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      Mučeniška Pot


Roberto Sandalo, Da Terrorista Pentito A Militante Antiislamico.

TOH! CHI SI RIVEDE…

Navigando qua e là in Internet abbiamo ritrovato una persona che visse dei momenti di notorietà nei primi anni ‘80. Si tratta di Roberto Sandalo, militante dell’organizzazione armata Prima Linea che, arrestato nel 1980, decise di “pentirsi” e tramite le sue “confessioni” fu sgominato l’intero gruppo. Sembra inoltre che sarebbe stato proprio grazie alle “rivelazioni” di Sandalo (che avrebbe riportato confidenze fattegli dal suo compagno di lotta Marco Donat Cattin, figlio del noto esponente democristiano) che le indagini per l’omicidio del commissario Calabresi abbracciarono la pista di Lotta Continua, con il conseguente coinvolgimento – come risaputo – di Sofri, Bompressi e Pietrostefani che furono successivamente condannati per questo delitto.
Come frutto del suo “pentimento” Sandalo non solo ebbe una notevole riduzione della pena, ma gli fu anche attribuita, per motivi di sicurezza, una nuova identità.
Così oggi Sandalo si chiama Roberto Maria Severini, vive a Milano, ed è degna di interesse la sua evoluzione politica: da ufficiale degli alpini a militante di Prima Linea, poi terrorista “pentito”; dopo qualche anno entrò nella Lega Nord, pare come simpatizzante di Mario Borghezio (l’ex militante di Ordine Nuovo poi misticamente padano, che proponeva di prendere le impronte dei piedi agli immigrati, ed è oggi membro dell’organizzazione vandeana Padania Cristiana, che ha tra i simboli la croce celtica), ed oggi, da quanto si legge in rete, sembra aderire all’associazione SOS Italia Consumatori, di cui parleremo più avanti.
Ha avuto una certa eco sulla stampa il fatto che Sandalo (o Severini) sia diventato un convinto militante anti-islamico. Leggiamo sulla “Repubblica” del 12/9/07 che sarebbe stato riconosciuto a Milano tra i manifestanti contro il fondamentalismo islamico davanti alla sede della Commissione europea. Il quotidiano riporta virgolettate queste affermazioni a lui attribuite:
“Sì, sono l’ex terrorista di Prima Linea ma sono anche uno che ha servito due volte lo Stato, prima come ufficiale degli alpini e poi dissociandomi e collaborando a mettere fuori piazza una banda di assassini. Non vedo perché io non possa fare politica mentre altri personaggi mai redenti siedono nei più alti scranni delle istituzioni”.
Dunque Sandalo sarebbe stato ufficiale degli alpini prima di entrare in Prima Linea. Ma è quantomeno curioso che un ufficiale (non un soldato semplice di leva) degli alpini (Sandalo è oggi anche membro della “Associazione nazionale Alpini Cristiani”) avesse deciso di aderire spontaneamente e in buona fede (se così si può dire…) ad una organizzazione come Prima Linea: ed il tono delle affermazioni di Sandalo (così come riportate dalla “Repubblica”) potrebbe quasi dare l’impressione che egli sia entrato in Prima Linea proprio come ufficiale degli alpini, cioè per ordini superiori, allo scopo di “mettere fuori piazza una banda di assassini”. Viene il dubbio, cioè, che avesse fatto l’infiltrato.
Una cosa simile viene suggerita, sia pure riferita ad un altro ambiente, in un articolo del giornalista Alessandro Trocino (“Pronti a sparare sui Carabinieri” sul “Corriere Della Sera” 7/5/06) che riporta le affermazioni di Corinto Marchini, “ex di Autonomia operaia, fondatore delle Camicie verdi ed ex senatore del Carroccio”, rilasciate al giornalista Claudio Lazzaro. (Prima o dopo bisognerebbe fare una seria ricerca per analizzare le liaisons intercorse tra Autonomia operaia e Lega Nord, ma questo è un altro discorso). Marchini avrebbe parlato di una serie di possibili azioni armate