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Progetto TAV a Trieste: i Maniscalchi del Consigliere Ukmar.

L’ALTA VELOCITÀ E I MANISCALCHI DEL CONSIGLIERE UKMAR.

Il Consiglio comunale di Trieste ha discusso il 27 luglio scorso del parere sulla valutazione d’impatto ambientale (VIA) del progetto Tav locale. La Giunta (centrosinistra) aveva deliberato un parere favorevole (con alcune “prescrizioni”, che non hanno la minima influenza sull’insieme, va detto), parere poi approvato dal Consiglio comunale con 15 voti favorevoli (PD, FLI, Trieste cambia e Libertà civica, più il Sindaco), 8 contrari (Federazione Sinistra, Movimento 5 stelle, IDV e SEL), 11 astenuti (Altra Trieste, Lega Nord, PDL, Lista Di Piazza e una consigliera del PD). Assenti 7, che, come usava dire mio padre, essendo assenti hanno sempre torto…
Si potrebbero fare moltissime riflessioni, a partire dal vecchio slogan dei tempi del cosiddetto “governo dell’astensione”, quando il governo Andreotti poté governare solo grazie all’astensione dal voto di fiducia del PCI (citazione “Andreotti è una carogna, astenersi una vergogna”, dove chi scrive si dissocia dal pesante epiteto rivolto al Nostro senatore a vita), così come caliamo un velo pietoso sulla posizione della Giunta che ha detto di essere contraria all’Alta velocità ma non all’Alta capacità e quindi è favorevole al progetto, come se il problema fosse quali treni facciamo girare e non invece il progetto devastante che non dipende dal tipo di treni che lo useranno.
Riprendiamo invece una puntuale affermazione del consigliere del PD Stefano Ukmar (pro-Tav), il quale ha fatto notare che si stava ridiscutendo di una cosa di cui si era parlato già più di un anno fa. Forse per questo motivo nel suo intervento ha ripreso le affermazioni di quella volta, che puntualmente vi riproponiamo, per diritto di cronaca.
Ukmar ha ribadito che ad ogni progetto innovativo vi è sempre qualcuno contrario, per propri motivi personali ancorché degnissimi: ad esempio, quando si è costruita la prima ferrovia, la categoria dei maniscalchi era fermamente contraria, perché il treno avrebbe soppiantato i trasporti a cavallo e quindi i maniscalchi sarebbero rimasti senza lavoro. Oggi però si vede come i maniscalchi ebbero torto, e difatti oggi abbiamo le ferrovie e non ci sono più maniscalchi, soppiantati dal progresso. Ed infine chi è contrario alle innovazioni non ha mai ragione, perché chi ha ragione è chi riesce a cogliere il lato positivo dello sviluppo e portarlo avanti.
Con buona pace di Ukmar, vorremmo dirgli che oggi ad essere contrari all’alta velocità (o alta capacità, se il Sindaco preferisce) non sono i maniscalchi (categoria di tutto rispetto e tuttora esistente, anche se ovviamente non nella misura in cui lo era prima dell’avvento della ferrovia, ma anche delle automobili, degli aerei, delle moto e delle biciclette), ma gli ambientalisti e le persone di buon senso. Che la contrarietà al progetto Tav, checché ne pensi il consigliere Ukmar che ha raccomandato al movimento Notav di non farsi “strumentalizzare” (da chi, sarebbe interessante sapere, secondo Ukmar, che si è tenuto sul generico), non è motivata da interessi economici di una categoria che si vedrebbe soppiantata da una linea ad alta velocità, ma da chi si rende conto che spendere tutti quei soldi per creare un’opera tanto inutile economicamente quanto distruttiva del territorio e delle comunità sociali dove verrebbe realizzata è del tutto fuori luogo.
Nessuna strumentalizzazione, quindi: ma tanta solidarietà a chi in Val Susa lotta ogni giorno per difendere la propria terra dalla voracità di speculatori, costruttori, tecnici che in anni di progettazioni a vuoto hanno mangiato tanti di quei soldi che si sarebbe potuto rinnovare completamente il patrimonio ferroviario italiano.

Luglio 2012



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