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Le inchieste dell'ispettore De Giorgi

Chi era l'ispettore Umberto De Giorgi?
Nell’immediato dopoguerra l’ispettore della Polizia Civile del GMA Umberto De Giorgi si mise in luce come organizzatore dei recuperi delle salme degli “infoibati” e per le indagini da lui condotte su queste uccisioni. De Giorgi, già maresciallo ai tempi del nazifascismo, fu uno dei fondatori della Polizia scientifica a Trieste, fu anche autore di testi (tuttora in uso, pare) per la scuola di polizia, ma all’epoca fu anche un personaggio molto discusso. Da una parte venivano elogiati i suoi metodi di indagine, la sua capacità di identificare i responsabili delle inchieste che conduceva; dall’altra parte fu definito un “regista” di processi per il modo “disinvolto” ed a volte melodrammatico con il quale portava avanti le indagini. In questo breve studio intendiamo raccontare l’attività svolta da De Giorgi nel dopoguerra, con particolare riguardo alle sue indagini sulle “foibe” e sugli “infoibamenti”, evidenziando le contraddizioni che queste inchieste presentano; ma prima di entrare nel merito dell’attività che diede fama all’ispettore De Giorgi, vediamo di fare la sua conoscenza dall’inizio della sua carriera in polizia.

L’ispettore Umberto De Giorgi era nato a Voghera il 4 marzo 1894 ed è morto a Trieste il 6 maggio 1976. Leggiamo nel suo necrologio che: < entrò giovanissimo nella Scuola di polizia scientifica a Roma. Nel 1924 partecipò alle ricerche della salma di Giacomo Matteotti > .
Sul rinvenimento della salma di Matteotti scrive Giorgio Candeloro: < alcune circostanze del rinvenimento e il fatto che il cadavere fosse stato trovato mal sepolto, a poca distanza da strade frequentate, fecero sorgere il dubbio che il ritrovamento non fosse stato casuale, ma fosse stato predisposto segretamente per un dato momento, scelto dall’alto per motivi di opportunità politica > . Ricordiamoci di queste parole quando seguiremo De Giorgi nei suoi recuperi di “infoibati” nel dopoguerra.
Non sappiamo esattamente quando De Giorgi sia arrivato a Trieste; nel necrologio il “Piccolo” scrive che < già nell’anteguerra operò a Trieste > e che lo < si sarebbe potuto chiamare il nostro Maigret, perché la sua attività fornì materiale alle cronache di giornali di mezza Italia >; vengono quindi ricordati alcuni casi criminali risolti da lui a Trieste.
Nella Guida Generale di Trieste del 1941 c’è un unico “Giorgi de Umberto, maresciallo RR. CC.” (cioè maresciallo dei Carabinieri). Poteva essere carabiniere e non poliziotto, De Giorgi, nel ‘41? Da una testimonianza resa in sede giudiziaria dall’avv. Francesco Toncich, noto antifascista, non sembrerebbe: infatti <... l’avv. Toncich aveva fatto risaltare nella sua arringa la strana ma spiegabile manovra dell’ispettore De Giorgi, che invece di occuparsi del gabinetto segnaletico della Polizia, si è tanto preoccupato di inscenare il “processo delle foibe” con lo scopo da noi denunciato ripetutamente, di infangare l’onore partigiano e quello degli antifascisti, cui si dedicava in qualità di poliziotto già nel 1940, quando allo stesso avv. Toncich arrestato per l’attività clandestina, aveva rilevato le impronte digitali > .
Perché mai sulla “Guida” comparisse come maresciallo dei Carabinieri, ci è del tutto inspiegabile.


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