Articolo

      Mučeniška Pot


Vergarolla su testo di Gaetano Dato.

LA STRAGE DI VERGAROLLA
SECONDO GAETANO DATO.
L'anno scorso chi scrive ha pubblicato un articolo (“Strategia della tensione in Istria”, reperibile al link http://www.diecifebbraio.info/wp-content/uploads/2013/09/STRATEGIA-DELLA-TENSIONE-IN-ISTRIA.pdf nel quale si affrontava anche la vicenda della strage di Vergarolla (l’esplosione di alcune mine depositate sulla spiaggia presso Pola, che causò la morte di quasi un centinaio di persone). In esso, commentando alcuni documenti che erano stati resi noti e prese di posizione di testimoni e studiosi, ero giunta alla conclusione che non era assolutamente possibile, né logico, attribuire agli "jugoslavi" la responsabilità della strage. Tutto ciò ha scatenato una massa di polemiche a non finire, dalla manipolazione da parte del Piccolo del contenuto della conferenza stampa fatta da Cernigoi e Kersevan in modo da stravolgere il senso dell'articolo pubblicato, i consueti attacchi da parte di quella destra che pretende di scrivere la storia a proprio piacimento, reiterati post nella pagina FB di Cristicchi da parte del signor Lino Vivoda che mi accusava di non avere considerato la sua testimonianza (aveva otto anni e l'ho citata per quanto poteva significare), per arrivare alle parole del giornalista goriziano Roberto Covaz: "Cernigoi e Kersevan sono riuscite perfino a smentire che la strage di Vergarolla a Pola sia stata opera della polizia segreta jugoslava" (come se “smentire” una bufala fosse un reato penalmente perseguibile e particolarmente abietto), parole riprese dal consigliere regionale della Lega nazionale Rodolfo Ziberna, che ha accusato le due storiche di "istigazione a delinquere" perché, secondo lui, "negherebbero" le foibe, ed ha presentato su questo un'interrogazione alla Giunta regionale per chiedere che non ci si diano finanziamenti.
Il mese scorso la Libreria editrice goriziana ha pubblicato uno studio su Vergarolla prodotto dal giovane storico Gaetano Dato che, grazie a finanziamenti pubblici sollecitati dal Circolo Istria, ha potuto consultare archivi britannici e statunitensi.
Il libro di Dato ha il pregio di dare un buon inquadramento storico della situazione in Istria ed al confine orientale all'epoca di Vergarolla. Ma sulle responsabilità della strage non dice nulla di nuovo, pur avendo visionato ed analizzato molti documenti degli archivi britannici e statunitensi, nulla di diverso da quanto già scritto nel mio articolo di quasi un anno fa (articolo che peraltro lo storico non cita neppure nella pur corposa bibliografia. Viene da chiedersi se sarà anche lui oggetto di attacchi da parte della canea nazionalista, oppure se sarà l’ennesimo esempio a dimostrazione che se le cose le dice Cernigoi non va bene, ma se le dice qualcun altro nessun problema.
Un solo appunto all'autore, dato che nella bibliografia non cita nulla di quanto ha scritto Cernigoi sull'argomento: se avesse letto i miei studi (“Alla ricerca di Nemo”, e “Dossier Maria Pasquinelli”, pubblicati nel 2013), avrebbe potuto evitare di scrivere che il contatto di Pasquinelli con la Franchi era un certo “Cattone, all’anagrafe Terenzio Granci”, e riportare esattamente il nome di Teresio Grange “Catone”, al quale dedico alcune pagine in ambedue gli studi. Così come avrebbe potuto identificare il dirigente di una struttura paramilitare precursora della Gladio, “Monti”, in Ernesto Carra, mentre dell’altro dirigente, un non meglio identificato “Giuliano” avrebbe potuto ipotizzare il cognome Dell'Antonio, dato che questi due dirigenti del CLN triestino sono inseriti nell'elenco "ufficiale" dei "gladiatori".

giugno 2014

Questo articolo è stato letto 799 volte.

Contatore Visite