Articolo

      Mučeniška Pot


Speculazioni Edilizie E Tragedie Annunciate.

Via delle Linfe nel rione di San Giovanni a Trieste è una vecchia strada di case e villette mono e bifamiliari, dove la speculazione edilizia ha inserito ogni tanto qualche casermone eliminando il verde esistente. L’ultimo “mostro” è in corso di edificazione da qualche mese: dopo avere eliminato una villa ed il suo ampio parco, si è sbancata la collina per scavare i garage e si stanno tirando su piani su piani di appartamenti destinati ad una città dove la popolazione sta calando e l’edilizia continua a rodere le poche zone verdi ancora rimaste.
Questo gigante di cemento armato viene edificato nel lotto inserito fra una villetta e una casetta di due piani. Gli scavi, le gettate di cemento, il rumore, le vibrazioni, hanno reso la vita impossibile ad Antonio Castriotta, proprietario ed abitante della casetta più piccola, acquistata e ristrutturata con anni di sacrifici e di lavoro. Ma non si trattava solo di un problema di tranquillità perduta (il proprietario non vedeva più il panorama, si sono permessi di scrivere i giornali, dimostrando la sciatteria di chi non ha neppure guardato il posto, dato che la mega-costruzione sta sorgendo alle spalle della casetta): i lavori del “mostro” avevano iniziato a portare infiltrazioni d’acqua nei muri dell’abitazione di Castriotta, e la stessa sicurezza statica del vecchio edificio era a rischio.
Il proprietario aveva chiesto aiuto alle istituzioni, aveva segnalato la situazione di pericolo ed i danni da lui subiti, ma era stato tutto inutile: i lavori non erano stati sospesi in attesa di verifiche o di consolidamenti, dovevano proseguire, non si poteva fermare un cantiere e creare un danno al costruttore. E pazienza se era qualcun altro a subire il danno: Castriotta, piccolo proprietario di una casetta monofamiliare che non gli creava alcun reddito ma era solo il posto dove aveva scelto di vivere, si è trovato tutte le porte chiuse, nessuno gli aveva dato una mano per far valere i suoi diritti.
A questo punto ha fatto una scelta estrema ed agghiacciante: ha cercato di far saltare in aria il “mostro” che gli aveva rovinato la vita, trovando la morte nell’esplosione. Una tragedia che solo per caso non ha coinvolto terzi.
Signori amministratori, forse quando si rilasciano licenze edilizie in zone abitate già edificate con una certa tipologia si dovrebbe anche valutare l’impatto che queste nuove costruzioni possono avere sulla vivibilità delle persone che vi risiedono, e non dare carta bianca ai costruttori solo in nome del fatto che il proprietario ha il diritto di edificare sul proprio terreno e non glielo si può impedire. Perché anche gli altri proprietari hanno il diritto di continuare a vivere in pace sul proprio terreno, nelle proprie case; e sarebbe giusto che chi si insedia successivamente si adegui al luogo dove va ad operare. Altrimenti potremmo pensare che in questa società, dove non si parla d’altro che dei diritti della proprietà privata, vi siano proprietari che hanno più diritti di altri.
Nell’associarci al dolore dei familiari di Antonio Castriotta, vogliamo dire che questa tragedia avrebbe potuto essere evitata se nella nostra società si tenesse più conto delle persone che non del profitto; se gli amministratori pubblici invece di fare demagogia chiudendo al traffico le strade del centro per fare gli interessi dei negozianti, pensassero piuttosto a non permettere lo snaturamento dei rioni periferici; se si avesse un occhio di riguardo per l’ambiente in modo da risparmiare parchi e giardini e zone verdi anche piccole invece di rilasciare licenze edilizie per ogni spazio non ancora costruito.

ottobre 2009

Questo articolo è stato letto 1427 volte.

Contatore Visite