Articolo

      Mučeniška Pot


Ronde Padane in Friuli e Volontari della Sicurezza a Bologna

VOGLIA DI FAR WEST.

“Esordio a Pordenone per le ronde padane”, leggiamo in un comunicato dell’Ansa del 24 gennaio scorso. “All’iniziativa, voluta dalla Lega Nord della provincia, ha aderito una ottantina di persone che hanno perlustrato il territorio del Friuli occidentale, in gruppi di cinque, con l’obiettivo di prevenire eventuali episodi di microcriminalità”.
Come funzionerebbero queste “ronde”? In due turni, leggiamo, dalle 21.30 fino a mezzanotte e poi dalle 24 alle 3-4 del mattino; composte di 4-5 persone l’una, ognuna con un fuoristrada a disposizione, i volontari dotati di telefono cellulare e di un giubbotto di riconoscimento. L’unica cosa che potranno fare, sarà chiamare le forze dell’ordine, per segnalare “eventuali problemi, situazioni o persone sospette”. Non avranno a disposizione “armi, manganelli, palette o altri strumenti che possano essere interpretati come mezzi d’offesa”.
In conclusione, il promotore di queste ronde, il sindaco cosiddetto “antiburqa” di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti (che sarebbe, abbiamo letto in altra Ansa, buon amico dell’indagato come unabomber, l’ingegner Elvio Zornitta, che pare abbia espresso l’intenzione di candidarsi alle prossime amministrative di Azzano Decimo), ha detto che, essendo già 37 i comuni del Triveneto che hanno aderito, è necessario “per il futuro” un “intervento della Regione (…) accanto alla Protezione civile si dovrà quindi prevedere l’istituzione della figura del volontario per la sicurezza”.
Così a Pordenone, invece a Udine si sta muovendo un’altra forza politica: infatti leggiamo, il 16 gennaio, che il Movimento Sociale Fiamma tricolore ha iniziato il reclutamento a Udine delle “Squadre tricolori per la sicurezza”. L’impegno sarebbe di rendere operative le “squadre tricolori” già nel mese di febbraio nei comuni di Udine, Palmanova, Cividale, Lignano, Tolmezzo, Tarvisio “ricercando il concorso delle amministrazioni locali e nel rispetto della normativa vigente. Laddove non sarà trovato il concorso delle istituzioni comunali le Ronde tricolori opereranno sulla base delle segnalazioni dei cittadini, che indicheranno eventuali posti e momenti di criticità”. Lo scopo di questo, ha concluso Luca Bego, segretario provinciale del movimento, non è di “sostituirsi al meritorio lavoro delle forze dell’ordine, ma sensibilizzare la comunità friulana sul fatto che la sicurezza può e deve essere garantita con concorso di tutti”.
A prescindere dal fatto che noi siamo a priori contrari a questo tipo di “farwestizzazione” della società, ci sono altri elementi che ci danno da pensare, ad esempio questo articolo pubblicato il 30/1/07 sul “Resto del Carlino” di Bologna.
Titolo: < Sicurezza. Volontari pattugliavano la città. In casa manganelli e manette. Blitz della Digos in casa di alcuni membri di associazioni cittadine che aiutano a mantenere l’ordine pubblico. Nelle abitazioni trovate attrezzature da “picchiatori” >.
< Pattugliavano la città per aiutare a mantenere l’ordine pubblico, controllavano che i cancelli dell’università fossero chiusi, che non ci fosse brutta gente in giro. Ma dalle loro case sono usciti manganelli, manette, nocchiere e altre attrezzature da “picchiatori” che utilizzavano durante i loro servizi di “ronda”. Trovati anche scanner comunemente utilizzati per intercettare le radio della polizia e perfino fotografie di un corso di guerra fatto in Estonia.
Protagonisti sono alcuni volontari di varie associazioni, attivi a sostegno delle forze dell’ordine, con compiti di controllo del territorio: uomini di 45 anni circa, per lo più padri di famiglia. Tra di loro anche un imprenditore.
Le loro case sono state ispezionate nell’ambito di una indagine partita tempo fa. Nei loro confronti, infatti, la Procura ha avviato un’indagine e ora, dopo le prime cinque perquisizioni del maggio scorso, oggi altri sei volontari hanno ricevuto la visita degli agenti. Le associazioni sono regolarmente iscritte all’albo della Protezione civile e sovvenzionate da diversi enti ed istituzioni a Bologna tra cui il Comune di Bologna >.
Coincidenza: questo tipo di collegamento con le istituzioni e la Protezione civile sembra proprio quello auspicato da Bortolotti.
Proseguiamo la lettura del “Carlino”.
< I volontari della sicurezza sono finiti nel mirino della Procura dopo le denunce a carico di alcuni No global per episodi di resistenza. In realtà, si è poi scoperto, con foto e filmati che lo dimostrano, che i No global non si opponevano ad agenti delle forze dell\'ordine, bensì a questi “pattuglianti” da cui erano stati aggrediti. (…) Nelle case perquisite non sono state, però, almeno per il momento, ritrovate bandiere né simboli politici che facciano ipotizzare un legame tra le associazioni di pattuglianti e formazioni di estrema destra. Tuttavia, stando ad alcune indiscrezioni, uno dei volontari coinvolti nell\'inchiesta tanti anni fa era stato condannato per ricostituzione del partito fascista.
L’indagine, in mano alla Digos, si sta concentrando sulla ricostruzione della storia di queste associazioni, i cui servizi volontari erano finanziati per mezzo di convenzioni tanto dal Comune di Bologna (che però ha interrotto i rapporti nel dicembre 2005, proponendo di continuare la collaborazione ma a titolo gratuito) che da quello di San Lazzaro, così come dall’Università di Bologna e dall’Ausl. In contatto con le istituzioni e con le forze dell’ordine, i volontari di queste associazioni svolgevano servizi di sorveglianza cittadina, stilando poi dettagliate relazioni >.

febbraio 2007


Questo articolo è stato letto 2735 volte.

Contatore Visite