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Ranieri Ponis, cronista del Reich.

DECANI DEL GIORNALISMO TRIESTINO: RANIERI PONIS.

È scomparso recentemente, alla veneranda età di novant’anni, uno dei decani del giornalismo triestino, Ranieri Ponis, già collaboratore del Piccolo ma anche autore di diversi testi di storia locale, la cui attendibilità è purtroppo viziata dal viscerale anticomunismo dell’autore, che non era persona al di sopra delle parti.
Esponente della “diaspora istriana” (di origine polesana, si trasferì a Trieste nel 1950), tra i suoi libri ricordiamo “In odium fidei”, raccolta di vicende di sacerdoti istriani che sarebbero stati vittime del governo jugoslavo. È proprio in questo libro che viene data dignità storica alla presunzione di “infoibamento” subito da don Francesco Bonifacio, sacerdote scomparso da Villa Gardossi senza lasciare tracce nel 1946: di lui non si ebbero più notizie, né furono mai rinvenuti i resti. In assenza di qualsivoglia prova, la credenza generale lo ha voluto “infoibato” perché sacerdote inviso al regime comunista, illazione legittimata proprio da Ponis nel suo libro. Che nessuno (Ponis in testa) abbia prodotto la minima prova concreta a dimostrazione di tale assunto (come da tradizione della scrittura propagandistica ed ideologica dei fatti del confine orientale italiano) non ha peraltro impedito alle autorità vaticane di dichiarare la beatificazione di don Bonifacio, caduto in odium fidei.
Interessante è però l’esperienza vissuta da Ranieri Ponis durante il secondo conflitto mondiale, come leggiamo sul Piccolo del 23/12/15 (i dati sono tratti da una sua autobiografia, pubblicata alcuni anni prima e recensita sempre dal Piccolo: inviato come “militare di leva” a Berlino (grazie all’intervento di un ufficiale tedesco), “l’ambasciata italiana gli aveva trovato un lavoro di interprete in un lager di lavoratori a Staaken, non lontano da Spandau”, e successivamente (sempre come “interprete e contabile”) Ponis si trasferì nel Wohnlager Biesdorf am Grabesprung, dove “arrotonda lo stipendio percepito al campo diventando collaboratore” del settimanale L’orso (presumibilmente Bar, in tedesco) “la cui redazione confinava con il ministero della Propaganda”.
In pratica il decano dei cronisti triestini, il profugo istriano Ranieri Ponis, iniziò la propria carriera giornalistica in una rivista di propaganda nazista mentre lavorava agli ordini del Terzo Reich a Berlino. Dove non sarebbe arrivato come “militare di leva” se non avesse avuto una particolare pulsione filo-nazista, immaginiamo…

dicembre 2015

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