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Precisazioni Nell'Interesse Della Prof. Cattaruzza In Merito Al Dossier '1972'

PRECISAZIONI DELL’AVVOCATO GIOVANNI BORGNA NELL’INTERESSE DELLA DOTTORESSA MARINA CATTARUZZA IN MERITO AL DOSSIER “1972. RICORDI DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE”.
L’avvocato Giovanni Borgna, legale della professoressa Marina Cattaruzza, in riferimento al dossier “1972. Ricordi della strategia della tensione”, ci scrive rilevando che “nel secondo periodo della quattordicesima pagina, la prof. Cattaruzza viene citata in un contesto decisamente lesivo del prestigio e dell’onorabilità della stessa, e inoltre con riferimenti gravemente inesatti”.
Riportiamo il periodo evidenziato:
“nel 1979 Fioroni diventò un “pentito” dell’Autonomia operaia ed il giudice Calogero si basò sulle sue affermazioni per avviare l’inchiesta del “7 aprile”. Tra gli indagati vi furono anche tre triestini, Giovanni Zamboni, Marina Cattaruzza e Giano Sereno, che in passato avevano fatto riferimento proprio a Potere operaio”.
Prendiamo volentieri atto (e ne diamo pubblicazione) di quanto precisato dall’avvocato Borgna, che cioè “la prof. Cattaruzza non ha mai fatto riferimento a Potere Operaio (…) né ha mai avuto rapporti con gruppi terroristici”, scusandoci per avere accolto come attendibili in merito alla vicinanza ideologica dell’interessata al gruppo di Potere Operaio testimonianze di terzi che evidentemente non erano bene informati, ma precisiamo altresì che attribuendo, sia pure erroneamente, alla prof. Cattaruzza una vicinanza ideologica ad una organizzazione che agì in piena legalità (Potere Operaio), non c’era, da parte nostra, alcuna intenzione di ledere prestigio ed onorabilità di chicchessia; infatti non abbiamo mai sostenuto che la prof. Cattaruzza avesse avuto “rapporti con gruppi terroristici”. Per quanto riguarda una successiva precisazione richiesta dall’avvocato Borgna, e cioè che “le indagini che hanno, casualmente e per breve periodo, coinvolto la prof. Cattaruzza si sono rapidamente concluse, con l’archiviazione del fascicolo”, avendo noi parlato di “indagati” e non di “imputati”, pensavamo fosse implicito nel testo che le indagini avevano dimostrato già in fase istruttoria che le accuse di Fioroni non avevano alcun fondamento. Ci scusiamo quindi con la prof. Cattaruzza e con i lettori se, avendo ecceduto in sinteticità nel trattare l’argomento, quanto da noi scritto è risultato poco chiaro ed a rischio di possibili fraintendimenti, certamente non intenzionali da parte di chi ha curato il dossier.


Per la Redazione
Il Direttore Responsabile
Claudia Cernigoi

7 ottobre 2006

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