organizzate dalla “Camicie verdi” contro i Carabinieri e addirittura di un progetto per eliminare lo stesso Borghezio, il quale, interpellato in merito avrebbe anche affermato: “Del resto, in quel periodo era pieno di agenti provocatori, di uomini dei servizi”. E qui si inserisce Trocino dicendo: “come Roberto Sandalo, terrorista di Prima linea”, del quale Marchini afferma: “A un certo punto, sotto lo pseudonimo di Signorini divenne uno dei responsabili delle Camicie verdi”. Una conferma sarebbe venuta ancora da Borghezio: “Lo smascherai io. Non mi piacque dal principio. Non capii la rapidità della sua carriera”.
Lasciando per ora da parte queste affermazioni gravissime (che riportiamo con beneficio di inventario) e parliamo della signora Sandalo (o Severini), nata Antonia Parisotto. Avvocato, sarebbe la coordinatrice provinciale per Milano di SOS Italia, per la quale si sarebbe candidata alle elezioni amministrative del 2006 assieme a Maurizio Scelli (noto all’opinione pubblica come rappresentante della Croce Rossa nei paesi del Medio Oriente, e poi come la persona che “politicizzò” quella che avrebbe dovuto essere semplicemente un’organizzazione umanitaria). Per quelle elezioni, leggiamo in rete, “SOS-Italia spese 700.000 euro, più di quanto avesse speso lo stesso candidato di centrosinistra (…) Scelli e la Parisotto in Sandalo hanno racimolato la bellezza di 246 voti, entrando così nel Guinness dei Primati con una spesa elettorale di 2845,52 euro a voto” (in http://kelebek.splinder.com/).
Nel sito di SOS Italia leggiamo che il loro “manifesto ideologico” sono “gli scritti di Papa Benedetto XVI, del Presidente del Senato Marcello Pera, del Giornalista Magdi Allam e della signora Fallaci”. Ricordiamo che a Udine SOS Italia (che aveva fatto della propaganda anti-nomadi uno dei propri cavalli di battaglia) aveva candidato alle elezioni comunali nel 1998 il giornalista Luca Razza (che sembra abbia ottenuto la bellezza di un voto uno di numero) che raggiunse la fama nel 2004 perché identificato come il creatore del “fenomeno” Nuclei Territoriali Antimperialisti. Per chi non ricordasse la vicenda, diciamo che gli NTA erano stati considerati, tra il 1997 e il 2004, come una delle più pericolose organizzazioni terroristiche, della quale si diceva addirittura che avesse contatti con Bin Laden, e che si è poi invece rivelata una creazione mediatica del solo Razza, che dichiarò di avere scritto comunicati e risoluzioni di vario tipo tutto da solo, sfruttando l’occasione di piccoli attentati neppure organizzati da lui ma dei quali si prendeva la paternità come NTA. Quale sia stato lo sviluppo processuale di tutto questo non ci è noto, perché dopo l’afflosciamento della montatura NTA la notizia è del tutto scomparsa dalla stampa.
Tornando a Sandalo, diciamo ancora (sempre per diritto di cronaca ma con beneficio d’inventario) che tra le dichiarazioni di Marchini c’è anche che Sandalo lo avrebbe accusato del delitto D’Antona. “Millantava cose assurde”, disse Marchini. Un altro attacco ad un suo ex “commilitone”, Sandalo lo avrebbe rivolto (in un’intervista pubblicata sul “Giornale” nel 2006, al parlamentare della Rosa nel pugno e segretario della Presidenza della Camera, Sergio D’Elia (già dirigente di Prima Linea), asserendo che D’Elia non aveva raccontato tutta la verità, motivo per cui D’Elia ha annunciato querele contro Sandalo e il “Giornale”. (Coincidenza curiosa: sia l’ex terrorista rosso D’Elia che l’ex terrorista nero Fioravanti sono tornati alla vita politica tramite ambienti radicali, come l’associazione “Nessuno tocchi Caino” e lo stesso Partito Radicale).
Com’è piccola l’Italia…

ottobre 2007

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