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      Mučeniška Pot


Per Federica Angeli Una Eccezionale Donna Normale.

FEDERICA ANGELI, un’eccezionale donna normale.
Federica Angeli, nata e cresciuta ad Ostia, ha sempre desiderato fare la giornalista, ha studiato e si è data da fare per realizzare questo suo sogno, fino ad approdare alle pagine di Repubblica. Cronista di “nera”, è riuscita a coniugare il suo lavoro, nel corso del quale ha anche realizzato servizi come “infiltrata” in organizzazioni criminali, con la formazione di una famiglia, ha un marito e tre figli.
È una donna che crede nel mestiere che fa, crede nella legalità, crede che un bravo giornalista debba contribuire a migliorare la società in cui viviamo; quindi anche denunciare la criminalità organizzata, spingere la gente ad abbandonare l’omertà ed imparare a non farsi intimidire per isolare le mafie e non permettere loro di rovinare la vita sociale del Paese. Conoscendo la realtà della cittadina in cui vive, ha iniziato ad indagare sulla criminalità organizzata di Ostia, divisa tra tre famiglie rivali, gli Spada, i Triassi, i Fasciani.
Per tutto questo Federica Angeli dovrebbe essere considerata una persona normale; perché le cose in cui crede e per cui opera sono cose normali. Invece Federica Angeli è diventata una persona eccezionale perché la normalità del Paese in cui viviamo è che famiglie di malavitosi riescono a tenere in ostaggio intere comunità, grazie alla connivenza delle istituzioni (che fingono di “ignorare” che hanno a che fare con associazioni criminali) ed al terrore che infliggono alle persone taglieggiate che non osano parlare e denunciare il malaffare diffuso.
È vero che Federica Angeli è dotata di un coraggio che non tutti hanno: quanti di noi avrebbero la faccia tosta e i nervi saldi per andare ad intervistare un boss e domandargli se era vero che aveva assoldato un killer per ammazzare un rivale in affari?
È anche vero che Federica Angeli, dopo essere stata sequestrata per due ore da un altro boss, al quale aveva domandato come la sua società Orsa maggiore fosse riuscita ad ottenere una concessione balneare, dato che la stessa era stata revocata ai precedenti titolari con un motivo poco convincente (consideriamo, anche se questo lei non l’ha detto al boss, che in una intercettazione, non usabile dalla magistratura per cavilli procedurali, risultava una domanda di un membro del clan al direttore dell’Ufficio tecnico comunale per sapere se la loro società poteva ottenere la concessione di un altro chiosco, i cui precedenti titolari “li avevano ammazzati loro”), e dopo avere sentito questo boss ripeterle fino allo sfinimento che non doveva occuparsi di quelle cose perché ad Ostia comandavano “loro” e che avrebbe fatto meglio a scrivere di altro e pensare ai suoi bambini, è vero che dopo questo Federica Angeli non solo non ha lasciato perdere ma ha continuato ad indagare intervistando la popolazione di Ostia, per scrivere un’inchiesta che trattava proprio del problema dell’omertà.Ed è infine vero che quando due bande rivali della criminalità organizzata di Ostia si sono scontrate proprio sotto casa sua, Federica Angeli invece di chiudere le finestre come tutti gli altri abitanti della strada, è andata dai Carabinieri a denunciare quello che aveva visto, avendo riconosciuto le persone coinvolte.
Così Federica Angeli è finita sotto scorta, con tutto ciò che comporta questo per una donna che ha tre bambini da crescere.
E le minacce, gli insulti, le intimidazioni, un attentato (per fortuna sventato in tempo) non sono serviti a fermare Federica Angeli; CasaPound di Ostia ha addirittura organizzato manifestazioni di solidarietà con il clan Spada (forse perché nella società Orsa maggiore assieme a familiari degli Spada ed un militare di Marina era presente anche il dirigente locale di CasaPound); ma sono anche sorte false associazioni antimafia in cui si trovavano persone vicine alla criminalità organizzata e che avevano come scopo diffamare le vere associazioni antimafia ed anche i giornalisti come Federica Angeli, che è stata bersagliata sui social network con infamie e calunnie relative alla sua vita privata: perché se non si poteva fermare altrimenti il suo lavoro di cronista, Federica Angeli andava distrutta nella sua immagine pubblica.
Ma Federica Angeli ha tenuto duro, e la magistratura ha proceduto con le indagini, sono scattati gli arresti, che hanno decapitato il clan Spada dimostrando il coinvolgimento di quella che la giornalista ha definito “una piccola mafia capitale” dato che vedeva assieme la criminalità organizzata, la politica, un membro istituzionale. Ed anche molte delle concessioni balneari sono state revocate, tanto per cominciare.
Sui social network continuano le infamie contro Federica Angeli, ma lei va avanti e denuncia, e non si ferma, perché è una donna che crede nel proprio lavoro e crede nella legalità, crede che bisogna parlare di certe cose anche per rispetto dei propri figli, crede che è compito dei giornalisti contribuire a creare una società onesta e libera dalla criminalità organizzata. Informando, non tacendo, convincendo la gente taglieggiata e minacciata a parlare e a non girare la testa dall’altra parte.
Federica Angeli è una fra i 400 giornalisti minacciati in Italia, giornalisti che non mollano perché sanno che cedere alle intimidazioni ed ai ricatti significa la morte civile.
Ed è stato un piacere ed un onore avere sentito dal vivo Federica Angeli, che non sarebbe diventata una donna eccezionale se fosse vissuta in una società normale, cioè rispettosa della legalità; invece è stata proprio la dignità del suo essere normale a farla diventare una persona eccezionale, che va avanti dritta per la sua strada e che è un esempio da seguire non solo per chi crede nel giornalismo civile, ma per tutti coloro che vogliono una società ripulita dalle mafie.

Aprile 2016

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