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Tasse, Padania e Fucilate.

TASSE, PADANIA E FUCILATE.
In agosto fa caldo, è vero, e probabilmente un po’ di caldo va anche ad intasare quella categoria di neuroni preposta al ragionamento, e forse è proprio questo il motivo per il quale a volte d’agosto si tende a sragionare.
Di sragionamenti d’agosto ne abbiamo visti molti, ma quest’anno ci ha colpito il fatto che tutta una serie di sragionamenti ha una matrice comune, e che se li inseriamo in ordine cronologico la loro evoluzione può porci dei problemi.
All’inizio di agosto abbiamo sentito la Lega lanciare un appello per lo “sciopero fiscale”, cioè lo scegliere di non versare più i tributi a “Roma ladrona” (per noi esseri normali si tratterebbe del governo della Repubblica) ma di tenersi tutti i soldi “in casa” (nelle Regioni? in Padania? non è chiaro).
Intorno a Ferragosto, notizia che come al solito scompare dagli organi di stampa perché in quei giorni si tende a parlare per lo più di sagre, vecchiette che muoiono al bagno, di morti sulle strade, tanto per rilassarci, la Lega Nord del Friuli Venezia Giulia chiede alla Regione di farsi carico del costo delle armi di tutti coloro che intendono armarsi per autodifesa. È ben vero che la richiesta di ronde “padane” o “tricolori” è un tormentone che torna ciclicamente di moda in questo Paese, ma pretendere che siano anche finanziate dalle istituzioni della Repubblica ci para francamente un po’ troppo (su questioni di ronde e vigilantes, però vi rimandiamo alla lettura di un nostro articolo precedente, “Ronde padane in Friuli e volontari della sicurezza a Bologna”, che potrete trovare nel sito).
Casualmente, questa proposta è avvenuta proprio nei giorni in cui la Gran Bretagna ha iniziato ad interrogarsi sul fatto che nel loro Paese girano tante armi al punto che quattordicenni ammazzano undicenni a pistolettate in mezzo alla strada. Ma si sa che noi arriviamo sempre in ritardo rispetto alla perfida Albione che, come gli USA, ha visto da anni una proliferazione di armi che ha evidentemente aumentato, invece di risolverli, problemi di ordine pubblico e di sicurezza (quella tanto cara al cuore dei benpensanti locali); ma volete mettere i guadagni delle armerie e la creazione di una cultura da far west, da tutti contro tutti, di un terrorismo psicologico che impedisce alla popolazione di vivere serenamente perché viene creata l’idea dell’emergenza criminalità anche dove essa non esiste realmente?
Domenica 26 agosto, infine, il pezzo migliore del mese. Umberto Bossi, che non s’è capito se si è ripreso dall’ictus o no, ha dichiarato, placido placido che “noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile ma c’è sempre una prima volta”.
Dopo tutto questo delirio agostano, lungi da noi l’intenzione di voler insegnare il mestiere a qualsivoglia magistrato, però, spulciando qua e là da profani nel codice penale vigente, abbiamo trovato alcuni articoli che ci sono sembrati pertinenti alla situazione. Li segnaliamo, casomai qualcuno volesse tenerne conto…

Art. 241 Attentati contro la integrità, l\'indipendenza o l\'unità dello Stato
Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l\'indipendenza dello Stato è punito con la morte (1).
Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l\'unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità.
(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l\'ergastolo.

Art. 270 Associazioni sovversive
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimere violentemente una classe sociale o, comunque, a sovvertire violentemente gli ordinamenti economico sociali costituiti nello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.
Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico e giuridico della società.
Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata, le associazioni predette, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento.

Art. 270 bis Associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell\'ordine democratico
Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongono il compito di atti di violenza con fini di eversione dell\'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni.
Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da quattro a otto anni.
Articolo aggiunto dal D.L. 15 dicembre 1979, n. 625.

Art. 272 Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale
Chiunque nel territorio dello Stato fa propaganda per la instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre, o per la soppressione violenta di una classe sociale o, comunque, per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato, ovvero fa propaganda per la distruzione di ogni ordinamento politico e giuridico della società, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Infine, a proposito dell’obbligo di pagare le tasse, ci viene in mente un articolo della nostra Costituzione (legge fondamentale dello Stato, per chi non lo sapesse).

Art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Concludiamo questo promemoria giuridico con un breve commento polemico: se invece di Umberto Bossi a parlare con quei toni si fossero espressi esponenti della sinistra, dei centri sociali, anarchici, sindacalisti di base (tutte categorie che invece di norma, tra parentesi, così non parlano), si sarebbe subito gridato al pericolo terrorismo interno, agli insurrezionalisti e via dicendo. Ci sono in prigione, non ancora giudicate, detenute per alcuni degli articoli prima indicati, moltissime persone accusate di avere costituito bande armate e avere attentato all’integrità dello stato. Questo nonostante non esistano a loro carico (almeno per quanto di pubblico dominio) prove tali da incriminarli, ma solo intercettazioni di frasi ambigue dalle quali si sarebbe dedotto che queste persone stessero allestendo degli attentati (che in diversi anni non ne hanno mai realizzato neppure uno, detto per inciso).
Con questo non vogliamo assolutamente concordare con le posizioni espresse a proposito della magistratura dell’“unto dal Signore” tessera P2 1816 cavaliere errante Silvio Berlusconi. Ci chiediamo però perché in questo paese debbano sempre esistere diversità nello stile fattoria degli animali di orwelliana memoria: tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri.

Settembre 2007

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