pattuglie acrobatiche.
Però sembra che del Festival dell’operetta si possa benissimo fare a meno, mentre delle evoluzioni fracassone ed inquinanti delle pattuglie acrobatiche no. Ed allora vorremmo sapere da dove proviene questa cultura della non-cultura, perché anche il cosiddetto “centrosinistra” ha bisogno di queste esibizioni militariste da imporre alla gente, anche a quella che ha orrore delle trasvolate degli aerei da combattimento perché sa bene che questi aerei sono gli stessi che in tempo di guerra scaricano i propri carichi di morte su popolazioni inermi.
E ci sconcerta inoltre che queste imposizioni ci vengano proprio da un’amministrazione regionale governata da quel Riccardo Illy che, pur non avendo, al momento debito, ottemperato agli obblighi di leva in quanto ha usufruito di un particolare articolo di esonero, nel gennaio 2004 visitò la Base di Aviano, compiendo un volo su un aereo F 16, e successivamente, in marzo, fu nominato assieme ad altri esponenti della vita professionale e sociale del Friuli Venezia Giulia “comandante onorario” del 31.mo Fighter Wing.

Ma dobbiamo parlare anche di altre questioni legate ai fondi ed alla mancanza di essi per la gestione della cosa pubblica. Il neo-assessore ai lavori pubblici del Comune di Trieste, Franco Bandelli (colui che non voleva che sulla magliette della maratona triestina “Bavisela” ci fossero anche due parole in sloveno, oltre che in italiano, triestino ed inglese), ha risposto agli utenti di alcune scuole slovene che lamentavano lo stato disastroso in cui esse versano, che non è un problema solo delle scuole slovene, anche quelle con lingua d’insegnamento italiana sono in condizioni disperate.
Noi comprendiamo che con questa diplomatica risposta l’assessore Bandelli ha voluto allontanare da sé il dubbio che possa comportarsi in maniera razzista verso gli studenti delle scuole slovene, però non abbiamo capito se si è reso conto che rispondendo in tal modo ha confermato quanto noi sospettavamo da anni, cioè che in tema di lavori pubblici e di manutenzione delle strutture necessarie per la vita della cittadinanza, come le scuole (senza distinzione di etnia), questa amministrazione comunale dovrebbe proprio vergognarsi. Invece di riempirsi la bocca con il calo dell’ICI, con la riqualificazione delle strade, con i “grandi eventi” come gli spettacoli in piazza Unità e le Frecce Tricolori, questa giunta avrebbe dovuto piuttosto, in tutti questi anni, pensare alle scuole, all’assistenza per i disabili e per chi versa in condizioni di bisogno. Ma non l’ha fatto: e perciò ci disgusta.

Giugno 2006.

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